<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bistrot Chez Maurice &#187; menu</title>
	<atom:link href="http://www.bistrotchezmaurice.com/tag/menu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.bistrotchezmaurice.com</link>
	<description>Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 03:11:31 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>it-it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Cosa non si farebbe pur di vendere un iPad</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/cosa-non-si-farebbe-pur-di-vendere-un-ipad/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/cosa-non-si-farebbe-pur-di-vendere-un-ipad/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 22:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Web]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[idiozie]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[mode]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=4737</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Splendida notizia dagli antipodi: un ristorante australiano ha sostituito il menu cartaceo con l&#8217;<strong><a href="http://www.news.com.au/technology/ipad/sydney-restaurant-replaces-menus-with-ipads/story-fn5knrwy-1225874904671">iPad</a></strong>. Non occorre essere un esperto di marketing per scoprire una bufala che puzza di marcio a qualche migliaia di chilometri di distanza (il genio di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Splendida notizia dagli antipodi: un ristorante australiano ha sostituito il menu cartaceo con l&#8217;<strong><a href="http://www.news.com.au/technology/ipad/sydney-restaurant-replaces-menus-with-ipads/story-fn5knrwy-1225874904671">iPad</a></strong>. Non occorre essere un esperto di marketing per scoprire una bufala che puzza di marcio a qualche migliaia di chilometri di distanza (il genio di Steve Jobs &egrave; senza limiti) e se ne sono accorti anche i bontemponi australiani, vedi i commenti.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4680074868/" title="Menu su iPad di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img height="169" align="left" width="300" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4063/4680074868_2e78a77914_b.jpg" alt="Menu su iPad" /></a>Andiamo con ordine. Lasciamo perdere tutte le motivazioni psico-sociologiche del servizio al  cliente, come il rapporto umano tra azienda (cameriere) e consumatore  finale, il cibo come comunicazione e trasmissione della cultura di un  paese, eccetera eccetera eccetera. Si potr&agrave; sempre eccepire che un link  ad ogni voce pu&ograve; rimandare a Wikipedia che informa il commensale sul  Parmigiano Reggiano o sul lardo della Val Rendena.<br />
Lasciamo anche perdere la bellezza e l&#8217;allegria (altro valore aggiunto  in un pasto al ristorante) di un tavolo, tutto impegnato fra  ordinazione virtuale, link alle qualit&agrave; wikipediane dei cibi e dei vini: una  splendida serata di interazione sociale.<br />
Lasciamo perdere tutto questo e pensiamo ai banali numeri.</p>
<p>A prescindere dai tempi non certo brillanti, quale ristorante anche piccolo pu&ograve; permettersi un investimento in iPad? Prendiamo il modello base, 499 euri o dollari fa lo stesso se ben ricordo, moltiplichiamolo almeno per 30 pezzi, ed abbiamo la bella cifra di 14.970 bigliettoni; mettiamo un pasto medio di 30 euri/dollari, fanno quasi 500 pasti solo per ammortizzare la spesa.<br />
Dobbiamo pensare, poi, al costo di rimpiazzo di quelli che spariranno come souvenir (l&#8217;ho fatto anch&#8217;io in qualche locale straniero, con quelli cartacei ovviamente) e fatevi i calcoli della bella pensata.<br />
Se il ristoratore non &egrave; un filantropo, pensiamo a quanto verr&agrave; &quot;spalmato&quot; il loro costo sul cliente: se i costi generali devono rimanere entro il classico 30%, il prezzo medio del pasto dovr&agrave; aumentare del relativo 30% per pareggiare i conti. Ok, son <strike>cacchi</strike> soldi suoi, ed ognuno pu&ograve; farne quello che vuole; personalmente investirei 15 mila euro in altri modi ma, ripeto, ognuno &egrave; libero di fare quello che vuole con i propri soldi.<br />
Pensiamo ora al discorso tecnico. Qui non abbiamo un classico &quot;gestionale&quot;, in uso da noi da qualche decina d&#8217;anni (nulla di nuovo sotto il sole): il cameriere raccoglie le ordinazioni varianti comprese sul proprio computerino portatile e le trasmette alla cucina e al bar i quali tramite stampante le trasformano nelle classiche comande.<br />
Qui abbiamo un&#8217;app (ed anche questo &egrave; un ulteriore costo per gli sviluppatori) personalizzata, pubblica?, che interagisce con cucina e bar, e solo con <em>quella</em> cucina e <em>quel</em> bar. La cosa &egrave; inverosimile sotto molti aspetti.<br />
