Tafazzi abita a via XX settembre 2
Di primo acchito, se tutti (o quasi) dobbiamo fare qualche sacrificio per salvare la règia economia, è giusto che il Belpaese rinunci alle feste non religiose, e lavori di più. Anche perché nessuno si ricorda, di primo acchito, quante sono queste feste, come i 7 nani, che qualcuno sfugge sempre. Poi scopri che sono solo tre: 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno.
Sembrava la rivoluzione copernicana, ed era invece solo una scoreggina, come dicono i francesi.
Scoperchiata la pentola, ci accorgiamo che il succulento arrosto promesso è soltanto un avanzo ideologico ammuffito. Non è in ballo l'economia di uno dei più grandi paesi industrializzati, ma la semplice manovra nella manovra per sopprimere le feste che stanno sui maroni agli amici di Maroni. La festa della Liberazione partigiana, la festa dei Lavoratori (con annessa promessa di sopprimere anche lo Statuto) e la festa della Repubblica sono come il 4 luglio ed il giorno del Ringraziamento per gli americani, o il 14 luglio per i francesi.
Li sopprimiamo?
Fin qui il fascismo strisciante. Ma, quello che ci interessa qui, è l'aspetto economico della faccenda, visto che come operatori del settore un ponte in più o in meno è importante ai fini del nostro bilancio (per noi forse, e anche senza forse, ancora più valente di quello statale).
Secondo gli "esperti" del Tesoro l'abolizione delle feste laiche porta circa lo 0,1 punto percentuale del Pil: in vile denaro qualcosa come 1,6-1,7 miliardi di euro.
Un bel guadagno. Solo che l'industria turistica (ma gliene frega qualcosa del turismo a chi si interessa di televisioni?) con queste feste ci rimette 6 miliardi. Al saldo, buttiamo dalla finestra la bellezza di 4,3 miliardi di euro, che non sono proprio noccioline.
Nel paese di Tafazzi succede anche questo.
Come dicono gli americani, se menti su una cosa è probabile che menti su tutto. Se la manovra di sangue è fatta di una simile stupidaggine, è probabile che tutta la manovra sia una stupidaggine. Non solo non contiene un solo provvedimento per il rilancio, ma addirittura prevede una perdita economica per l'intero Paese.
Quanto godiamo a darcele sui maroni.



















