Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0



L'imbecillità è l'oppio dei popoli 5

Posted on aprile 21, 2010 by Maurice

Le donne si rassegnino: tra le varie colpe a loro imputabili adesso ci sono anche i terremoti. Non è una bufala giornalistica, ma la parola degli ayatollah iraniani. Secondo Hojatoleslam Kazem Sedigh (ma chi cazpita era costui?) "molte donne che non si vestono in modo appropriato corrompono la castità degli uomini, li spingono all’adulterio, facendo così aumentare la possibilità di terremoti".
ScimmiaOvviamente la ricetta (iraniana) per evitare i terremoti c’è e la fornisce il ministro per il Welfare in persona: "Le preghiere e i voti per il perdono sono le formule migliori per evitare i terremoti. Non possiamo inventare un sistema che prevenga il sisma, ma Dio ha creato quel sistema, che consiste nel rifuggire dal peccato, pregare, invocare il perdono". Bertolaso prenda nota.
Se non ci fosse da farsi sopra una sana risata, ci sarebbe veramente di che preoccuparsi per l’imbecillità dell’integralismo religioso, che colpisce indifferentemente i paesi islamici ma anche quelli culturalmente più evoluti. Quando l’idiozia degli uomini – intesi come genere umano, ma anche come compenente maschile dello stesso genere – si traveste con i paramenti religiosi, Dio ci salvi da costoro. Non c’è infatti gente più pericolosa degli asini arroganti.
E’ peggio del gatto nero che attraversa la strada o della masturbazione che rende ciechi. Con l’aggravante che colà l’idiozia si sposa con la violenza. Se rimanesse tra le pseudo verità coraniche, tutto sommato non ci sarebbe da preoccuparsi: in fin dei conti basterebbe fare spallucce, e chi vuole credere agli asini che volano è libero di farlo. Il grave è quando le idiozie diventano regole di vita, imposte oltretutto a suon di sferzate e di lapidazioni (leggere Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini per farsi un’idea di cosa vuol dire il trattamento islamico).
Viene da chiedersi se sortite simili in Iran, ma anche in Italia, siano frutto dell’imbecillità ideologica o se stiamo assistendo alla sconfessione delle leggi di Darwin: dalla scimmia all’uomo e ritorno.

Maschietti di tutto il mondo, unitevi! 1

Posted on marzo 18, 2010 by Maurice

Il sesso debole? Quello maschile, non c’è dubbio, checché ne dicano le nostre amate donne, brave solo a lamentarsi. Questo è quanto è emerso da una ricerca pubblicata sul Telegraph, promossa dal brand Dove ed effettuata su un campione di mille uomini inglesi ma, affermano, estensibile a tutto l’occidente.
2802733343_06628081fa_bL’85% dei mariti porta fuori le spazzature, l’80% porta la spesa, il 75% è responsabile di frigo e freezer che rifornisce settimanalmente. Ogni settimana i maschietti dedicano 13 ore ai lavori domestici e 6,9 alla cura dei figli. Tutto questo senza lamentarsi e – lo afferma il 60% degli intervistati – senza che il loro impegno venga riconosciuto dalla partner.
Il prototipo del maschio che "in casa non sparecchia" è in via di estinzione, afferma Paul Connell, brand manager di Dove: non a caso già in molte pubblicità l’uomo appare con il grembiulino, anche se il cliché è ancora quello della presa per i fondelli, l’altra faccia della medaglia della donna-oggetto.
In Italia "questo archetipo è un po’ più duro da combattere – scrive Emanuela Di Pasqua – ma i dati dell’indagine Istat del 2009 sono significativi, pur riguardando solo i giovani: un maschio su due si fa il letto, il 48, 3 per cento apparecchia e sparecchia e il 54,8 per cento riordina le proprie cose". E perché non sono venuti a casa mia a vedere quando stiro, faccio le lavatrici, cambio le prese o le guarnizioni del water, stendo il bucato, lavo i piatti o annaffio le piante.
Il maschio,però, non sta affatto bene: "ben più ragazzi – afferma il professor Matthias Franz – che non ragazze (60 su cento) interrompono gli studi. Le donne in media vivono 5 anni più a lungo. Sanno condurre una vita più sana, indulgono meno dei maschi ai malsani piaceri di fumo, alcol e droghe, sono colpite più raramente da infarto o altre malattie cardiovascolari. A scuola e nelle università sono più brave, si applicano con più concentrazione, e con idee più chiare su cosa vogliono fare da grande".
Non parliamo, poi, dei rapporti affettivi: il sociologo Gerhard Amendt osserva che "persino sul futuro della coppia non sono più loro, i tradizionali ‘capofamiglia’ da secoli, a decidere. Il più delle volte è la donna a scegliere il divorzio o la fine della relazione", così come sono loro – aggiungo io – a sceglierci come compagni di una sera o di una vita.
La situazione è talmente ribaltata che in Germania pensano ad un garante per le pari opportunità maschili, come è già successo nei paesi nordici. Da noi questo problema non si pone, almeno fino a quando le escort si trovano abbondanti (350 alla volta!) ed a buon mercato, per chi può pemettersele.

