Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0



Non solo evasori 2

Posted on gennaio 30, 2012 by Maurice

Il "metodo Cortina" ha colpito ancora, e sembra dare buoni frutti: aumento vertiginoso degli scontrini e controlli incrociati sui possessori di grosse auto parcheggiate (e si presume quindi utilizzate per le vacanze ampezzane o per la movida milanese).
E' il solito discorso: chi non ha nulla da temere non si preoccupa della presenza del finanziere, o dell'ispettore Inps, chi invece ha la coscienza sporca si allarma ed impreca contro la persecuzione dello Sato ladrone.

Due proposte da fare.
Perché controllare i Suv, i Mercedes o i Porsche parcheggiati? Non è più semplice andare al PRA – ma non serve neppure andarci, basta una faq telematica a chi ha il pass, come la GdF – e fare un tabulato di tutti i modelli "sospetti" per una verifica a tappeto?
Invece, e questa è la prima proposta, non sarebbe il caso di piazzare un finanziere "mimetizzato" 24H al giorno ai valichi di frontiera per fotografare tutti i macchinoni in transito per Chiasso, piuttosto che al Brennero o al Tarvisio (una telecamera nascosta, in collegamento diretto con una centrale, farebbe risparmiare anche le spese del personale)?
Basterebbe una verifica nel tempo per scovare gli spalloni di valuta o chi va a comperare la cioccolata in Svizzera, dopo aver depositato qualche milioncino agli sportelli bancari oltre confine. Non è possibile? C'è qualche norma che lo vieta?

Seconda proposta.
Sarebbe interessante se la Guardia di Finanza verificasse anche il fenomeno inverso: vedere se gli scontrini emessi corrispondono effettivamente a numero uguale di clienti serviti, o se per caso non c'è sovrafatturazione.
Sì perché, come abbiamo denunciato qui in diverse occasioni, c'è anche chi emette più scontrini del dovuto. Com'è possibile? C'è qualche suicida che paga più tasse del richiesto?
Certo, e sono tutti quei locali – si dice la gran maggioranza delle pizzerie – che dietro l'insegna commerciano in riciclaggio di denaro sporco proveniente dalle varie mafie. Spesso sono locali illuminati e vuoti, dove – anche volendo – non è possibile avere una 4 Stagioni. Per la semplice ragione che non fanno pizze, e la farina bianca presente non è certamente ØØ.
Anche questo è un fenomeno da non trascurare e l'ha sollevato di recente anche Papero Giallo. Non è un fenomeno romano, ma di sicuro di tutto il Paese. Come mai la ristorazione, in genere, arranca se non chiude, e come mai esistono anche ristoratori che se la passano non bene, ma in maniera superlativa, con tanto di macchinoni e spese pazze? Non è (solo) questione di evasione, ma di ben altro.

Evasione fiscale: da dove cominciare 3

Posted on dicembre 09, 2011 by Maurice

C'è un metodo per combattere l'evasione fiscale? No, non esiste un metodo, ma tanti piccoli trucchi per venire a capo del problema che sembra irrisolvibile quanto indispensabile per venir fuori dal buco in cui si è cacciato il Paese. Parliamo soprattutto della grande evasione, quella fa i grandi numeri, non tanto della donna che fa le pulizie delle scale o del dipendente che tinteggia l'appartamento per arrotondare.
Guardia Di FinanzaParliamo per esempio del grossista di tessuti per i ristoranti e per gli alberghi, palazzinaro a tempo perso, pizzicato una prima volta dalla Finanza per qualche centinaio di milioni di lire di evasione, ed una seconda volta di recente per un'evasione di 9 milioni di euro, concordata in contanti per un terzo.
Nessuno di chi deve leggerà queste righe, ma magari un giorno potrò certificare che l'avevo detto. Ecco quindi i miei consigli.