E&#8217; chiaro che la campagna pubblicitaria della Apple ha centrato il segno: con pochi soldi hanno imbastito su uno pseudo ristorante con pseudo clienti (guarda caso tutte belle donne, nella foto di <span class="caption-text">Ross Schultz</span>) ed il gioco &egrave; fatto perch&eacute; ne parli tutto il mondo e perch&eacute; qualche gonzo ci caschi e vada in un Apple Store ad acquistare qualche decina di tavolette (sar&agrave; compreso negli incentivi statali per l&#8217;innovazione tecnologica?).<br />
Grande Steve, ma io resto vetero cartaceo e non me ne vergogno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/cosa-non-si-farebbe-pur-di-vendere-un-ipad/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La patacca blu del ministro Fazio</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/la-patacca-blu-del-ministro-fazio/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/la-patacca-blu-del-ministro-fazio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 20:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[idiozie]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=4361</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">I cuochi italiani come le Chiquita: un bollino blu in fronte che garantisce, parola del governo italiano, la salubrit&#224; del menu o &#8211; in politichese &#8211; &#34;un percorso  alimentare equilibrato dal punto di vista calorico e  nutrizionale&#34;.<br />
<a&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">I cuochi italiani come le Chiquita: un bollino blu in fronte che garantisce, parola del governo italiano, la salubrit&agrave; del menu o &#8211; in politichese &#8211; &quot;un percorso  alimentare equilibrato dal punto di vista calorico e  nutrizionale&quot;.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4596732808/" title="Bollino blu di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img height="238" align="right" width="300" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4048/4596732808_939d37e2e2.jpg" alt="Bollino blu" /></a>Lo ha proposto a Cibus, il salone parmense sull&#8217;alimentazione, il ministro della Salute <strong><a href="http://www.asca.it/news-SALUTE__FAZIO__BOLLINO_BLU_PER_RISTORANTI_CON_MENU__SANI-915415-ORA-.html">Ferruccio Fazio</a></strong>, quello che (allora sottosegretario) voleva che ci vaccinassimo tutti per la pandemia (!) suina (tra i 7.500 ed i 12 mila casi di morte accertati <u>in tutto il mondo</u>),&nbsp; l&#8217;influenza trasformatasi poi in bufala, con milioni di vaccini e di euro buttati nei cestini della spazzatura, che per&ograve; nel frattempo hanno fruttato alla <strong><a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-802834/novartis-49-utile-netto-trimestre/">Novartis</a></strong> un utile netto del 49% ed un incremento del fatturato del 25%.<br />
Ora, promosso sul campo per i lusinghieri meriti, il ministro &egrave; uscito con la nuova proposta (ma, per caso, &egrave; parente del pi&ugrave; noto Fabio?) di dare il bollino ai ristoranti di qualit&agrave;. Come la banana, appunto. E servir&agrave; ai ristoratori come pu&ograve; servire una banana in giochi solitari.<br />
Questo governo ha la capacit&agrave; di rivoltare la situazione: chi guida bene e non commette infrazioni dovrebbe essere la normalit&agrave;, invece viene premiato con un bonus sui punti della patente. Cos&igrave; il far da mangiar sano &#8211; non dico bene nel senso di alta cucina, di innovazione, di stagionalit&agrave;, di territorialit&agrave;, di ricerca &#8211; ma semplicemente sano, che dovrebbe essere alla base di qualsiasi cucina, dallo chef a tre stelle al cuoco di trattoria, viene premiato con il bollino.<br />
E&#8217; solo una proposta, d&#8217;accordo, ma sar&agrave; bello vedere chi dar&agrave; la medaglia e a chi, chi controller&agrave;<em> in divenire</em>, chi e come e se potr&agrave; essere tolta con disonore, o se invece potr&agrave; rimanere nel palmares del cuoco o del ristoratore come la segnalazione sulle guide.<br />
A parte tutto ci&ograve;, che per&ograve; non &egrave; poco, quali vantaggi pu&ograve; portare il bollino? Al ristorante nulla perch&eacute; non &egrave;, per esempio, collegato a sgravi fiscali, ad un miglioramento del rating bancario, ad incentivi economici di vario tipo, ad una <em>persuasion action</em> sul grande pubblico che sia indotto a scegliere il bollino rispetto al non bollino. Al consumatore neanche, perch&eacute; di bollini bianchi, rossi, verdi, a strisce ed a pois sono piene le vetrine dei locali, e nessuno ci bada minimamente. Io stesso, addetto interessato, ho trovato la notizia in maniera puramente casuale, figurarsi il consumatore medio e distratto.<br />