Sesso, sesso, ma quando? 1

Posted on marzo 13, 2010 by Maurice

Nun ce ne po’ fregà de mmeno, sembra la conclusione dello studio avviato dall’Università di Chicago e pubblicato sul British Medical Journal, che ha introdotto la misura “speranza di vita sessualmente attiva”, ripreso da Blitz Quotidiano.
1324139856_413eaa3eceSe l’uomo e la donna – pare – sono diversi, lo sono anche su sesso e sue applicazioni. Mentre l’uomo ce l’ha sempre lì (sulla fronte), alla donna sembra che non gliene importi più di tanto, dati alla mano. I maschietti "a 55 anni mediamente hanno ancora 15 anni di attività sessuale davanti a sé, mentre le coetanee meno di 11 anni". Non solo, perché "quando un uomo di 55 anni è in buona salute, può aggiungere altri 5-7 anni ai 15 che gli “spettano” di default, mentre lei al massimo ne aggiunge 3-6".
Facciamo due calcoli.
Un maschio ha un’"aspettativa" media di vita sessuale fino a 76 anni, mentre la sua compagna fino a 70 e le bene così. Domanda: che si fa – parlo da maschio – in quei 6 anni di differenza? Il problema è risolto se si sceglie una partner più giovane, sennò…
Tutto questo in linea teorica. Altri studi consolidati danno la "maturità" sessuale nella donna dopo i 40 anni e quindi il periodo del massimo godimento per un uomo sarebbe limitato a 30 anni, tutto questo prescindendo da astinenza ciclica e post parto, emicranee, Grande Fratello, giornate faticose, malattie infettive dei figli, colloqui di lavoro del giorno dopo, stasera no perché sono a metà del ciclo, urca non ho preso la pillola, è un momentaccio e non mi va, non è mica sabato oggi.
Strucca strucca, quanto rimane? e soprattutto cosa rimane?
Un altro studio rivela che nella metà dei casi la donna "finge" l’orgasmo, tanto l’uomo – normalmente rincoglionito, ma ancor più in quel momento – non se ne accorge. Male per le donne, che arrivano "(e qui la percentuale è addirittura una su cinque) a immaginare di fare sesso con un uomo diverso dal partner". Ma ditelo, buon dio, che fino a 76 anni non c’è problema e siamo sempre disponibili ad aiutare il prossimo.
Il rimescolamento delle carte però non avviene, così ci si gira dall’altra parte, e buonanotte ai suonatori.
"È sostanzialmente un problema di comunicazione – ha spiegato, infatti, un portavoce dell’azienda che ha finanziato il sondaggio in Inghilterra al londinese «Daily Mail» – e le donne dovrebbero sforzarsi di parlare di più con i loro uomini, per spiegare loro cosa davvero vogliono e, soprattutto, come raggiungerlo".
Provate a dirlo a vostra moglie (o a vostro marito): amore, mi piacerebbe tanto farlo con Belen (o col salumiere). Vedrete cosa succede, a qualsiasi età.

A whiter shadow of pale 1

Posted on dicembre 14, 2009 by Maurice

Di una cosa dobbiamo essere grati – almeno noi che non siamo più dei ragazzini – a chi ci governa di questi tempi, e lo dico senza ironia: visto come vanno le cose, non c’è piacere più grande che rifugiarsi nei tempi passati, in quello che di bello ci hanno lasciato nella memoria.
7Ci pensavo leggendo questo post  e riguardando certe foto di altri tempi. Nonostante tutti i fermenti ideali di allora, eravamo tutti molto naïf, molto più semplici, più schietti, meno artefatti, da una e dall’altra parte. Con i nostri maglioncini a giro collo, il foulard, i jeans attillati o scampanati, l’eskimo o il montgomery, le camicie comperate nei mercatini americani di seconda mano o a righe madras.
Noi che andavamo al liceo con la borsa quando c’era ginnastica e bisognava mettere dentro la tuta in cotonaccio, o quando c’era compito in classe di latino o di greco, ché portarsi in mano il Rocci non era tanto comodo. Non avevamo lo zaino, ma solo l’elastico per i giorni "leggeri" che doveva essere rigorosamente scritto con la biro.
Una volta all’anno c’era la foto di classe, ovviamente in BN, sui gradini d’ingresso alla scuola, con le nostre assurde pettinature ed il professore al centro in giacca e cravatta. Il giorno che ci consegnavano le foto era un passa-passa per lasciare la nostra firma sul retro: Ardigò, Bruni, Mezzina, Scattolin, Viberti, Fiocchi… c’era anche un Gesù Cristo, marchio del solito imbecille per nulla divertente.
Per anni, finché non è arrivato il riflusso, il rapporto tra ragazzi e ragazze era semplice e profondo allo stesso tempo. Se ci si piaceva il gioco era fatto, anche se uno o entrambi si era "occupati": non c’era tradimento, solo un’avventura, come diceva Lucio Battisti, senza tante menate pseudo morali.
A volte però le cose erano più complicate, quando subentrava il sentimento profondo. Allora c’erano i 45 giri dell’Equipe 84 o di Patty Pravo a farci precipitare nella malinconia più profonda. Bastava però un hully gully ballato in gruppo alla festina domenicale per rimetterci su di morale.
E poi tutti in piazza a manifestare. A quei tempi bastava uno sciopero generale per far cadere il governo di turno. Proprio altri tempi.

