Silenssio che se gira, pirla 0
Spumante lumbard e cassoela milanese per la trionfale inaugurazione della cinecittà padana (se fossimo stati sotto Natale ci sarebbe stato anche el panetun). Orgasmo di massa per le truppe legaiole che finalmente si sganciano da Roma ladrona anche per le pellicole.
Qualcuno (sicuramente terun) ha accennato a diverse perplessità, del tipo che non funzionerà mai. Posso scommetterci un’intero piatto di canederli che il progetto tanto bramato dai sciùri brianzoli avrà un successo clamoroso (scordiamoci Malpensa, non è la stessa storia di posti e voti).
Il Bistrot ha raccolto alcune indiscrezioni sui programmi che andranno in lavorazione nei capannoni cinematografici meneghini.
La sede Rai di Milano ha già commissionato due fiction che partiranno quest’inverno: Un posto nella nebbia, storia di una normale famiglia di Buccinasco, e Terra nostra padana, un colossal sui primi colonizzatori dei territori aldiqua del Po.
Per Natale uscirà il primo di una serie di film comici a tema (sulla scia dei successi di De Sica jr.) Natale a Gallarate, nel 2010 uscirà quindi Natale a Cernusco ed infine, l’anno successivo, Natale a Domodossola.
Un filone importante nella produzione autarchica sarà quello dedicato alla storia della padania. Sulla scia dell’epopea di Alberto da Giussano sarà in produzione fra poco L’armata Brancaleone a Pontida, remake della più celebre pellicola con Vittorio Gassman. Successiva in ordine di ripresa, ma antecedente come successione storica, sarà Calderun il barbaro, omaggio agli antenati del geniale ministro Roberto, per finire con Piatoon, dove il Marlon Brando padano combatterà contro i rossi che invasero il nord (il titolo di rifà ai piattoni di cotica e fagioli tanto amati dal protagonista).
Non mancano le pellicole rosa (Un tram di nome Bellisario) o piccanti (Metti una sera a cena ad Arcore, Palpa fiction) o di grande cultura legaiola, come 8 e mezzo alla Lega e Prendi i soldi e scappa a Lugano, storia questa dei valenti imprenditori del nord-est clienti del ragioniere di Sondrio.
Insomma, dal centro di produzione padano stanno per uscire grandi titoli per far conoscere al mondo intero la lingua e la cultura padana. Sembra – ma si tratta solo di indiscrezioni – che molti paesi abbiano già avviato le trattative per l’acquisizione dei diritti; tra questi ci sarebbero Andorra, lo Zambia, il Tegucistan e la Transylvania.
L’ho sempre detto, lasciate fare ai padani come me.
















