Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice



Non abbiamo tempo da perdere 1

Posted on settembre 02, 2009 by Maurice

Nelle intenzioni del ministro ad personam Angelino Alfano il suo famoso lodo aveva lo scopo di preservare le "alte cariche dello Stato" da tutti i cialtroni che intentino cause giudiziarie contro i vari presidenti, distogliendoli dal più importante lavoro di governo della nazione.2317065892_cb6ae77764
Lo ha ribadito lo stesso Angelino a Cortina non più tardi di una settimana fa: “Il Lodo Alfano e’ un punto di equilibrio che permette di lasciare governare chi lo deve fare e assicura il sereno svolgimento di alte funzioni nell’ambito della Repubblica”. Chi pensava che si trattasse di una manovra per parare il fondo schiena di qualche personalità perseguita dalle toghe rosse è in malafede ed ha sbagliato di grosso.
In pratica si tratta dell’applicazione del motto "Lasciateci lavorare" del primo governo Berlusconi, quello che i catalani traducono con "No rompas las pelotas".

Qualcosa però non mi quadra. Se il presidente del Consiglio non ha e non può perdere tempo ad inseguire i procedimenti giudiziari a suo carico – perché a palazzo Grazioli e a villa Certosa ha cose più importanti di cui occuparsi – perché da qualche giorno perde il suo preziosissimo tempo con querele a destra e a manca? pardon, solo a manca, perché il Giornale del fratellino non l’ha ancora querelato, mi pare.
Credo che di fronte alla nazione La Repubblica, l’Unità, ed altri giornali francesi e spagnoli dovranno rispondere – loro sì – alla perdita di tempo del nostro presidente. Se non fosse stato occupato con queste bassezze avrebbe lui, Superman, potuto evitare le decine di morti e le migliaia di sfollati in Indonesia per il terremoto, o debellare da solo l’influenza aviaria, o ripristinare i ghiacci sciolti al polo.
Invece, per colpa di editori svizzeri e giornalisti diffamanti, deve perdere tempo a firmare atti di citazione che il fedele avvocato ad personam, Niccolò Ghedini, gli mette sulla scrivania a tamburo battente, senza un attimo di respiro.
Onorevole Angelino, ne pensi un’altra. Per esempio: se le "alte cariche dello stato" querelano qualcuno, viene snellito il procedimento giudiziario e il querelato è condannato nel momento stesso in cui viene presentata la querela. Così non perdiamo tempo. E’ incostituzionale? E chi l’ha detto?
Se poi i giudici dell’Alta Corte lo ritenessero incostituzionale c’è sempre il metodo Putin, quello applicato alla giornalista Anna Politkovskaja, semplice, rapido e radicale.

E se Fini sapesse? 5

Posted on agosto 28, 2009 by Maurice

Non stupisce più di tanto che il presidente della Camera, l’ex figlioccio di Almirante, sia stato applaudito dall’assemblea del Partito Democratico. Le sue affermazioni contro la xenofobia, il razzismo, la bioetica non possono che essere condivise dal popolo progressista.
FiniE’ l’ultimo distinguo di un percorso che lo vede sempre più in rotta di collisione con il PdL ed il suo capo, sempre più vicino al pensiero del Quirinale di cui è sempre stato tenace difensore quando è stato attaccato dai suoi stessi colleghi di maggioranza. Un Fini super partes, ma anche uno che ci tiene a rimarcare a chiare lettere che l’annessione di AN al partito del Cavaliere non è stata una svendita personale, come è successo per Gasparri e tanti altri. Un Fini che si colloca come leader di una destra moderna che poco ha in comune con il disegno reazionario di Silvio e dell’Umberto.

Come non ha fatto e non fa invece Schifani, il presidente della Camera ha assunto un ruolo di garanzia costituzionale nel solco della migliore tradizione democratica, come fecero tanti suoi predecessori, da Iotti a Ingrao, da Pivetti a Bertinotti.
Si potrebbe dire, quindi, che Fini interpreta bene il suo ruolo, punto e basta.
Ma se Fini sapesse?
Sapesse, per esempio, qual è l’orientamento della Corte Costituzionale che fra pochi giorni deciderà sul lodo Alfano? Sapesse,o da navigato politico intuisse, che quella sentenza chiuderà l’ombrello sul presidente corruttore e puttaniere? Sapesse, quindi, che sarà chiamato immediatamente in giudizio a rispondere per la sua parte sul caso Mills? E sapesse che verrebbe quindi raggiunto dagli avvisi di garanzia per tutti i festini, con annessi e connessi? Sapesse che in quella prospettiva Berlusconi sta preparandosi con Gheddafi il buen retiro in terra libica, come fu Hammamet per Craxi?

Se questi possono essere gli scenari da qui a poco, Fini sta giocando le sue carte per un incarico di primo ministro di garanzia, ma anche di continuità con il responso elettorale dell’anno scorso che ha premiato la destra. In fin dei conti lui è sempre il numero 2 del PdL.
Se così fosse, sarebbe tutta un’altra storia per l’Italia.

