Posted on
dicembre 12, 2011 by
Maurice
Non ditemi che non l'avete mai fatto in cucina, da soli o in compagnia. E perché è uno dei luoghi più frequentati durante la giornata casalinga, e perché vi si possono reperire molti stimoli. Ovviamente parlo della cucina di casa, perché quella professionale è tutto un capitolo diverso.
Guardando la Benedetta ed i suoi menu mi vengono spesso dei pensieri perversi, da quando entra dalla porta e con malizia la telecamera inquadra le sue gambe, a quando si piega per comporre il piatto e la regia zooma sulla scollatura. Non parliamo poi se indossa un paio di jeans attillati. Siamo oltre la cucina? siamo già alla cucina sexy?
"In questo momento – spiega Piero Chiambretti – l’erotismo di una carota tagliata dalla Parodi probabilmente è superiore a Rocco Siffredi sotto la doccia. Quindi c’è probabilmente un desiderio da parte degli italiani di godere partendo dalla gola".
Il discorso è analogo se visto con occhi femminili. Dove lo chef è uomo, viene richiesta l'altrettanto bella presenza: giovane, piacente, ammiccante alla Jamie Oliver, oppure maturo e focoso alla Gordon Ramsay. Basta andare un po' indietro con il tempo allo spot di Borghese in vestaglia da camera (In cucina con Ale) ed abbiamo il massimo del connubio cucina e sesso.
Sarà il fascino della divisa, sarà quel che sarà, aspettando Vissani che il 22 gennaio parta su La7, mi viene una domanda che giro agli autori dei programmi della cucina in tv: a quando la cucina burlesque?
Quando uscirono i primi videoclip musicali pensai a come certe cantanti avrebbero potuto sfruttare il loro lato sexy per interpretare le loro canzoni. Non è passato molto tempo e ci siamo arrivati: da Lady Gaga a Madonna, ormai il sextape musicale è prassi.
Mi immagino allora la cucina di mezzanotte, con la Benedetta Parodi di turno in guepière ed autoreggenti che spiega la carbonara. Ci arriveremo?
Tags: La7sessotv
Category
Cucina, Mass media
Posted on
settembre 18, 2011 by
Maurice
Settembre, partono le rondini e tornano i programmi in radio e in tv. Nel rito dell'alternanza è piacevolmente rassicurante ritrovare i conigli alle 8 del mattino, come andare al solito bar a fare colazione e ritrovare l'amata brioche alla crema.
Anche ai cambiamenti prima o dopo ci si fa l'abitudine: c'ho messo un anno prima di assimilare nell'auto nuova che il pulsante dei vetri non era più sulla destra, ma sulla sinistra. Ma non sempre succede: Tv Talk – ottima trasmissione di Rai3 – la scorsa stagione è stata spostata alle 15; e chi l'ha più vista?
Ieri sera è tornato In Onda, il programma di approfondimento politico di La7. Perfetto. Luisella Costamagna e Luca Telese sono bravi giornalisti ed il programma non è noioso. Si riprende. Ed invece chi ci siamo ritrovati? Accanto ad un Telese riconfermato un Nicola Porro – vicedirettore del Giornale, avete letto bene: del Giornale, uno dei due rotoli di carta igienica di B – tutto falsi sorrisi e sorridenti falsità.
"La rete – afferma Telese – ha sostenuto che un programma con due conduttori si giustificava se c’erano due punti di vista diversi". Quindi fuori Costamagna, cresciuta all'ombra di Santoro, e dentro la voce del Padrone. Ma da quando La7 è diventata una rete pubblica? O siamo già in campagna elettorale per cui c'è l'obbligo della par condicio?
Ci sono ceffi che il solo comparire in video scatena istintivamente lo zapping compulsivo, anche se il programma è uno di quelli preferiti. Sapere che tra gli ospiti ci sarà Ghedini o La Russa, Borghezio o Calderoli, la Brambilla o la Santanchè, Sallusti o Belpietro, già questo mi fa venire l'orticaria: meglio la settantaquattresima replica della Signora in Giallo che ascoltare i pappagalli di palazzo Grazioli. Tanto, sappiamo già in anticipo cosa diranno o non sbraiteranno.
E' stupefacente come "la rete" non l'abbia capito. Se vado in edicola compro la Repubblica perché la sua linea editoriale si confà al mio sentire politico, c'è simpatia tra quel giornale e la mia visione del quotidiano. Il giorno che per leggere il giornale di Scalfari fossi costretto ad acquistare anche Libero, è assodato che non lo comprerei più. Esattamente come succede per la tv: scelto un programma voglio vedere quello, il resto non mi interessa e non lo voglio.
Peccato per La7, perché la minestra era buona. Ora c'è il Porro che ne rovina il gusto. Passo direttamente al secondo.
