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	<title>Bistrot Chez Maurice 2.0 &#187; Lega</title>
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		<title>Debolezze e paura a dire sì</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 07:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e democrazia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La maggioranza degli italiani <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/sondaggio-dagospia-53-degli-italiani-con-monti-1021044/"><strong>ha fiducia nel governo</strong></a> Monti, anche se quasi la totalit&agrave; si aspetta un periodo di dolorosi sacrifici per il bene della nazione. Stando ai numeri del Senato (25 no contro 281 s&igrave;) la percentuale dei favorevoli potrebbe essere anche pi&ugrave; alta. C&#39;&egrave; per&ograve; chi dice no, e chi dice ni; alla prima categoria appartengono i leghisti e Vendola, alla seconda il PdL e Di Pietro. Non a caso.<br />
	<a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/Foto.aspx_.jpg"><img align="left" alt="" border="" class="alignleft size-full wp-image-8166" height="332" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/Foto.aspx_.jpg" style="padding:5px;margin-right: 5px;" title="In fuga" width="221" /></a>Affondato Berlusconi, nel PdL ognuno cerca una scialuppa di salvataggio. La balcanizzazione del partito &egrave; cominciata ancor prima dell&#39;uscita di scena del cavaliere ed avr&agrave; il suo massimo nei prossimi mesi, quando assisteremo alla diaspora personale e di gruppo. Sono sintomatiche le parole pronunciate ieri dall&#39;ex premier: &quot;Monti durer&agrave; finch&eacute; lo vogliamo noi&quot;.<br />
	Pi&ugrave; che una minaccia &egrave; una dichiarazione di resa. L&#39;ala ex democristiana ha gi&agrave; espresso il suo favore al gabinetto Monti, ma gli ex AN tirano la giacca del capo perch&eacute; si vada ad elezioni anticipate subito. Bisogna tener unito il partito, questo &egrave; l&#39;obiettivo principale. Ecco quindi il ni di Berlusconi: s&igrave; al nuovo esecutivo con buona pace dei vari Frattini e Pisanu, ma crisi e voto se la minestra non piace per tener buoni i post fascisti.<br />
	Bisogner&agrave; vedere quanto &egrave; forte il cavaliere a tener ancora insieme la truppa dopo la ritirata. Il fronte &egrave; rotto; lasciamo passare questa settimana di cerimonie di rito e, passata la festa, cominceranno a chiarirsi le diverse posizioni, con chi andr&agrave; con Casini, chi si attaccher&agrave; ai vari gruppi e gruppetti parlamentari (21!, e per fortuna che eravamo in un sistema bipolare), e chi rimarr&agrave; attaccato con pervicacia alla barca di Arcore, illudendosi che la fine della bella vita non sia mai arrivata.</p>
<p>Ma il declino pu&ograve; colpire anche chi della lotta personale a Silvio ne ha fatto la propria ragion d&#39;essere, come Di Pietro. Venuta meno la causa del contendere, l&#39;Italia dei Valori deve trovare un nuovo spazio politico in cui muoversi, pena la sua evaporizzazione.<br />
	L&#39;ex magistrato deve differenziarsi dal centro e dalla sinistra, impegnati in blocco &#8211; senza se e senza ma &#8211; nell&#39;appoggio a Monti. Se addirittura il professore fosse a capo di una <em>gro&szlig;e Koalition</em> di centro e sinistra alle prossime elezioni, come ha improvvidamente anticipato Bocchino, per lui gli spazi di sopravvivenza politica sarebbero pressoch&eacute; nulli. Ecco spiegato il suo ni, come il burlone che nella foto di gruppo deve fare le corna per mettersi in mostra.</p>
<p>Gli unici partiti basati ancora sulle ideologie, anche se agli estremi opposti, sono la Lega e Sel che si sono dichiarati contrari al governo Monti. Bossi, che ai tempi della successione di Draghi in Bankitalia si era speso per la &quot;nordicit&agrave;&quot; dell&#39;incarico, ora non ha neppure l&#39;alibi del governo del sud, visto che un solo ministro proviene dal meridione.<br />
	Vendola, anche di fronte ad ipotesi di patrimoniale, Ici, tasse su chi ha pi&ugrave; case e promesse di equit&agrave; nei sacrifici, ha gi&agrave; pronunciato il proprio no. Come mai?<br />
	La risposta &egrave; semplice: entrambi se ne fregano del bene comune e guardano al proprio orticello elettorale, incapaci di dettare una linea alla propria base elettorale, totalmente inermi a comunicare un messaggio sgradito ma necessario. Le capacit&agrave; di un condottiero si misurano anche dall&#39;abilit&agrave; nel gestire i malumori della truppa: in questo frangente Bossi e Vendola dimostrano la debolezza della loro guida, fatta pi&ugrave; di vuote parole d&#39;ordine che di reali progetti.</p>
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