Non &egrave; con le boutade da fiera dei salami che si salva un settore importante, come la cucina italiana, per l&#8217;economia, il prestigio della nazione, il made in Italy, il turismo, e tutto quello che ne consegue. Pu&ograve; servire per coltivarsi il bacino elettorale &#8211; come abilmente ha fatto Zaia al ministero dell&#8217;Agricoltura &#8211; ma non sposta di una virgola l&#8217;economia disastrata delle aziende della ristorazione. D&#8217;altra parte &egrave; un atto dovuto, almeno per mascherare il <strong><a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/adesso-arriva-londa/">totale disinteresse</a></strong> della politica per il settore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/la-patacca-blu-del-ministro-fazio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fatebenefratelli</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fatebenefratelli/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fatebenefratelli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 15:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[turisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3193</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first"><a title="Cameriera 3 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4290807437/"><img width="270" height="412" align="left" alt="Cameriera 3" src="http://farm3.static.flickr.com/2701/4290807437_c6518276d6.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Il tavolo &#232; un crocevia di multiforme umanit&#224; (non l&#8217;ha detto Nietzsche, ma il sottoscritto) dove si incontra di tutto.<br />
Ci sono tre coppie di stranieri, ma solo le donne si siedono mentre i mariti aspettano fuori; le&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first"><a title="Cameriera 3 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4290807437/"><img width="270" height="412" align="left" alt="Cameriera 3" src="http://farm3.static.flickr.com/2701/4290807437_c6518276d6.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Il tavolo &egrave; un crocevia di multiforme umanit&agrave; (non l&#8217;ha detto Nietzsche, ma il sottoscritto) dove si incontra di tutto.<br />
Ci sono tre coppie di stranieri, ma solo le donne si siedono mentre i mariti aspettano fuori; le signore ordinano tre primi piatti, ognuna ne mangia mezzo, quindi si alzano e cedono il posto ed il resto del &quot;pasto&quot; ai relativi consorti. Storia vera di qualche estate fa.<br />
C&#8217;&egrave; anche la famiglia italiana &#8211; padre, madre e figlio &#8211; che prendono tre primi e come secondo dividono un antipasto uno. Storia di questi giorni.<br />
Troviamo tutte le giustificazioni possibili. Hanno appena fatto colazione o merenda, ed un primo ed un terzo di antipasto serve per tappare un buchetto nello stomaco fino alla sera. Oppure: la mia porzione, che non &egrave; da camionista, &egrave; tuttavia cos&igrave; abbondante per loro che sono gi&agrave; sazi con un primo; un terzo di antipasto &egrave; uno sfizio finale. Oppure: la mia cucina fa schifo e quindi si fermano ad un assaggio. Oppure ancora: il loro budget &egrave; limitato e pi&ugrave; di tanto non possono permettersi.<br />
Ogni motivazione &egrave; ragionevole, legittima, e quindi rispettabile.<br />
Potrebbe succedere, come succede a volte, che a tavola si siedano due o pi&ugrave; persone di cui una ha gi&agrave; desinato ed &egrave; l&igrave; solo per far compagnia o per parlare di fatti loro. In questo caso la ragazza di sala, una volta avvisata che un commensale non mangia, provvede ad eliminare tovagliolo, posate e bicchieri del coperto che non verr&agrave; usato. Ovviamente nella ricevuta non verr&agrave; tenuto conto dell&#8217;ospite.<br />
Sull&#8217;onda di un certo modo di pensare fino a ieri ero d&#8217;accordo anch&#8217;io nell&#8217;eliminare la voce pane-coperto-servizio. Negli Stati Uniti, dove questo non viene contemplato, c&#8217;&egrave; per&ograve; la consuetudine (che &egrave; una regola) di lasciare almeno il 10 percento di mancia con cui i camerieri integrano il loro magro stipendio. In Austria e Germania il pane si paga come un qualsiasi piatto: se se ne chiede un secondo cestino viene conteggiato due volte.<br />
Ognuno si regola secondo le proprie consuetudini ed esigenze. Io, per esempio, non applico una maggiorazione per il servizio bar &quot;al tavolo&quot;: il caff&egrave; costa uguale sia che venga bevuto in piedi al bancone, sia che venga portato nel dehors esterno.<br />
Per&ograve; sulla voce coperto-servizio-pane sto ricredendomi. A parte che una volta avvisato sia sul menu esterno che sulla carta portata al tavolo, il cliente non pu&ograve; contestare il conto per la quantit&agrave; del servizio prestato, fatto salvo il peso minimo degli alimenti corrisposti. Ma &#8211; porto un esempio estremo &#8211; otto persone mi occupano due tavoli e solo due pasteggiano mentre gli altri si scaldano e divorano cestini di pane, &egrave; giusto che il proprietario applichi un minimo di costo a tutti?<br />
Sono d&#8217;accordo che il servizio (del cameriere che &egrave; gi&agrave; retribuito) o il coperto (che dovrebbe rientrare nelle spese generali di gestione del servizio lavanderia e stireria) non dovrebbero essere contemplati, ma se il commensale fantasma si appropria anche di una sola briciola, &egrave; giusto che paghi il corrispettivo.<br />