P.S. Rai Sport quando si deciderà a diventare professionale? Sai quanto ce ne può importare rivedere Juve-Roma con Platini in campo. Molto più importante sapere con esattezza – e per tempo – a che ora va in onda la partita della nazionale di volley agli europei; non è che giochino a Tokio con i relativi problemi di fuso orario. Vienna è appena fuori porta e per mettere in video una banda scorrevole con gli orari degli appuntamenti più importanti (è la nazionale!) non serve un CdA della Rai.
Vediamo se per seguire le pallavoliste azzurre occorrerà affidarsi a Paolo Fox.
Tags: CostamagnaLa7programmazioneTelesetv
Category
Mass media
Posted on
maggio 30, 2011 by
Maurice
La colonna sonora della mia mattinata di lavoro inizia con il buonumore del Ruggito del Coniglio, per continuare con il sarcasmo di Antonello Piroso con (ah)i Piroso, e quindi Apprescindere di Michele Mirabella (e Gordon Ramsay se le sue Cucine da incubo sua maestà Real Time pensa di mandarle in onda alle 12.10). Una colonna sonora leggera ma non disimpegnata, e mi dispiace che fra qualche giorno tutto finirà per lasciare spazio alla programmazione estiva, con tanto di film in bianco e nero e servizi giornalistici dalle spiagge.

Dimessa la giacca di direttore del telegiornale ed alzatosi dalla sedia di Nulla di Personale, Piroso ci ha guadagnato in verve, brio e simpatia finché… non vengono toccati alcuni argomenti. Per esempio il giornalismo.
Stamani Piroso ha dato la notizia della morte di Biagio Agnes, ex direttore generale della Rai, "inventore" della lottizzazione che assegnò la rete ammiraglia alla DC (ora al PdL), la seconda rete al PSI (ora alla Lega) e la terza al PCI (ora al PD). Data così, la notizia sarebbe già completa, sono i telespettatori a decidere se è giusto che un'azienda pubblica sia territorio da spartire o se sarebbe meglio – ammesso che sia possibile in un paese come il nostro – che i partiti ne rimangano fuori.
Il conduttore, invece, si è profuso in una filippica acida contro certi giornalisti (di sinistra?) che si dichiarano contro la spartizione politica, salvo poi avvantaggiarsene con ingordigia. Chi ha orecchie per intendere intenda, è sembrato dire Piroso, ma noi che non siamo del "giro" non abbiamo inteso a chi si riferisse. Come diceva Umberto Eco, spesso i giornalisti parlano non per i lettori, o i telespettatori in questo caso, ma perché altri capiscano. In questa occasione Piroso non è stato né elegante né corretto con chi lo stava seguendo.
Giro di là e trovo Mirabella con Chiara Beria di Argentine che presenta il suo libro Di profilo. Chi è la giornalista e scrittrice? E'
figlia di Adolfo, già presidente dell'Associazione nazionale magistrati e Procuratore Generale di Milano e di Cecilia Vallardi (famiglia per 7 generazioni editori a Milano; Chiara, siede nel cda della Fondazione Vallardi onlus su designazione del sindaco di Milano ). (Wikipedia)
Penso che la signora Beria d'Argentine sia un'eccellente intellettuale, non ho nessun elemento per mettere in dubbio le sue capacità professionali. Ma, caro Piroso, se si fosse chiamata Maria Rossi, sarebbe quello che è adesso?
E se Alessandro Borghese non fosse figlio dell'attrice Barbara Bouchet e dell'imprenditore Luigi Borghese, pensi caro Piroso che sarabbe lì a riempire il video di Real Time a tutte le ore?
E se lo chef che scrive qui si fosse chiamato Oldani o Bottura, essendone figlio o parente, pensi caro Piroso che sarebbe ancora qui ad aspettare una risposta dall'editore a cui ha sottoposto la sua idea di libro quasi un anno fa?
Non scandalizziamoci, o scandalizziamoci per tutti.
Tags: celebritàLa7lottizzazioneRaiscandali?
Category
Cucina, Mass media
Posted on
gennaio 08, 2011 by
Maurice
In cucina non è inusuale ricorrere allo strumento di Faenza: quando non c'è si fa senza. E ci si inventa qualcos'altro, conosciuta anche come la legge dell'arraggiarsi. Quando però non c'è alternativa, la vita si fa dura, come fare la maionese senza uova o senza olio.
In Trentino, una delle prime zone passate al digitale terrestre, si beccano circa 150 canali tv, ma da un paio di settimane è scomparsa La7. Io stesso ho segnalato al sito dell'emittente della Telecom la mancanza di segnale, ed ora sulla stampa locale piovono proteste a raffica, anche se a questo punto non capisco se il pagamento del canone mi dia il sacrosanto diritto di ricevere anche tutte le altre tv, o se esse siano un surplus di cui essere grati a viale Mazzini.
Era naturale alle 19.56, finito di spremersi le meningi per trovare la parola nascosta della ghigliottina, passare immediatamente su Chicco Mentana per non incorrere sull'imbonimento di regime di Minzolini. Ma ora, dove andare a parare? Scartate a priori le succursali minzoliniane di Mediaset, il meno peggio è ancora Blob, che rimane un quarto d'ora d'aria pulita, ma non è informazione.
