Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice



Meno crimini, ma Maroni non c’entra 0

Posted on agosto 04, 2009 by Maurice

Con gran squillar di trombe Tele Pontida, alias TG2, ha dato notizia che sono diminuiti i crimini come furti, rapine, borseggi (tutti quei reati, cioè, che rendono la povera gente così insicura di camminar per strada, e che ha portato il governo ad emanare il "decreto sicurezza"). ScippoCazpita, ho pensato, stavolta Maroni c’ha azzeccato. Ma, dopo una pausa per un sospiro, il conduttore ha aggiunto: nel 2008 rispetto al 2007.
Ah, cari signori, siete convinti ora – di fronte ai dati ufficiali del ministero degli Interni, dove siede sempre il sassofonista padano di cui sopra – di quanto vi hanno preso per i fondelli?

Non è affatto piacevole dire: io l’avevo detto.
Da sempre vado sostenendo che la cosiddetta emergenza sicurezza è stata una grancassa suonata con tutta la forza possibile per vincere le elezioni. Secondo il principio che una menzogna, ripetuta all’infinito, alla fine diventa una verità, la destra ha amplificato il messaggio sulle televisioni ed i giornali di regime per vincere il duello elettorale.
Per un anno, poi, il parlamento è stato costretto a perdere tempo dietro provvedimenti razzisti – bocciati dal Vaticano e dall’Unione Europea – solo per soddisfare la boria leghista e restituire il favore delle urne al popolo del nord.
Io l’avevo detto, ma chi l’ha sentito e ci ha fatto un pensierino?

 

La sicurezza di Bossi e Maroni:
Ostia, «nonna pusher» arrestata per la tredicesima volta
Cremona: motociclista pirata ha 17 anni

Soffiare sul fuoco 0

Posted on luglio 19, 2009 by Maurice

Adesso dicono che sia stato un raptus di follia, un po’ come invocare gli alieni quando non si sanno spiegare gli incendi strani di Caronia. Ma una spiegazione c’è, molto chiara e molto logica.
Prendete un signore di 84 anni che vive solo nella sua casa di Bosco di Nanto, una delle dieci frazioni di Nanto, paese di neppure tremila abitanti nel vicentino, amministrato da una giunta di centro destra.3485349005_16f9a0f45cQuesto signore da anni sente in televisione proclami sulla sicurezza o, meglio, sulla insicurezza del nostro paese, sui clandestini che ne combinano di tutti i colori. Quando va a comperarsi il pane o a bere un cicchetto al bar risente le solite storie sui negri, sui romeni, sugli zingari, e non ne possiamo più, bisogna mandarli a casa loro a pedate in culo, meglio se sparargli addosso come ai conigli selvatici.
E dai oggi, e dai domani, il bravo signore – che conduce "una vita tranquilla da pensionato, dopo tanti anni di lavoro come scalpellino" e che "era conosciuto dai vicini come una persona "solare", spesso in bicicletta anche per fare la spesa al mercato" – si convince che la realtà è proprio questa. Si barrica in casa per tre giorni e, quando un carabinere si presenta alla sua porta per vedere se tutto va bene, lo fredda con un colpo di fucile. Ci vorranno le teste di cuoio per stanarlo e ridurlo a più miti consigli.

Chi semina vento raccoglie tempesta, ricorda il proverbio. E questo è successo.
Da anni la Lega cavalca la tigre della paura che in certe classi diventa terrore, ed è "normale" che i soggetti più deboli possano arrivare ai risultati di Bosco di Nanto.
Non mi meraviglio più di tanto. Soffia e soffia sulla brace, prima o dopo si forma la fiamma, e dopo a piangere per l’incendio che ha stroncato la vita di un servitore dello Stato e mandato in galera un anziano che non pensava certamente di godersi la pensione dietro le sbarre.
Ora danno la colpa al caldo, alla solitudine, ad un raptus o a chissà cos’altro, ma i responsabili ci sono ed hanno un nome ed un cognome: Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli. La lista è molto lunga, purtroppo. Dovrebbero costoro farsi un serio esame di coscienza, ammesso che ne abbiano ancora una.