  1. Visto che abbiamo il maggior numero di finanzieri di tanti altri paesi a minor tasso di evasione, sbattiamo tutti gli agenti della GdF fuori delle caserme, a passare al setaccio la nazione.
  2. Ai posti non operativi lasciati liberi, vengano trasferiti gli statali in esubero: per battere a macchina verbali o per rispondere al telefono non serve indossare una divisa.
  3. Fissare un budget individuale per ogni agente della Finanza, come avviene in qualsiasi azienda privata.
  4. Destinare degli incentivi economici al raggiungimento del budget individuale e al tributo effettivamente recuperato.
  5. Colpire i recidivi, gli evasori totali, ma soprattutto l'evasione al di sopra di una certo importo. Appioppare 300 euro di multa perché il bambino ha comperato un TicTac senza scontrino non risolve il problema di fondo.
  6. Premiare con sgravi fiscali proporzionati chi collabora con la legge per scovare gli evasori. Non si tratta di delazione: se un genitore denuncia il figlio spacciatore fa anche il bene suo.
  7. Destinare parte delle somme recuperate dall'evasione a sgravi fiscali della categoria interessata. Se, ad esempio, vengono stanati 100 milioni di evasione di commercianti, parte del recuperato sia destinato a migliorie per gli stessi commercianti (quelli onesti). Si andrebbe così a creare anche una sana coscienza di categoria.

Questi piccoli consigli da soli non risolvono il problema. Altri passi vanno fatti anche in altre direzioni (penalizzazione dei reati fiscali, revisione del processo), ma si può cominciare dal poco perché, come diceva Mao, in una lunga marcia il passo più importante è sempre il primo.

Il tempo della pazienza è finito 3

Posted on giugno 15, 2010 by Maurice

Lavorando come al solito, tra ossobuchi e quarti di pollo stamani mi hanno tenuto compagnia Arianna Ciampoli e Michele Mirabella con il loro Cominciamo Bene Estate, ospite – tra gli altri – l’on. Giorgio Stracquadanio (Pdl, che gira ufficialmente in Ferrari) nella veste di avvocato difensore dei ricchi e degli evasori. Il massimo della faccia di bronzo il parlamentare l’ha toccata quando, di fronte ad un laureato in sedia a rotelle che chiedeva soltanto un lavoro, ha mostrato tutta la sua "comprensione", scatenando le ire anche di Mirabella per la prima volta visibilmente alterato in video.
In quel preciso momento ho capito che il tempo della pazienza è finito.

Braveheart

Viviamo in un paese dove la forbice tra ricchissimi e ricchi contro il resto della popolazione sta aumentando sempre di più, con la corruzione che è diventata prassi quotidiana, l’evasione fiscale il metodo normale di amministrare la propria finanza, il privilegio della casta un diritto intoccabile, l’insensibilità per i problemi dei giovani, degli anziani, delle donne, delle famiglie una prassi politica, l’inazione e le promesse un metodo di governo.
Non vengano a dirci che c’è la crisi: a memoria d’uomo questo paese non ha mai avuto un momento di pace, dalla ricostruzione post bellica ad oggi, vuoi per fattori esterni al nostro sistema, vuoi per l’insipienza e la scialacquatezza della classe dirigente. E, sempre, chi ne ha pagato i costi è stato il comune cittadino, ma mai come oggi c’è stato chi si è arricchito senza ritegno e senza limiti, deridendo oltretutto chi è sepolto sotto le macerie telluriche o economiche.
Se ne è reso conto perfino il presidente della Lombardia Formigoni (Pdl) che afferma: è necessario "distribuire il carico dei sacrifici in modo proporzionale, come nelle famiglie un buon padre distribuisce il carico dei sacrifici su tutti i figli. Qui invece si carica su un figlio tutto il carico e il padre fa spallucce. Anzi, di più, siamo di fronte ad un padre sciamannato che ha aumentato il debito pubblico".
L’ultima (in ordine di tempo) presa per i fondelli è il disavanzo pubblico, mai stato così alto grazie a questo governo, che però non è così alto perché c’è il risparmio privato, come a dire: se l’Italia non fallisce non è per merito del governo, ma solo perché i cittadini non hanno smesso di mettere via qualche soldino.

Il tempo della pazienza è però finito, è arrivato il momento che tutti – giovani, donne, disoccupati e cassintegrati, artigiani e piccoli imprenditori falliti o in via di fallimento – aldilà di ogni orientamento politico scrivano la parola fine a questo scandalo osceno.
Il tempo della sopportazione è passato. Occorre ripartire da zero, cancellare tutta questa classe dirigente, politica ed economica, che canta e se la gode mentre Roma brucia. Meglio farlo noi e subito, prima che arrivino i barbari a mettere a ferro e fuoco l’impero.

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