Baruffe chiozzotte 3
Ho un sogno ricorrente. Mi trovo a fare a pugni con un uomo non identificato, lo picchio, lo picchio, ma non gli faccio niente, e lui ride. Mi sveglio stanco e sudato.
Non so e neanche non mi interessa il suo significato, ma negli ultimi tempi nella vita reale mi sembra che molti risentano della sindrome "del pugile inetto". Non più tardi di dieci minuti fa scrivevo in FB che ho solo voglia di andarmene, in ferie s’intende: il panorama sotto i nostri occhi è talmente squallido che cadono le braccia anche solo a commentarlo, tanto che molti amici blogger hanno tirato i remi in barca, forse aspettando tempi migliori.
Così, ero deciso anch’io a fare qualche giorno sabbatico, finché mi è caduto l’occhio su questa notiziola: un grossista del pesce di Chioggia ha chiuso nella cella frigorifera della sua azienda al Mercato del pesce due sottufficiali della Guardia costiera che stavano controllando i registri e il pesce pescato, dopo aver loro lanciato contro una cassetta di vongole veraci.
Chi conosce i chioggiotti può capire perché mi sono fatto una gran bella risata. Tifo per il grossista, e lo dico apertamente.
Giusto che i tutori dell’ordine abbiano fatto il loro dovere, giusto che sia stato arrestato in attesa del processo per direttissima, ma giusto anche – perdinci! – che abbia scatenato il pandemonio tirandogli dietro i libri contabili e chiudendoli (sequestro di persona) nella cella frigo.
Mi immagino la scena. Ore 3 della notte. Rizzano Veronese, questo il nome del commerciante, si è alzato da poco dal letto, ha bevuto un caffè ed è andato al lavoro. Sono appena cominciate le contrattazioni, la concentrazione è al massimo, l’adrenalina scorre nelle vene: star dietro alle partite di merce che entrano ed escono non è come contare le tratte alla scrivania di una banca o spostare le carte dalla destra alla sinistra del tavolo del comune. Occorre tener d’occhio le cassette, la merce, i pescatori, gli altri grossisti che non si aggiudichino le partite migliori, calcolare mentalmente a quanto rivendere, tutto alle 3 di notte, tutte le notti dell’anno.
E d’improvviso si presentano loro, come un drappo rosso davanti al toro: "Siete sempre tra i piedi – avrebbe urlato l’armatore – per dar fastidio a chi lavora". Ed è scattata la reazione irosa: fogli e documenti dappertutto, anche sul pesce, e sequestro dei malcapitati che hanno voluto vedere la cella frigorifera.
Non giustifico Rizzano, ma lo capisco. I giornali non lo dicono, ma dalla reazione è probabile che non fosse la prima volta che aveva un controllo. Non so come stiano realmente le cose, ma a volte (spesso?) i controlli sembrano accanirsi inspiegabilmente solo contro taluni, lasciando tranquilli talaltri.
Qualche tempo fa è dovuto intervenire addirittura il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano per protestare contro l’accanimento con cui la benemerita Guardia di Finanza lavorava in Alto Adige, quasi che tutti gli evasori ed i delinquenti patrimoniali fossero qui (anche in Trentino siamo spesso e volentieri onorati della visita di lor signori).
Non sarà giusto, ma ogni tanto ci sta che qualcuno ricordi che il lavoro di controllo si può fare comunque, senza abusare della divisa che si ha addosso.


Ma una (venti) escort di sicuro non emettono la ricevuta fiscale al momento del congedo dal letto matrimoniale. E difatti il corrispettivo era ben chiuso in busta, senza contrassegni della Repubblica spero.
Il federalismo fiscale è stato fortemente voluto dalla lega perché pensa che così si pagheranno meno tasse, o non se ne pagheranno affatto. Bisognerà comunque garantire ai propri cittadini elettori almeno lo stesso standard dei servizi attuali; e se i governatori si accorgeranno che le entrate non bastano? Dovranno aumentare le tasse, o ridurre le spese toccando il livello di qualità dei servizi, o…
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