 

La sicurezza di Bossi e Maroni:
Ruba la Golf, uccide 4 donne e scappa
Picchia compagna e aggredisce poliziotti

 

Il pacco della banda del buco 2

Posted on luglio 17, 2009 by Maurice

Che sia in atto uno stravolgimento reale della nostra Carta fondamentale è assodato e non è da oggi. Le "perplessità e le preoccupazioni" del Presidente della Repubblica sul "pacchetto sicurezza" sono solo una sirena d’allarme scattata quando la maggioranza ha finito di scassinare alcuni principi della Costituzione.
Napolitano ha scelto la firma con annesso messaggio alle Camere e al governo; avrebbe potuto rimandare indietro il testo o dimettersi per non firmare. Ha scelto una strada irrituale, suscitando parecchie critiche da una parte e dall’altra. Nessun ripensamento dal ministro dell’Interno che ha ribadito come "l’importante è che la legge sia stata firmata e ora va applicata".

Aldilà del tributo pagato alla propria base elettorale, perché la Lega ci tiene tanto a questa legge in particolare?
Con l’8% dei voti su scala nazionale Bossi e camerati sanno benissimo che non potranno mai aver accesso ai forzieri centrali. L’obiettivo è creare allora una piccola enclave dipinta di verde dove chi comanda sono solo loro, con il loro parlamentino, le leggi, i magistrati, la polizia, i medici, gli insegnanti e tutto il resto, rigorosamente verde-talebano-legista.
Capito che non possono demolire l’Italia con i carri armati carnevaleschi di piazza S.Marco, tentano da tempo l’operazione dal di dentro, come la banda del buco per raggiungere il caveau.
La prima riforma costituzionale in senso federalista è stata bocciata dal referendum popolare, ma – in tempi di disaffezione alla politica come questi – non si può pensare di affidarsi continuamente ai referendum per abrogare tutte le porcate legaiole.

Di fatto un 8% di elettori, in mano ad un manipolo di sovversivi, non può scardinare i principi regolatori del nostro Stato, ricattando un paese intero. Qualcuno dovrebbe fermarli prima che sia troppo tardi, meglio ancora se lo facessero tutti insieme chi ha ancora a cuore la sopravvivenza di questo Paese.
Nell’attesa che la Corte Costituzionale stracci l’ultima porcata, è nei poteri della magistratura porre un freno fin da ora alle menti bacate. I mezzi ci sono, come gli articoli del codice penale numero 241 (Attentati contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato), 270 (Associazioni sovversive), 270-bis (Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico), 271 (Associazioni antinazionali), 283 (Attentato contro la costituzione dello Stato), ed altri minori. Si tratta di volerli applicare aldilà di ogni interesse di schieramento o personale.

D’ora in avanti (e finché non mi stancherò) voglio proporre in calce ad ogni post almeno un fatto di attualità tutto italiano che dimostri come questo cosiddetto pacchetto sicurezza non renda affatto sicura la nostra vita. Spesso si tratterà solo di un link a cui ognuno può andare per approfondire.

 

La sicurezza di Bossi e Maroni:
Vede ombra nell’orto, spara e uccide il fratello
Massacrò di botte una donna, arrestato ragazzo di buona famiglia
Rapina nell’ingrosso di gioielli, via con 400mila euro di diamanti

Un elefante a Topolinia 0

Posted on giugno 30, 2009 by Maurice

La mancanza di dati certi spesso ci porta a vedere la realtà ingigantita da una lente d’ingrandimento, grazie alla cassa di amplificazione dei media; così una influenza diventa una pandemia.
Pare che recentemente la Lega Nord sia diventato il più grande ed il più importante partito italiano, con una raccolta voti che va dalle Alpi a Lampedusa, travolgendo tutto e tutti. Se guardiamo i numeri, la Lega è passata dal 8,7% dei voti alla Camera nel 1992 – anno in cui si presentò per la prima volta alle elezioni – al 8,3% dell’anno scorso, mentre al Senato è passata dal 8,2% del 1992 al 8,1% dell’anno scorso. Immensi successi.
L’unica volta che superò il 10%, ottenendo il massimo, fu dopo il cosiddetto ribaltone, alle politiche del 1996 (non considero le europee, che poco o niente incidono sul piano della politica nazionale).

