Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice



Balle romane 0

Posted on luglio 15, 2009 by Maurice

Non raccontiamo balle, anche se l’Italia è abituata ad ascoltarle tanto da non farci più caso. Quando poi ci si mette la televisione, pare che chiunque va davanti ad una telecamera abbia il lasciapassare di spararle, grosse e ancor più grosse: la tv come un notaio controfirma la panzana.
Più correttamente diciamo che spetterebbe al conduttore della trasmissione smascherare le panzanate che vengono dette dagli ospiti, siano essi un netturbino o il Padreterno. Purtroppo, nelle tv tutte i conduttori sono quelli che sono: anche dal vertice dell’Aquila ci si aspettava qualche fuoco d’artificio – almeno dai giornalisti stranieri – ma tutti si sono allineati e coperti in deferente silenzio.

In quest’afa incipiente alla mattina ci sono due soli programmi vedibili nelle tv analogiche, come la mia vecchia carretta situata in un angolo della cucina: Omnibus Live Estate e, a seguire, Cominciamo Bene Estate (un giorno ci spiegheranno che significato ha l’allungamento stagionale dell’etichetta).
Orbene ieri mattina su La7 si cazzeggiava sul caldo e gli anziani. Le solite menate trite e ritrite che sappiamo a memoria, chè sono le solite ogni anno (evitare le ore più calde per uscire, bere tanto, e via discorrendo, con tanto di illustri ospiti che magari saranno anche pagati per dire le cose più ovvie), come sull’influenza tra tre mesi o sulle allergie a marzo. Due meloni così, ma questo passa il convento.
Dicevo che ieri mattina a parlare di caldo ed anziani c’era anche la dottoressa Sveva Belviso (in un primo momento l’avevo scambiata per una escort di palazzo Grazioli – la mi scusi), nata a Londra, laurea in psicologia clinica con il massimo dei voti  – leggo nel suo curriculum – specializzata in psicologia giuridica e psicodiagnostica, master alla Luiss in discipline parlamentari, assessore ai servizi funerari del Comune di Roma grazie alle 3700 preferenze ottenute nella lista di Alemanno.

La dottoressa masterizzata ad un certo punto afferma che (prima ovvia declamazione di campagna elettorale) che "quando siamo arrivati non abbiamo trovato nessuna lista" di persone anziane bisognose di attenzione in caso di gran caldo e di gran freddo. Ed aggiunge (seconda ovvia proclamazione di programma elettorale) che stanno lavorando per avere un quadro esatto della situazione che sarà pronta il prossimo anno.
Fin qui si potrebbe obiettare: la solita menata di propaganda della destra, solito fumo per imbambolare le casalinghe di Montesacro. Ma, ragionandoci su, mi sono sentito offeso come persona dotata di sufficiente materia grigia.
La masterizzata vorrebbe dirmi che il comune di Roma non ha un’anagrafe centralizzata dove un ragazzo di seconda media non può inserire una query per sapere, nel giro di una decina di secondi, quanti sono le persone nate prima del 1939? O che il Servizio Sanitario della provincia di Roma in pochi minuti non risece a fare un DVD con la lista dei ricoverati degli ultimi 2-3 anni con più di 75 anni?

Signora Belviso, d’accordo che avrà a che fare con un elettorato imbecille che l’ha votata, ma prendere per i fondelli anche gli altri italiani è troppo. Sia seria: se non volete fare una pippa, faccia la cortesia di non andare neppure in televisione a sparar cazzate, come dicono a Parigi. Fa più bella figura, gliel’assicuro.

Silenzio, siamo in onda 1

Posted on luglio 09, 2009 by Maurice

Si è accesa la luce rossa fuori dello studio Italia: silenzio, siamo in mondovisione. Tutte le telecamere delle tv estere e nazionali sono puntate sull’Aquila, dove il Gruppo degli 8 (G non sta per grandi, come vorrebbero i nostri) si sono trovati per una scampagnata in vista di Pittsburg dove in autunno si ritroveranno per decidere (forse) qualcosa.
Già, perché il G8 si svolge in un "paese – come profetizzava Lucio Fero qualche giorno fa – dove l’appunto alla scenografia, la non lode della messa in scena diventa un atto destabilizzante, politicamente destabilizzante. Quindi la gran parte dei media italiani si sentiranno investiti di una responsabilità e di un mandato “istituzionale” a raccontare che tutto è risultato grande utile e bello della tre giorni abruzzese. Sarà un racconto di trionfi e perfezione ‘a prescindere’”.

Il trionfo non sarà a favore degli italiani, ma di un solo uomo che ha salvato il mondo da non si sa cosa, indipendentemente che ci sia una certa persona, di nome Franco Frattini, che dovrebbe rappresentare l’Italia all’estero, tessere le fila di una politica internazionale, ma che al momento pare sia deputato solo a fare da parafulmine alle saette della stampa degli altri paesi, che non devono colpire la preziosa aureola di san Silvio.

