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marzo 09, 2010 by
Maurice
Un programma come Presa Diretta di Riccardo Iacona mi fa solo incazzare. Prendiamo l’ultima puntata su "Sole vento alberi" dove è stata presa in esame la situazione delle energie alternative in Germania. Più scorrono le immagini sullo schermo e più mi incazzo.
In soli dieci anni, da quando cioè il parlamento tedesco ha approvato a larghissima maggioranza la legge sulle energie rinnovabili, il paese sta rivoluzionando nei fatti e nelle menti dei cittadini il concetto di approvigionamento energetico. Abbandonata la via nucleare, la Germania sta affrancandosi anche dalla dipendenza del petrolio, dopo aver creato dal nulla 750 mila nuovi posti di lavoro.
La domanda che mi pongo è molto semplice: perché loro sì e noi no? Perché il governo tedesco di centrodestra lo ha fatto e noi no?
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Politica e democrazia
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ottobre 14, 2009 by
Maurice
Nella mia, come in tante altre cucine, il caldo non manca mai, né d’inverno che d’estate, grazie e per colpa di una serie di motivi. In pieno centro storico non possiamo ricorrere al gas in bombola o in bombolone, né possiamo sperare nel metano russo perché in montagna non arriverà mai (questione di costi di costruzione della rete, mi hanno detto gli esperti).
Avevamo due soluzioni alternative: l’elettricità o il gasolio. Allora si optò per il gasolio perché l’energia elettrica costava troppo, anche se i due sistemi sono interdipendenti in fatto di bollette: una cala (?) e cresce nella stessa misura dell’altro. Il risultato è una piastra radiante che è comoda perché è come avere dieci fuochi, ma fa un caldo boia in qualsiasi stagione.
Mettiamoci anche le caratteristiche architettoniche della cucina, ricavata al piano terra di un antico palazzo del Cinquecento, pensata allora per ospitare probabilmente le stalle, con i muri spessi un metro ed i soffitti bassi con volti a botte, ed il girone infernale è bello che spiegato.
Qualche anno fa a luglio mi presi la briga di misurare la temperatura dell’ambiente: quando fuori si boccheggiava già con 30°, in cucina – prima di accendere la piastra alle 9 del mattino – eravamo già a 40°. La tecnologia moderna permette di lavorare anche al fresco con le piastre ad induzione elettromagnetica e gli aspiratori-scambiatori di calore, ma il prezzo è ancora alto per farci un pensierino serio.
L’unica soluzione è… farsi fresco, a mano o con un ventilatore. Le mani però sono sempre occupate e quindi resta la seconda, già sperimentata: non serve a nulla, perché sposta solo aria calda.
Pare che qualcuno, finalmente, abbia pensato a me: dall’Inghilterra arriva il rimedio stupefacente e semplice come l’uovo di Colombo (come tutte le grandi invenzioni): un ventilatore senza pale, costituito da un motorino che aspira l’aria e genera dentro un cerchio (senza pale, appunto) un mini tornado che emette 405 litri d’aria fredda al secondo.
Quest’inverno non se ne fa nulla, ma l’estate prossima – lo giuro – lavorerò in maglione.
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Cucina
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settembre 06, 2009 by
Maurice
L’estate del 2009 si e’ posizionata al quarto posto tra le estati piu’ calde dal 1800: così affermava l’Ansa venerdì scorso. Eppure, forse è la prima volta che non ho sentito parlare (forse perché non mi abbevero più ai tg di regime) di pericolo blackout elettrico per il super uso di condizionatori: la rete nazionale ha retto bene.
Non è dello stesso parere il presidente dell’Authority, Alessandro Ortis, secondo cui "agosto è un mese di minor domanda e quindi adatto per la manutenzione della rete, delle linee di interconnessione con l’estero e di alcuni impianti di produzione".
Ortis non esclude comunque – ci informa BlitzQuotidiano – ci possano essere anche altre ragioni. Per questo, assicura che verranno effettuate ulteriori verifiche, attraverso Terna, che, «in qualità di dispacciatore del sistema» dovrà fornire un monitoraggio «circa l’entità e le durate delle manutenzioni, in particolare degli impianti di produzione, per valutare eventuali anomalie o comportamenti anomali degli operatori»
Struca struca, la bolletta della luce costa di più perché le centrali vengono fermate per la manutenzione.
A leggere la notizia mi è tornato in mente quanto è successo, pari pari, in California dopo la liberalizzazione dell’energia elettrica e che Paul Krugman – Nobel dell’economia – ha denunciato nel suo libro La deriva americana.
Come si sa, nel libero mercato la legge della domanda e dell’offerta determina il prezzo; per alzarlo le compagnie private chiudevano sistematicamente le centrali elettriche con la scusa della manutenzione, l’offerta quindi diminuiva (guarda caso sempre nei periodi di maggior consumo) ed il gioco era fatto. Tutto è andato bene finché non sono state smascherate.
Krugman, ed io con lui, conclude che in un mercato libero certi settori strategici non possono essere privatizzati.
E’ lo stesso che è successo a Parigi, con la liberalizzazione dell’acqua. Quand’era di proprietà pubblica il prezzo era contenuto, una volta liberalizzata – invece di averne un beneficio – si è avuta una corsa al rialzo con peggioramento della qualità del servizio. Il comune di Parigi ha quindi fatto marcia indietro e si è ripreso la proprietà degli acquedotti.
Tutto questo dovrebbe fare scuola.
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Economia