L&#8217;essenza della ristorazione sta proprio in questo: cibo e bevande in cambio di un corrispettivo in denaro. Diversamente si chiama mensa della Caritas.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fatebenefratelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piscio di gatto</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/piscio-di-gatto/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/piscio-di-gatto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 21:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3154</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Perch&#233; vorrei avere tanti commenti ai miei post? Perch&#233; il pensiero degli altri, la precisazione, la discussione porta ad approfondire, a rivedere, ad ampliare il proprio pensiero. E Dario mi d&#224; di nuovo un&#8217;opportunit&#224;, e di questo gli sono&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Perch&eacute; vorrei avere tanti commenti ai miei post? Perch&eacute; il pensiero degli altri, la precisazione, la discussione porta ad approfondire, a rivedere, ad ampliare il proprio pensiero. E Dario mi d&agrave; di nuovo un&#8217;opportunit&agrave;, e di questo gli sono ancor di pi&ugrave; grato.<br />
Si discuteva sulle scelte al ristorante, dei motivi per i quali tutti noi operiamo certe scelte e non altre. Il mio, nostro amico ha centrato esatamente la questione: di fronte a qualcosa di nuovo il nostro cervello &egrave; portato a classificare il nuovo in base ai parametri costruiti fin dall&#8217;et&agrave; che andavamo in passeggino, ed &egrave; insito nella natura animale.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/daquellamanera/2483135361/"><img width="270" height="360" align="left" alt="" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/2483135361_01b7cef930_b.jpg" /></a>Impariamo fin dalla nascita che una persona che ci prende in braccio, di cui riconosciamo la voce per averla sentita in lontananza per nove mesi, e che ci offre il capezzolo dal quale succhiare il nostro nutrimento si chiama mamma, ed &egrave; solo lei. Ci sono altre persone che hanno ugualmente i capezzoli che offrono ad altri esserini, ma sono altre mamme, non la nostra, e queste si chiamano donne.<br />
Lo stesso avviene pi&ugrave; avanti con gli anni, di fronte ad un qualsiasi dato oggettivo come un quadro o un brano musicale o un programma tv. Quante volte vediamo un volto che ci ricorda qualcuno e ci scervelliamo anche per ore alla ricerca (in questi giorni sto cercando di ricordarci a chi assomiglia il Babbo Natale dallo psicanalista nello spot di Euronics: mi sembra Gambarotta, ma non &egrave;).<br />
Abbiamo il bisogno primordiale di classificare, di mettere entro certi schemi mentali. La prova principe &egrave; San Remo: di fronte ad una canzone che sentiamo la prima volta, la prima operazione che fa il nostro cervello &egrave; capire se e dove mettere il brano, melodico o ritmato, quali assonanze ha, e lo accetteremo tanto prima se ci ricorder&agrave; qualcos&#8217;altro (se &egrave; un plagio ci riuscir&agrave; immediatamente gradito).</p>
<p>Tutto questo avviene perch&eacute; tutti noi abbiamo bisogno di rassicurazione. Qualcuno ha detto che anche nel pi&ugrave; grande rivoluzionario si cela un animo conservatore. Il fatto &egrave; che dobbiamo &#8211; per natura &#8211; mettere il nostro oggetto nella casella del buono piuttosto che in quella del cattivo, del dolce o del salato (gli orientali hanno la terza opzione dell&#8217;agrodolce), del sapore del sangue o della vegetazione, del consistente o del tenero, e avanti cos&igrave;.<br />
Nella cucina moderna si insegna a soddisfare tutte le sensazioni. Forse per questo non ha mai sfondato (finora?) la cucina molecolare, perch&eacute; non soddisfa quella categoria cerebrale collegata alla forma del cibo.<br />
In enologia tutto questo &egrave; addirittura codificato. Quando parliamo di sentori, dobbiamo rifarci a termini accademici come muschio, cuoio, piscio di gatto, frutta, fiori. Il giorno che faranno un vino che esula da queste catalogazioni &#8211; ripeto, prima di tutto mentali &#8211; saranno cavoli amari.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/piscio-di-gatto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ritorno al futuro</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/ritorno-al-futuro-2/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/ritorno-al-futuro-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 23:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3113</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">In <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/">questo</a> post mi ponevo la domanda di come il cliente operi le proprie scelte, di fronte ad un menu che propone piatti tradizionali e piatti innovativi. Vedo di chiarire meglio i due concetti, rispondendo ad un commento&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">In <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/">questo</a> post mi ponevo la domanda di come il cliente operi le proprie scelte, di fronte ad un menu che propone piatti tradizionali e piatti innovativi. Vedo di chiarire meglio i due concetti, rispondendo ad un commento di Dario.<br />