Ha ben da dire Sergio Romano che "questa è l’occasione in cui gli italiani hanno interesse a ricordare che nei grandi incontri internazionali il governo, al di là di polemiche e vicende personali, piaccia o no, rappresenta l’intero Paese. Se ne esce a testa alta è una vittoria per tutti, se ne esce male siamo tutti sconfitti".
Vittoria di chi? Vittoria su cosa? Siamo stati i campioni del mondo tre anni fa, ma già ieri siamo stati buttati fuori dal torneo sudafricano. A prescindere dalla scampagnata abruzzese, l’Italia cosa sta vincendo? o almeno cosa sta tentando di fare all’estero in questo periodo per migliorare la sua economia ed i suoi interessi (suoi nel senso di tutti noi, non di qualche industriale e basta)?
Siamo il paese di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, ma forse che la Divina Commedia o le Quattro Stagioni di Vivaldi ci aiutano a far quadrare i bilanci in rosso delle aziende, o a far respirare un’aria di tranquillità con tutte le camicie verdi e nere che ci sono in giro?

Tra i tavoli del mio Bistrot non c’è un cliente, dico uno, a cui importi qualcosa dei frizzi e lazzi che si stanno raccontando nella caserma dell’Aquila. Qui importa di più, molto di più, il tempo che non vuole decidersi a rimettersi al bello stabile: anche oggi piove, governo ladro.

Gheddafi, papi, le donne e La7 5

Posted on giugno 16, 2009 by Maurice

Ci si resta male quando crolla una certezza. La donna (o l’uomo) che mai si sarebbe giudicata fedifraga, lo scrittore sempre ai vertici delle classifiche che floppa con un nuovo libro, un ristorante premiato con tante stelle che si rivela una grande montatura.
Di questi tempi chi vuole informarsi seriamente ha poche scelte: su sette tg nazionali ne rimangono solo due di non allineati alle veline del padrone, il tg3 e La7. Vuoi per gli orari, vuoi per simpatia, da qualche anno seguo Antonello Piroso e la sua informazione.
Anche venerdì sera, 8 meno qualche minuto, mi guardo le news di La7 che relaziona sulla tre giorni di vacanze romane (ma ce l’aveva il permesso di soggiorno?) del colonnello Gheddafi: prima lo schiaffo istituzionale del presidente della Camera Fini (che lo manda a quel paese per il ritardo), poi l’incontro del leader beduino con le donne italiane. Disponendo solo di una tenda da campeggio e non di una villa al mare, ha giocato sui numeri, qualche centinaio invece di una mezza dozzina come fa papi, per dimostrare la sua superiorità anche in questo ambito.

Dunque, sala Sinopoli dell’Auditorium gremita in ogni ordine e grado – come si dice in queste occasioni – di pubblico femminile di ogni età, ceto e classe sociale. Si distinguono particolarmente le rappresentanti leghiste, con il fazzoletto verde libico-padano d’ordinanza, esagitate come tifose davanti ad un gol di Ibra o Kakà (fossi Bossi sarei un po’ geloso).
Per il resto, cioè del discorso del colonnello, il servizio del tg mette in risalto i passaggi un cui si esalta il ruolo della donna, la condanna delle società islamiche in cui la metà del cielo non è ancora rispettata, o peggio. Alla fine rimane in bocca un gusto strano: accipicchia, ed io che pensavo che Gheddafi fosse ancora un dittatore, e me lo ritrovo paladino dei diritti. Come cambia il mondo.

Sabato mattina mi faccio un giro sui giornali online. Passo per l’Ansa e colgo un servizio di Agnese Malatesta: Gheddafi delude le donne italiane. Leggo qua e là: "Le discettazioni di Gheddafi sulle donne espresse in circa 40 minuti, sono state accolte con mugugni, brusii e ‘buuu’". "Non è stato tanto il contenuto dell’intervento ad essere criticato – anzi, è stata apprezzata l’apertura verso una "rivoluzione femminile" – quanto lo stile del colonnello, un po’ semplicistico, a tratti primitivo". "una cinquantina di donne padane…".

Ma come? In tv sembrava che la platea fosse piena di fazzoletti verdi e di donne isteriche come ad un concerto di Michael Jackson (senza uniforme militare, stavolta), ed invece la seria agenzia stampa nazionale stravolge tutto.
Morale: che è successo a La7? Dobbiamo passare a al Jazeera e al Arabiya per avere un po’ di informazione critica?

Già ultimamente mi era venuto qualche sospetto a causa di qualche commentino di Piroso, ma è evidente che qualcosa è cambiato nella linea editoriale. Trochetti Provera ha fatto qualche nuovo contratto con l’azienda del Biscione? o è il salto della quaglia del direttore del tg?
Cade un altro petalo dalla margherita, ne rimane solo uno. In questo paese non servono leggi speciali per mettere il bavaglio, siamo all’autunno inoltrato dell’informazione. Rimangono per il momento solo i blog, quando escono, perché – dopo due settimane di assenza dalla frequentazione – mi sono accorto che anch’essi latitano clamorosamente.
Tutto chiuso per ferie.



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