Un osservatore attento dovrebbe trarre alcune conclusioni.
Dal 22 novembre 1989, giorno della sua fondazione, la Lega di Bossi in vent’anni non è andata avanti di un solo passo, e quando l’ha fatto è stato perché ha mollato di brutto Berlusconi, con tanto di offese in diretta televisiva da entrambe le parti.
Se, come affermano diversi osservatori italiani ed internazionali, Berlusconi ha i giorni contati e si andrà a nuove elezioni, cosa pensano di portare a casa i padani in più di quello che hanno già, essendo corresponsabili fino in fondo – ed in alcuni casi primi firmatari – di scelte scellerate?

Sul piano economico questo governo ha fatto e sta facendo ben poco per contrastare la crisi. Tremonti, tanto vicino alla Lega, nasconde la testa sotto la sabbia, beccato anche dalla Banca d’Italia per non aver il coraggio di intraprendere azioni decisive. Sullo stesso tenore la Confindustria, la Confcommercio, gli artigiani, l’Ocse, tanto da indurre il capo del governo a chiedere il silenzio internazionale.

Tra festini, escort, minorenni e divorzio Berlusconi ha posto uno steccato tra sè ed il mondo cattolico. La Lega, che fin qui lo ha sempre sostenuto a parole e a fatti, non potrà certo presentarsi ai suoi pii elettori come il difensore della civiltà cristiana contro gli infedeli musulmani. Chi regge il sacco è correo tanto quanto il ladro.

Le "grandi" vittorie politiche della Lega sono state tutte dei flop.
La riforma federalista della costituzione nel 2006 è stata bocciata dagli italiani con il referendum. Il federalismo fiscale è passato, ma finché non ci saranno le leggi attuative è lettera morta. La legge sulla sicurezza non ha risolto nessun problema, e tutto è come prima.

Stringi stringi, attenzione a guardare la realtà attraverso la lente d’ingrandimento. Un topolino rimane sempre un topolino, e non ha alcuna speranza di diventare un elefante.

Le canne di Bossi 7

Posted on giugno 24, 2009 by Maurice

Il successo è come una canna, dà alla testa. Non parlo di Papi, ma del suo degno socio Bossi. Sull’onda del successo alle europee, lunedì pomeriggio ha commentato a caldo il mancato quorum dei referendum con la sentenza: "Il popolo è con noi".
E no, caro senatur, io non sono andato a votare, ma non sono con lei né ci tengo ad esserlo.
Il 75% ha scelto di non andare a votare, ma già due settimane prima il 45% non ha rinnovato il parlamento di Strasburgo. Il vero significato è che gli italiani ne hanno le tasche piene di questa politica del menga, Bossi e Lega compresi.

I primi due quesiti referendari sul premio di maggioranza suscitavano molte perplessità. Mettiamo il caso che fossero passati; se alle prossime elezioni un pirla qualsiasi (non faccio nomi) fosse risultato primo con il 25% dei consensi avrebbe preso il 55% dei parlamentari. Più regime di così, non so.
Non è, al contrario, come dice Casini che gli italiani abbiano bocciato il bipartitismo. Lo sbarramento al 4% va bene, così si semplifica la vita politica, e forse potrebbe essere anche innalzato. Amiamo la democrazia, con dei limiti da una parte e dall’altra: né per i regimi né per il mercato delle vacche.

Nessuno ha vinto. Hanno perso i promotori dei referendum che, speriamo, in futuro devono essere chiari. La legge porcata di Calderoli non andava bene? Ok, il referendum doveva essere su tutta la legge, non per cancellare una virgola qui ed un apostrofo di là. In questi termini avrebbe potuto avere successo, tant’è vero che al terzo quesito (no a Berlusconi o a Di Pietro che si candidano in tutti i collegi) l’astensione seppur di poco è stata minore.

Nutro qualche apprensione sui propositi espressi da Maroni per la riforma della legge referendaria. Se i risultati espressi finora dal ministro dell’interno sono le leggi sui respingimenti, le ronde padane, il bavaglio alla stampa e via dicendo, mi aspetto non che abolisca il quorum (chi prende più voti vince, indipendentemente dal quorum), ma che ponga il limite minimo di 100 milioni di firme raccolte, sempre esclusi ovviamente gli stranieri ed i non ariani.
Non si sa mai che decidano di fare una qualche "riforma" federalista che possa essere sottoposta alla ratifica popolare: dopo le leggi ad personam avremo anche i referendum ad personam.



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