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giugno 30, 2009 by
Maurice
La mancanza di dati certi spesso ci porta a vedere la realtà ingigantita da una lente d’ingrandimento, grazie alla cassa di amplificazione dei media; così una influenza diventa una pandemia.
Pare che recentemente la Lega Nord sia diventato il più grande ed il più importante partito italiano, con una raccolta voti che va dalle Alpi a Lampedusa, travolgendo tutto e tutti. Se guardiamo i numeri, la Lega è passata dal 8,7% dei voti alla Camera nel 1992 – anno in cui si presentò per la prima volta alle elezioni – al 8,3% dell’anno scorso, mentre al Senato è passata dal 8,2% del 1992 al 8,1% dell’anno scorso. Immensi successi.
L’unica volta che superò il 10%, ottenendo il massimo, fu dopo il cosiddetto ribaltone, alle politiche del 1996 (non considero le europee, che poco o niente incidono sul piano della politica nazionale).
Un osservatore attento dovrebbe trarre alcune conclusioni.
Dal 22 novembre 1989, giorno della sua fondazione, la Lega di Bossi in vent’anni non è andata avanti di un solo passo, e quando l’ha fatto è stato perché ha mollato di brutto Berlusconi, con tanto di offese in diretta televisiva da entrambe le parti.
Se, come affermano diversi osservatori italiani ed internazionali, Berlusconi ha i giorni contati e si andrà a nuove elezioni, cosa pensano di portare a casa i padani in più di quello che hanno già, essendo corresponsabili fino in fondo – ed in alcuni casi primi firmatari – di scelte scellerate?
Sul piano economico questo governo ha fatto e sta facendo ben poco per contrastare la crisi. Tremonti, tanto vicino alla Lega, nasconde la testa sotto la sabbia, beccato anche dalla Banca d’Italia per non aver il coraggio di intraprendere azioni decisive. Sullo stesso tenore la Confindustria, la Confcommercio, gli artigiani, l’Ocse, tanto da indurre il capo del governo a chiedere il silenzio internazionale.
Tra festini, escort, minorenni e divorzio Berlusconi ha posto uno steccato tra sè ed il mondo cattolico. La Lega, che fin qui lo ha sempre sostenuto a parole e a fatti, non potrà certo presentarsi ai suoi pii elettori come il difensore della civiltà cristiana contro gli infedeli musulmani. Chi regge il sacco è correo tanto quanto il ladro.
Le "grandi" vittorie politiche della Lega sono state tutte dei flop.
La riforma federalista della costituzione nel 2006 è stata bocciata dagli italiani con il referendum. Il federalismo fiscale è passato, ma finché non ci saranno le leggi attuative è lettera morta. La legge sulla sicurezza non ha risolto nessun problema, e tutto è come prima.
Stringi stringi, attenzione a guardare la realtà attraverso la lente d’ingrandimento. Un topolino rimane sempre un topolino, e non ha alcuna speranza di diventare un elefante.