Che fine ha fatto La7? E' un fatto solo trentino o è un fenomeno nazionale? Aspetto notizie al riguardo da altri. Fatto sta che, con tutte le riserve del caso, il tg de La7 era un appuntamento ed un rito a cui non si poteva mancare. Che l'assenza di Mentana – ma anche di Gruber e tutti gli altri – sia circoscritta o generale, è un fatto importante e solleva un interogativo: che cavolo sta succedendo in Telecom?
Dopo la rottamazione di Belen perché, secondo Tim, i suoi spot hanno fatto perdere clienti, l'assenza de La7 come canale indipendente è un chiaro sintomo di un profondo malessere che c'è nell'azienda telefonica: possibile che non riescano a dotarsi di un efficiente servizio di assistenza tecnica agli impianti? Se in Trentino prendiamo le emittenti siciliane, com'è possibile non ricevere nessun segnale da Roma?
Non basta vendere un prodotto, bisogna dare anche il servizio post-vendita per mantenere ed aumentare le proprie quote di mercato (provare al riguardo i differenti call center di Telecom e Vodafone). Il guadagno immediato di oggi può diventare una pietra al collo che porta a fondo domani.
Tags: digitaleLa7Telecom
Category
Mass media
Posted on
luglio 15, 2009 by
Maurice
Non raccontiamo balle, anche se l’Italia è abituata ad ascoltarle tanto da non farci più caso. Quando poi ci si mette la televisione, pare che chiunque va davanti ad una telecamera abbia il lasciapassare di spararle, grosse e ancor più grosse: la tv come un notaio controfirma la panzana.
Più correttamente diciamo che spetterebbe al conduttore della trasmissione smascherare le panzanate che vengono dette dagli ospiti, siano essi un netturbino o il Padreterno. Purtroppo, nelle tv tutte i conduttori sono quelli che sono: anche dal vertice dell’Aquila ci si aspettava qualche fuoco d’artificio – almeno dai giornalisti stranieri – ma tutti si sono allineati e coperti in deferente silenzio.
In quest’afa incipiente alla mattina ci sono due soli programmi vedibili nelle tv analogiche, come la mia vecchia carretta situata in un angolo della cucina: Omnibus Live Estate e, a seguire, Cominciamo Bene Estate (un giorno ci spiegheranno che significato ha l’allungamento stagionale dell’etichetta).
Orbene ieri mattina su La7 si cazzeggiava sul caldo e gli anziani. Le solite menate trite e ritrite che sappiamo a memoria, chè sono le solite ogni anno (evitare le ore più calde per uscire, bere tanto, e via discorrendo, con tanto di illustri ospiti che magari saranno anche pagati per dire le cose più ovvie), come sull’influenza tra tre mesi o sulle allergie a marzo. Due meloni così, ma questo passa il convento.
Dicevo che ieri mattina a parlare di caldo ed anziani c’era anche la dottoressa Sveva Belviso (in un primo momento l’avevo scambiata per una escort di palazzo Grazioli – la mi scusi), nata a Londra, laurea in psicologia clinica con il massimo dei voti – leggo nel suo curriculum – specializzata in psicologia giuridica e psicodiagnostica, master alla Luiss in discipline parlamentari, assessore ai servizi funerari del Comune di Roma grazie alle 3700 preferenze ottenute nella lista di Alemanno.
La dottoressa masterizzata ad un certo punto afferma che (prima ovvia declamazione di campagna elettorale) che "quando siamo arrivati non abbiamo trovato nessuna lista" di persone anziane bisognose di attenzione in caso di gran caldo e di gran freddo. Ed aggiunge (seconda ovvia proclamazione di programma elettorale) che stanno lavorando per avere un quadro esatto della situazione che sarà pronta il prossimo anno.
Fin qui si potrebbe obiettare: la solita menata di propaganda della destra, solito fumo per imbambolare le casalinghe di Montesacro. Ma, ragionandoci su, mi sono sentito offeso come persona dotata di sufficiente materia grigia.
La masterizzata vorrebbe dirmi che il comune di Roma non ha un’anagrafe centralizzata dove un ragazzo di seconda media non può inserire una query per sapere, nel giro di una decina di secondi, quanti sono le persone nate prima del 1939? O che il Servizio Sanitario della provincia di Roma in pochi minuti non risece a fare un DVD con la lista dei ricoverati degli ultimi 2-3 anni con più di 75 anni?
Signora Belviso, d’accordo che avrà a che fare con un elettorato imbecille che l’ha votata, ma prendere per i fondelli anche gli altri italiani è troppo. Sia seria: se non volete fare una pippa, faccia la cortesia di non andare neppure in televisione a sparar cazzate, come dicono a Parigi. Fa più bella figura, gliel’assicuro.
Tags: La7tv
Category
Mass media, Politica e democrazia