Padre Pio, fagli la grazia 2

Posted on luglio 20, 2009 by Maurice

Potrebbe entrare nella rubrica "La sai l’ultima?" della Settimana Enigmistica, un cult per passare il tempo sotto l’ombrellone: Berlusconi conferma di voler vendere villa Certosa a Porto Rotondo (la scena del delitto) e confessa agli amici più intimi di voler andare da Padre Pio e di "voler cambiar vita".
padre_pioCosa vuol dire cambiar vita? Ma se ha appena detto che agli italiani (per fortuna non a tutti, ma solo ai suoi servitori) piace così! Messa così è un’implicita ammissione di colpa, la confessione del reo di tante malefatte private e pubbliche.

Se non fossimo abituati alle sue falsità quotidiane, ci sarebbe perfino da sperarci, non per lui (che un giorno mica tanto lontano dovrà renderne conto a Quello lì e alla storia) ma per il nostro disastrato paese. Ma è come credere alla volpe che perde il pelo, ma il vizietto se lo tiene ben stretto, o allo chef fumatore che dica di voler smettere di fumare domani e voglia andare a Lourdes per questo.
C’è da spanciarsi dalle risate.

Padre Pio dovrebbe fare il miracolo all’uomo di comprovata fede cattolica, al paladino dei valori cristiani della famiglia, della giustizia, dell’amore verso i fratelli più deboli, all’esempio di povertà evangelica. E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che Berlusconi si converta.
Oh, intendiamoci, l’agiografia è piena di fulgidi esempi: da Paolo di Tarso a sant’Ignazio di Loyola, da Francesco d’Assisi a Maria Maddalena. Nulla vieta che anche l’Innominato, di fronte al cardinal Borromeo, ritrovi la fede, ma erano altri tempi.

Mi immagino la scena. Silvio che torna a palazzo Chigi da san Giovanni Rotondo, chiama attorno a sè i fidi Paolo Bonaiuti, Mara Carfagna, Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Angelino Alfano, La Russa, Gelmini, Tremonti e li manda tutti a quel paese.
Poi prende il telefono e fa altrettanto con Feltri, Belpietro, Mario Giordano, Emilio Fede, Carlo Rossella.
Va quindi al Quirinale, rinuncia all’immunità e vola a Milano per presentarsi ai giudici per raccontare – finalmente ed una volta per tutte – la verità, tutta la verità, soltanto la verità su tutto, dai suoi legami con Licio Gelli e le famiglie di Cosa Nostra ai processi in atto e a quelli archiviati a vario titolo.
Questa sì sarebbe una notizia, una grande notizia. Morirei volentieri berlusconiano.

 

 

La sicurezza di Bossi e Maroni:
Bolzano: madre uccide la figlia e si suicida
Muore investita sulle striscie pedonali
Aggredisce a morsi il carabiniere che lo aveva arrestato

 

Il premier lepre 4

Posted on maggio 21, 2009 by Maurice

Ben gli sta ai sardi. Dopo aver investito e stanziato quasi 400 milioni di euro, dopo aver messo a soqquadro la Maddalena e la Sardegna tutta, il presidente che scappa (dalle domande e dai tribunali) ha deciso di spostare il teatrino del G8 all’Aquila. Indipendentemente dalle motivazioni addotte o nascoste, il presidente che scappa gliel’ha messa in quel posto alla Sardegna, e – ripeto, senza paura di essere contestato – ben gli sta ai sardi.

Alle recenti elezioni regionali il premier è sceso direttamente in campo per far fuori l’odiato nemico Soru e mettere sul trono di governatore un proprio uomo. Così i sardi hanno preferito eleggere lo schiavetto del capo, pensando evidentemente di ottenere vantaggi dall’essere sotto l’ala dell’imperatore. Alla prima occasione, il raduno del G8, tanta cieca fiducia è stata ricompensata con gli interessi. Ben gli sta.
E questo dimostra quanto conti la gente anche nello squallido conto economico del voto: da una parte c’è chi – per ingenuità, tornaconto o imbambolamento – dà il voto, dall’altra chi sfrutta questo consenso per pura incensazione personale, per narcisismo esclusivo del Re Sole, incurante del popolo che dovrebbe governare.

Sono sicuro che comunque i sardi non si lamenteranno, così come tutti gli altri supporter che pendono dal suo labbro e va loro bene qualsiasi nefandezza, come il lodo Alfano. Ancora una volta il capo di questo governo è stato giudicato colpevole di reato da un tribunale della Repubblica, ma non è perseguibile essendosi dichiarato per legge non perseguibile, quando in Inghilterra sappiamo bene cosa sta succedendo per molto ma molto meno.
La giustificazione più esilarante – fatta ai tempi dell’approvazione della legge ad personam, ma ancor ier l’altro per bocca dello sbavoso Ghedini – è che il premier non ha tempo da perdere per andare in tribunale: è troppo occupato, infatti, a correre dietro alle Noemi.

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