Tradizionale &egrave; ci&ograve; che si rif&agrave; ad un passato consolidato, mentre per innovativo intendo quello che, partendo dal passato, lo supera in qualche modo, proponendo una visione diversa. Facciamo un esempio: la pasta e fagioli in Veneto si fa spesso con gli spaghetti (o i bigoli) spezzettati, in Trentino con i ditaloni, nel Lazio con tutti i resti delle paste, in altre regioni addirittura con il riso. Se in Trentino propongo la pasta e fagioli con gli spaghetti spezzettati, diventa un piatto innovativo, perch&eacute; va a rinnovare una tradizione di quella cucina, mentre nel Veneto sarebbe considerato tradizionale.</p>
<p><a title="Polenta di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4291583082/"><img width="270" height="336" align="left" alt="Polenta" src="http://farm3.static.flickr.com/2734/4291583082_22478d1a4e.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>La tradizione, quindi, &egrave; un concetto relativo e riprendo l&#8217;esempio della cucina trentina. Si dice che &#8211; per tradizione &#8211; questa cucina sia povera di ingredienti e materie prime, e quindi di piatti. Infatti non esiste il pesce di mare (con l&#8217;eccezione del baccal&agrave;) e gran parte delle paste.<br />
Questa povert&agrave; &egrave; relativa agli ultimi secoli perch&eacute;, se andiamo al Cinquecento, ai tempi del Concilio, a Trento c&#8217;era il fior fiore della cucina internazionale, con i migliori cuochi al seguito dei vescovi-principi. Facendo cucina rentina, io chef derelitto a chi devo fare riferimento? Ai canederli dei contadini che lottavano contro il bosco per il fieno da dare alle due vacche in stalla, o ai fagiani e al caviale delle tavole imbandite al Concilio Tridentino?</p>
<p>Un giorno chiesi al mio chef: se avessi fatto i canederli, invece che nella classica forma a palla, a rotolo e poi tagliati a fette, sarebbero stati considerati ancora canederli? In altri termini, il termine canederlo &egrave; attribuito alla forma o alla sostanza del piatto? La sua risposta fu che non avevo scoperto niente, perch&eacute; da sempre in Alto Adige si usano i canederli anche tagliati a fette.<br />
Questa &egrave; la mia strada, basata sulla sostanza tradizionale del piatto che a volte prende una forma diversa (quindi innovativa) rispetto <em>al solito</em>.<br />
Spesso ho contrabbandato dei piatti ultratradizionali come innovativi e spesso i miei clienti &#8211; abituati magari ai sofficini e ai quattro salti in padella &#8211; sono rimasti sconcertati, scegliendo la tradizione vicina e conosciuta rispetto ad una tradizione lontana ed arcana.<br />
Prendiamo un esempio dal mio ultimo menu di quest&#8217;inverno, inaugurato agli inizi del mese. Tra gli antipasti ho introdotto un vecchissimi piatto trentino, tale e quale, la <em>Polenta Carbonera</em>; un piatto a chilometro zero, fatto tutto con ingredienti del territorio, la polenta di Storo, la lucanica del paese, i formaggi della val di Sole. Un piatto semplicissimo, inventato dai nostri avi con le poche materie prime disponibili per dare massa e sostanza a chi doveva combattere contro il freddo dell&#8217;inverno o fornire energia per coltivare i pendii montani. <br />
Allora la porzione era&#8230; da montanaro, oggi io la propongo come antipasto, quindi ridotta a poche forchettate (anche per non precludermi altri piatti). Un piatto &#8211; lo garantisco &#8211; che &egrave; una delizia di sapori, per nulla pesante nella versione antipasto, una delizia che da sola potrebbe valermi la presenza nella guida dell&#8217;Espresso.<br />
Avevamo scommesso tutti che sarebbe andato via alla grande, ed infatti dall&#8217;inizio del mese ho avuto una sola ordinazione. Valli a capire i gusti o, meglio, i cervelli della gente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/ritorno-al-futuro-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché fanno così?</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 23:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Web]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[menu stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3081</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Qualcuno deve spiegarmi come va il mondo web.<br />
Il 17 novembre scrivevo del tonno (questo dovrebbe essere un blog pi&#249; o meno di cucina) e della necessit&#224; di noi cuochi di dare una mano alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, bandendo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Qualcuno deve spiegarmi come va il mondo web.<br />