Gheddafi, papi, le donne e La7 0

Posted on giugno 16, 2009 by Maurice

Ci si resta male quando crolla una certezza. La donna (o l’uomo) che mai si sarebbe giudicata fedifraga, lo scrittore sempre ai vertici delle classifiche che floppa con un nuovo libro, un ristorante premiato con tante stelle che si rivela una grande montatura.
Di questi tempi chi vuole informarsi seriamente ha poche scelte: su sette tg nazionali ne rimangono solo due di non allineati alle veline del padrone, il tg3 e La7. Vuoi per gli orari, vuoi per simpatia, da qualche anno seguo Antonello Piroso e la sua informazione.
Anche venerdì sera, 8 meno qualche minuto, mi guardo le news di La7 che relaziona sulla tre giorni di vacanze romane (ma ce l’aveva il permesso di soggiorno?) del colonnello Gheddafi: prima lo schiaffo istituzionale del presidente della Camera Fini (che lo manda a quel paese per il ritardo), poi l’incontro del leader beduino con le donne italiane. Disponendo solo di una tenda da campeggio e non di una villa al mare, ha giocato sui numeri, qualche centinaio invece di una mezza dozzina come fa papi, per dimostrare la sua superiorità anche in questo ambito.

Dunque, sala Sinopoli dell’Auditorium gremita in ogni ordine e grado – come si dice in queste occasioni – di pubblico femminile di ogni età, ceto e classe sociale. Si distinguono particolarmente le rappresentanti leghiste, con il fazzoletto verde libico-padano d’ordinanza, esagitate come tifose davanti ad un gol di Ibra o Kakà (fossi Bossi sarei un po’ geloso).
Per il resto, cioè del discorso del colonnello, il servizio del tg mette in risalto i passaggi un cui si esalta il ruolo della donna, la condanna delle società islamiche in cui la metà del cielo non è ancora rispettata, o peggio. Alla fine rimane in bocca un gusto strano: accipicchia, ed io che pensavo che Gheddafi fosse ancora un dittatore, e me lo ritrovo paladino dei diritti. Come cambia il mondo.

Sabato mattina mi faccio un giro sui giornali online. Passo per l’Ansa e colgo un servizio di Agnese Malatesta: Gheddafi delude le donne italiane. Leggo qua e là: "Le discettazioni di Gheddafi sulle donne espresse in circa 40 minuti, sono state accolte con mugugni, brusii e ‘buuu’". "Non è stato tanto il contenuto dell’intervento ad essere criticato – anzi, è stata apprezzata l’apertura verso una "rivoluzione femminile" – quanto lo stile del colonnello, un po’ semplicistico, a tratti primitivo". "una cinquantina di donne padane…".

Ma come? In tv sembrava che la platea fosse piena di fazzoletti verdi e di donne isteriche come ad un concerto di Michael Jackson (senza uniforme militare, stavolta), ed invece la seria agenzia stampa nazionale stravolge tutto.
Morale: che è successo a La7? Dobbiamo passare a al Jazeera e al Arabiya per avere un po’ di informazione critica?

Già ultimamente mi era venuto qualche sospetto a causa di qualche commentino di Piroso, ma è evidente che qualcosa è cambiato nella linea editoriale. Trochetti Provera ha fatto qualche nuovo contratto con l’azienda del Biscione? o è il salto della quaglia del direttore del tg?
Cade un altro petalo dalla margherita, ne rimane solo uno. In questo paese non servono leggi speciali per mettere il bavaglio, siamo all’autunno inoltrato dell’informazione. Rimangono per il momento solo i blog, quando escono, perché – dopo due settimane di assenza dalla frequentazione – mi sono accorto che anch’essi latitano clamorosamente.
Tutto chiuso per ferie.

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