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	<title>Bistrot Chez Maurice 2.0 &#187; iPad</title>
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	<description>Un cuoco, una cucina, un mondo</description>
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		<title>Cosa non si farebbe pur di vendere un iPad</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 22:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Splendida notizia dagli antipodi: un ristorante australiano ha sostituito il menu cartaceo con l&#8217;<strong><a href="http://www.news.com.au/technology/ipad/sydney-restaurant-replaces-menus-with-ipads/story-fn5knrwy-1225874904671">iPad</a></strong>. Non occorre essere un esperto di marketing per scoprire una bufala che puzza di marcio a qualche migliaia di chilometri di distanza (il genio &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Splendida notizia dagli antipodi: un ristorante australiano ha sostituito il menu cartaceo con l&#8217;<strong><a href="http://www.news.com.au/technology/ipad/sydney-restaurant-replaces-menus-with-ipads/story-fn5knrwy-1225874904671">iPad</a></strong>. Non occorre essere un esperto di marketing per scoprire una bufala che puzza di marcio a qualche migliaia di chilometri di distanza (il genio di Steve Jobs &egrave; senza limiti) e se ne sono accorti anche i bontemponi australiani, vedi i commenti.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4680074868/" title="Menu su iPad di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img height="169" align="left" width="300" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4063/4680074868_2e78a77914_b.jpg" alt="Menu su iPad" /></a>Andiamo con ordine. Lasciamo perdere tutte le motivazioni psico-sociologiche del servizio al  cliente, come il rapporto umano tra azienda (cameriere) e consumatore  finale, il cibo come comunicazione e trasmissione della cultura di un  paese, eccetera eccetera eccetera. Si potr&agrave; sempre eccepire che un link  ad ogni voce pu&ograve; rimandare a Wikipedia che informa il commensale sul  Parmigiano Reggiano o sul lardo della Val Rendena.<br />
Lasciamo anche perdere la bellezza e l&#8217;allegria (altro valore aggiunto  in un pasto al ristorante) di un tavolo, tutto impegnato fra  ordinazione virtuale, link alle qualit&agrave; wikipediane dei cibi e dei vini: una  splendida serata di interazione sociale.<br />
Lasciamo perdere tutto questo e pensiamo ai banali numeri.</p>
<p>A prescindere dai tempi non certo brillanti, quale ristorante anche piccolo pu&ograve; permettersi un investimento in iPad? Prendiamo il modello base, 499 euri o dollari fa lo stesso se ben ricordo, moltiplichiamolo almeno per 30 pezzi, ed abbiamo la bella cifra di 14.970 bigliettoni; mettiamo un pasto medio di 30 euri/dollari, fanno quasi 500 pasti solo per ammortizzare la spesa.<br />
Dobbiamo pensare, poi, al costo di rimpiazzo di quelli che spariranno come souvenir (l&#8217;ho fatto anch&#8217;io in qualche locale straniero, con quelli cartacei ovviamente) e fatevi i calcoli della bella pensata.<br />
Se il ristoratore non &egrave; un filantropo, pensiamo a quanto verr&agrave; &quot;spalmato&quot; il loro costo sul cliente: se i costi generali devono rimanere entro il classico 30%, il prezzo medio del pasto dovr&agrave; aumentare del relativo 30% per pareggiare i conti. Ok, son <strike>cacchi</strike> soldi suoi, ed ognuno pu&ograve; farne quello che vuole; personalmente investirei 15 mila euro in altri modi ma, ripeto, ognuno &egrave; libero di fare quello che vuole con i propri soldi.<br />
Pensiamo ora al discorso tecnico. Qui non abbiamo un classico &quot;gestionale&quot;, in uso da noi da qualche decina d&#8217;anni (nulla di nuovo sotto il sole): il cameriere raccoglie le ordinazioni varianti comprese sul proprio computerino portatile e le trasmette alla cucina e al bar i quali tramite stampante le trasformano nelle classiche comande.<br />
Qui abbiamo un&#8217;app (ed anche questo &egrave; un ulteriore costo per gli sviluppatori) personalizzata, pubblica?, che interagisce con cucina e bar, e solo con <em>quella</em> cucina e <em>quel</em> bar. La cosa &egrave; inverosimile sotto molti aspetti.<br />
E&#8217; chiaro che la campagna pubblicitaria della Apple ha centrato il segno: con pochi soldi hanno imbastito su uno pseudo ristorante con pseudo clienti (guarda caso tutte belle donne, nella foto di <span class="caption-text">Ross Schultz</span>) ed il gioco &egrave; fatto perch&eacute; ne parli tutto il mondo e perch&eacute; qualche gonzo ci caschi e vada in un Apple Store ad acquistare qualche decina di tavolette (sar&agrave; compreso negli incentivi statali per l&#8217;innovazione tecnologica?).<br />
Grande Steve, ma io resto vetero cartaceo e non me ne vergogno.</p>
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