Il 17 novembre scrivevo del tonno (questo dovrebbe essere un blog pi&ugrave; o meno di cucina) e della necessit&agrave; di noi cuochi di dare una mano alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, bandendo il tonno dai nostri menu: 403 pagine viste. Il giorno dopo scrivo delle disavventure del mio computer: record assoluto di tutti i tempi con 629 pagine visitate. Il giorno dopo ancora divago con una presentazione di Flickr sul foliage dalle mie parti: 552 visite. In questi giorni che presento ristoranti e piatti non supero le 200.<a href="http://www.flickr.com/photos/boris/850507/"><img width="270" height="203" align="right" alt="" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/850507_e743dc32d3.jpg" /></a><br />
Nell&#8217;altro mio blog, dedicato ai temi sociali e politici dopo l&#8217;indigestione di quest&#8217;estate, sono sulla ventina le visite quotidiane, con un picco solitario di 91 visite il 1&deg; dicembre, sul caso del presunto video dell&#8217;on. Mussolini.<br />
Anche quando scrivevo su questo blog di accadimenti politici le pagine viste non erano mai meno di 150, oggi sono una manciata. Da notare che per il Bistrot non faccio nulla per aumentare la visibilit&agrave;, mentre nell&#8217;altro blog ogni volta segnalo i post ai socialnetwork. Tutto questo per me &egrave; inspiegabile, forse meno per un SEO, quindi prendo atto e vado avanti, non sapendo che pesci pigliare.</p>
<p>Pi&ugrave; facile &egrave; capire il comportamento dei miei clienti nella scelta dei piatti. Per il menu dell&#8217;inverno ho fatto una cosa nuova: visto che il mio slogan &egrave; <em>La cucina tradizionale in movimento</em>, ho &quot;smembrato&quot; il menu in due menu distinti, quello della tradizione e quello del movimento, cio&egrave; della cucina rivisitata.<br />
Nell&#8217;impaginazione ho affiancato le pagine in italiano ed inglese dei rispettivi menu; il cliente che sfoglia la carta trovava subito il menu della tradizione, italiano a sinistra ed inglese sulla destra, e quindi alla pagina successiva il menu del movimento, sempre italiano a sinistra ed inglese sulla destra. Il risultato &egrave; stato che solo pochi sceglievano il secondo.<br />
Ho cambiato di punto in bianco l&#8217;ordine delle pagine. Prima i due menu affiancati in italiano, ed alla pagine successiva quelli in inglese: i piatti del movimento hanno cominciato a prendere subito quota.<br />
Conclusione a cui sono arrivato: i miei clienti o sono pigri e non hanno voglia di sfogliare il menu, o sono orbi e non riescono a leggere oltre la prima pagina. Comunque stiano le cose, &egrave; facile trovare la giusta soluzione in sala, molto meno sul web.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un brodo primordiale</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/un-brodo-primordiale/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/un-brodo-primordiale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 23:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2836</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">La mia amica <a href="http://blogs.cotemaison.fr/aufildemesrevesdamour/2009/10/et-oui-comme-la-chanson-je-sui.php">Eleonora</a> in quel di Strasburgo &#232; ammalata. Tutti i miei auguri, sperando che sia l&#8217;influenza maiala. S&#236;, sperando, perch&#233; dicono gli esperti &#8211; e chi ormai non lo &#232;, visti tutti i servizi dei tigg&#236;&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">La mia amica <a href="http://blogs.cotemaison.fr/aufildemesrevesdamour/2009/10/et-oui-comme-la-chanson-je-sui.php">Eleonora</a> in quel di Strasburgo &egrave; ammalata. Tutti i miei auguri, sperando che sia l&#8217;influenza maiala. S&igrave;, sperando, perch&eacute; dicono gli esperti &#8211; e chi ormai non lo &egrave;, visti tutti i servizi dei tigg&igrave; propinatici da molti mesi a questa parte &#8211; &egrave; pi&ugrave; leggera della &quot;normale&quot; influenza stagionale. Sappiamo tutto, dai sintomi al decorso della malattia, dalle precauzioni ai farmaci da assumere, fino alla dieta da seguire.<br />
<a title="369892603_310e2251e8_b di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4293542180/"><img width="270" height="152" align="right" alt="369892603_310e2251e8_b" src="http://farm3.static.flickr.com/2558/4293542180_8fbeabd984.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>Secondo i medici, praticamente, in caso di attacco morboso bisogna <strong><font color="#800000">mangiare leggero</font></strong>, modello corsia ospedaliera: brodino con relativa pastina scotta, una fettina trasparante di prosciutto ovviamente cotto, una patata lessa, il tutto annaffiato da abbondante acqua minerale.<br />
Quelle rare volte che mi &egrave; successo di rimanere bloccato a letto per l&#8217;influenza, quando cio&egrave; la temperatura sale oltre i 38 (sotto bisogna lavorare comunque), la mia dieta &egrave; stata la seguente: tutto quello che mi andava di mangiare, se mi andava.<br />
