Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0



Nel blu dipinto di cenere 0

Posted on aprile 19, 2010 by Maurice

E’ meglio l’eccesso di prudenza o un po’ di spregiudicatezza? Come dicevano i nostri vecchi, meglio andare piano per andare sano e lontano, o è meglio rischiare per rosicare? La ragione ce l’ha sempre chi alla fine vince.
Se la Roma non avesse vinto il derby tutti avrebbero crocifisso Ranieri per aver sostituito Totti e De Rossi. Se Fini si smarcherà da Berlusconi e riuscirà ad eclissarlo costruendo una destra moderna, liberale ed europea, tutti osanneranno al suo genio politico; se invece finirà a fare consulenze mentre la ditta B&B impererà sull’Italia suddita e divisa, tutti lo additeranno come il grande pirla del XXI secolo.
VulcanoDa lunedì un po’ tutte le compagnie aeree tornano a volare, polvere islandese presente o assente sui cieli d’Europa. Bastonate da giorni di inattività, costrette a restituire i biglietti già pagati, con le borse che le castigano su tutti i mercati, le Air Companies hanno deciso di far girare i motori, incrociando le dita che silicio ed altri materiali non entrino nei reattori e trasformino gli airbus in meravigliose social coffins.  Se alla fine della settimana non sarà successo niente, aspettiamoci già la crocefissione di Enac e Protezione Civile (per restare in Italia); ma se anche un solo 747 sarà costretto ad un atterraggio di fortuna perché ad un pilota è andato un moscerino nell’occhio, garantito che si scateneranno le reprimende sul profitto cercato a tutti i costi. Per scaramanzia non parliamo di qualcosa di peggio.
Sotto un certo profilo in questi giorni è bello leggere le notizie, le previsioni, i commenti più disparati sul vulcano Eyjafjallajoekull (io sono riuscito a scriverlo, voi provate a pronunciarlo). Chi dice che si sta esaurendo, chi rivanga la precedente eruzione che durò un anno e mezzo. Chi prevede un’estate fredda e piovosa, chi se ne frega e dice che la Champions si svolgerà regolarmente. Chi prevede già l’addio al sushi ed alla frutta esotica, chi la butta sul metafisico. Manca solo (ma da qualche parte qualcuno l’avrà anche detto senza che io me ne sia accorto) quello che dica che è il podromo del 2012, l’anno della fine del mondo e dell’inizio del (mancato) pagamento delle rate Fiat.
A scanso di figure barbine – come certi giudizi definitivi sul campionato alla terza giornata – meglio star zitti e vedere l’effetto che fa. Personalmente per i prossimi cinque mesi non ho prenotato nessun volo.

Il popolo di neve 2

Posted on marzo 05, 2010 by Maurice

Qualsiasi persona di buon senso avrebbe detto che questo governo prima o poi sarebbe caduto sotto i colpi della sua inefficienza, della sua inconcludenza, degli scandali a ripetizione: prima o poi il popolo "del fare" avrebbe capito che doveva darsi da fare per cambiare questa caduta in verticale della nazione.
nudesnowmanEd invece, chi l’avrebbe mai detto?, il "popolo dell’amore" sta collassando proprio per gli odi interni, liste Formigoni e Polverini docent. Al di là delle ridicolaggini su timbri sbagliati, firme mancanti, fame da saziare in tempi sbagliati, rimane la convinzione che il "partito di plastica" stia attraversando la notte dei lunghi coltelli dove tutti menano contro tutti, finiani contro forzisti, veline contro igieniste, truffatori contro truffati, indagati contro giustizialisti.
I colonnelli, tirati in ballo perché primi responsabili dello sfacelo, diffondono un memoriale a propria difesa, ma sembrano più i resistenti di Balaklava che i condottieri di un popolo in marcia verso nuovi trionfi. "La gente lo sa", giurano per autoconvincersi e convincere il Condottiero che tutto va bene aldilà delle marachelle di qualche "birbante" a Roma e a Milano.
Non pare proprio, però, se gente di destra (non questa accozzaglia che ci governa) liberale e – si diceva una volta – illuminata ne ha le scatole piene.
Bisognerà aspettare il dopo elezioni per la resa dei conti interna? Peccato che ancora una volta, nel paese a responsabilità limitata, il vero colpevole se la passi liscia: cambierà qualche incarico, scompariranno alcuni nomi, altri diventeranno ex famosi, ma nulla cambierà nella direzione dell’orchestra. "La gente lo sa" che in questo caso morto un papa non se ne ne fa un altro: quando (non se) Berlusconi non ci sarà più, con le sue televisioni, i suoi giornali, i suoi miliardi, i suoi interessi, il "popolo di plastica" si trasformerà nel popolo di neve.
Finché c’è freddo dura, ma al sole della primavera non si scia più.

Paura, eh? Abbastanza 0

Posted on maggio 16, 2009 by Maurice

Immaginate che mentre state leggendo queste righe improvvisamente si spegne il computer, anche se avete un lap top, si spengono tutte le luci di casa e di tutta la città, i cellulari ed i telefoni fissi non funzionano più. Non sapete cosa è successo, non riuscite a mettervi in contatto con nessuno, se abitate ai piani alti dovete scendere per le scale perché anche gli ascensori sono fuori uso.
Le auto improvvisamente si fermano con l’impianto elettrico bruciato, come i camion, i tram, le metropolitane ed i treni; gli aerei sono costretti ad atterraggi d’emergenza a motori spenti su aeroporti con le piste buie.
Non potete andare al lavoro, ed anche se riuscite ad arrivarci è pressoché inutile: non potete lavorare al buio, i computer non si accendono, dovete scrivere le relazioni e fare i conti a mano. Negli ospedali non funzionano neanche i gruppi elettrogeni, sono ferme le macchine in rianimazione, non si opera.

Immaginate che questo non sia un blackout momentaneo di qualche minuto o di qualche ora, ma che duri giorni, settimane, forse mesi.
In un primo momento c’è da mangiare quello che c’è in casa ma, finito quello, non c’è più nulla neanche nei negozi perché non arrivano i rifornimenti. Chi abita fuori città può attingere a qualche prodotto della terra, a qualche stia di galline e di conigli messa su in fretta, ma per chi abita in città lo scenario è apocalittico.
In parole povere, pensate di essere catapultati indietro di due secoli con le abitudini consolidate di oggi.

Tutto questo può succedere realmente fra tre anni, quando una tempesta magnetica solare potrebbe portarci al Day After. Ad affermarlo è nientepopodimenoche la Nasa, che ha commissionato uno studio ai cervelloni della National Academy of Sciences americana.
Tutti ci tocchiamo e speriamo che sia una delle tante cantonate a cui ci hanno abituato gli scienziati. Ma, ma, avete rilevato la coincidenza? Il blackout cosmico potrebbe avvenire tra il 2012 ed il 2013, in coincidenza cioè con quel 21 dicembre 2012 che – secondo alcuni – dovrebbe segnare la fine del mondo o comunque l’inizio di sconvolgimenti epocali (il sesto ciclo).
I primi a dirlo parecchi secoli fa sono stati i Maya che avevano anche previsto con esattezza la fine della loro civiltà. Dopo di loro sono venute le profezie di Nostradamus, scatenando le fantasie più accese di maghi, maghetti e guru, tanto che anche X-File terminò la propria serie proprio con il 22 dicembre 2012 con l’invasione degli alieni. C’è chi ci sguazza e chi lo prende sul serio. Fantasie o verità? Un po’ di strizza, però, non è venuta anche a voi?

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