E&#8217; vero che la vecchia minestrina della nonna &egrave; un toccasana, lo dice la scienza. Ma attenzione: quando si parla di tazza di brodo non si intende il doppio brodo <strong><font color="#800000">Star </font></strong>o il classico <strong><font color="#800000">Knorr</font></strong>, ma quel liquido sublime che si ottiene facendo sobbollire lentamente per qualche ora in acqua una gallinella possibilmente ruspante, con un gambo di sedano, una carota, una cipolla (gialla e con la buccia, se vogliamo avere un colore ancora pi&ugrave; dorato), un pomodoro intero, qualche grano di pepe e magari un rametto di timo. Solo in questo modo si ha una botta di energia che, per&ograve;, non affatica l&#8217;organismo con la digestione.<br />
Un brodo siffatto non &egrave; di tutti i giorni, neanche al ristorante. Cos&igrave;, se sono costretto a letto, o non mangio affatto &#8211; il che &egrave; un sintomo chiaro che siamo vicini ai <strong><font color="#800000">40 di febbre</font></strong> &#8211; o mi faccio un pasto completo, compreso il mio bicchiere di vino ed il caff&egrave; per chiudere.<br />
Sono dell&#8217;opinione &#8211; e le amiche dottoresse blogger mi contestino tranquillamente &#8211; che ognuno dovrebbe <em>sentire</em> il proprio corpo, essere attento ai messaggi che il cibo che abbiamo davanti manda al cervello, a prescindere dalla golosit&agrave;. Succede anche quando siamo ammalati.<br />
Se, davanti ad un brodino incolore-inodore-insapore, il cervello mi manda un messaggio negativo, vuol dire che quel tale &quot;alimento&quot; non mi apporta <strong><font color="#800000">nessun beneficio</font></strong>; meglio una porzione ridotta di pasta al pomodoro, se dal cervello arriva il segnale di semaforo verde. Gi&agrave; siamo abbattuti per il morbo, perch&eacute; affligerci ulteriormente con parvenze di cibo?<br />
La risposta sarebbe che, se lo stomaco e dintorni non sono affaticati dalla digestione, l&#8217;organismo dirotta tutte le sue energie a combattere i germi patogeni. Ma, ribatto, se il corpo &egrave; gi&agrave; debilitato, perch&eacute; indebolirlo ulteriormente non somministrandogli un po&#8217; di forza con il cibo?</p>
<p><strong><font color="#800000">Avvertenze</font></strong>: questo post non ha assolutamente carattere scientifico e riporta solo considerazioni personali. In caso di malattia consultare il proprio medico. E&#8217; scritto consultare, non obbedire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/un-brodo-primordiale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sembra facile fare un buon menu</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/sembra-facile-fare-un-buon-menu/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/sembra-facile-fare-un-buon-menu/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2828</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">La casalinga di Vigevano ha tutta la mia compassione: ogni mattina deve pensare a cosa mettere in tavola a mezzogiorno, che rimane il pasto principale ancora per molti, soprattutto se ci sono bambini e ragazzi che vanno a scuola.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">La casalinga di Vigevano ha tutta la mia compassione: ogni mattina deve pensare a cosa mettere in tavola a mezzogiorno, che rimane il pasto principale ancora per molti, soprattutto se ci sono bambini e ragazzi che vanno a scuola. Se la signora &egrave; alle prime armi in genere ricorre ai consigli della mamma o a qualche ricetta catturata sulle riviste, su un ricettario o sul web; se per&ograve; &egrave; gi&agrave; scafata, le basta un giro al mercato rionale per addocchiare il prodotto pi&ugrave; conveniente e da l&igrave; partire per qualche manicaretto.</p>
<p><a title="Menu 4 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4293549678/"><img width="270" height="412" align="left" alt="Menu 4" src="http://farm5.static.flickr.com/4051/4293549678_474ee1637e.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Per il cuoco professionista le cose si complicano un tantino. Vuoi che sia uno chef alle dipendenze, vuoi che sia un patron, la prima preoccupazione &egrave; il risparmio coniugato con la qualit&agrave;, il che significa in una parola: stagionalit&agrave;. E&rsquo; da suicidi proporre le ciliege a Natale o gli asparagi a novembre; indubbiamente si trovano, ma il costo non vale la candela (salvo il caso di pranzo o cena concordati prima con il cliente). Il nostro chef, quindi, si comporter&agrave; come la signora scafata di Vigevano ed attinger&agrave; dal mercato quanto gli serve settimana per settimana.<br />
Questo vale per frutta, verdura e pesce, ma la carne?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Per la carne non esiste una stagionalit&agrave; &ldquo;di raccolta&rdquo;. Oggi sul mercato si trova tutto e sempre, fresco, congelato o surgelato, quindi la scelta &egrave; dettata solo dalla &ldquo;stagionalit&agrave; psicologica&rdquo;. Non so quanti colleghi facciano selvaggina di piuma o da pelo, grandi brasati o grandi arrosti in pieno ferragosto; intendiamoci, tutto &egrave; possibile, ma c&egrave; un tempo per ogni stagione. Quindi c&rsquo;&egrave; una prima limitazione.<br />
La seconda &egrave; data dalla struttura del menu che dovrebbe, secondo un canone consolidato, partire leggero per arrivare al piatto forte di carne. Come una sinfonia, dall&rsquo;introduzione del tema al fortissimo del pieno dell&rsquo;orchestra. Il piatto forte dovrebbe polarizzare, anzi, tutto il menu, studiato appunto attorno al botto finale: un gioco pirotecnico dove ogni piatto &egrave; una figura a se stante, ma preludio a quello che sar&agrave; il gran finale (i botti che chiudono i fuochi d&rsquo;artificio sono il dessert).<br />
Mettiamoci infine che nella sequenza di un buon menu non devono apparire n&eacute; gli stessi ingredienti, n&eacute; lo stesso modo di cottura, ed &egrave; facile capire come la stesura di un nuovo menu (che oltretutto non pu&ograve; essere ripetitivo rispetto agli anni precedenti) sia un&rsquo;impresa tutt&rsquo;altro che agevole.</span></p>
<p><span>Tutto questo prescinde dal discorso di base: chi &egrave; il mio cliente? Quali sono i suoi gusti? Questo piatto piacer&agrave;?<br />
Dare la risposta esatta &egrave; come fare un sei al superenalotto. A volte succede di buttare l&agrave; un piatto senza molta convinzione, e scoprire che diventa il pi&ugrave; richiesto; oppure riproporre un piatto che &egrave; sempre andato via molto bene, e vederlo invece ammmuffire in fondo al frigo. Oppure ancora, ed &egrave; il caso che fa cadere le braccia, inserire un piatto nuovo in linea con le caratteristiche della cucina, e vederlo rifiutato.<br />
Qualche anno fa, ad esempio, nel solco della tradizione &ldquo;rivisitata&rdquo; che &egrave; caratteristica della mia cucina, ebbimo a proporre una terrina di coda di bue, cio&egrave; la coda che qui &ndash; ma non solo, pensiamo alla coda alla vaccinara &ndash; andava via come il pane. Bene, dovemmo cancellarla dal menu, non venne capita. Per il prossimo inverno voglio rifarla in altra versione. Vi sapr&ograve; dire come &egrave; andata.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/sembra-facile-fare-un-buon-menu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cosa prendi? Anch&#8217;io, anzi no</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/cosa-prendi-anchio-anzi-no/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/cosa-prendi-anchio-anzi-no/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 22:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2712</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Quando <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fauna-ferragostana/">lo dissi</a> io, e non una sola <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/mystiria-lane/">volta</a>, anche i miei commentatori non seppero dare una risposta. Oggi questa arriva <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/09_ottobre_07/ristorante-scelta-condizionata_189032de-b31c-11de-b362-00144f02aabc.shtml">per bocca</a> degli esperti di vari paesi e del nostro Andrea Ghiselli, ricercatore dell&#8217;Istituto Nazionale&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Quando <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fauna-ferragostana/">lo dissi</a> io, e non una sola <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/mystiria-lane/">volta</a>, anche i miei commentatori non seppero dare una risposta. Oggi questa arriva <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/09_ottobre_07/ristorante-scelta-condizionata_189032de-b31c-11de-b362-00144f02aabc.shtml">per bocca</a> degli esperti di vari paesi e del nostro Andrea Ghiselli, ricercatore dell&#8217;Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/fiskfisk/2672220477/"><img width="272" height="187" align="left" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/2672220477_7c8a830038.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" alt="" /></a>Il fenomeno &egrave; ben conosciuto nelle cucine di tutto il mondo: quando si parte con un&#8217;ordinazione, stai tranquillo che sar&agrave; sempre quella, cos&igrave; come quando parti con ordinazioni differenti, non ce ne sar&agrave; una uguale all&#8217;altra. Io la definisco l&#8217;ordinazione del popolo bue: il capo mandria apre la strada e tutti gli altri seguono.</p>
<p>Ora questo comportamento trova conferma, addirittura a livello planetario, con lo studio della psicologia umana a tavola. &laquo;Si tratta di meccanismi comportamentali &#8211; afferma Ghiselli &#8211; ben noti: ognuno di noi tende ad adeguarsi agli altri o comunque a subirne l&#8217;influenza, anche a tavola. Le dinamiche di relazione prevedono per&ograve; sempre un interscambio: in altre parole, in genere ci si accoda alla personalit&agrave; dominante, ma pu&ograve; anche accadere di essere noi quelli che &ldquo;guidano il gioco&rdquo;. In questo caso saranno probabilmente le scelte e le porzioni degli altri ad adeguarsi alle nostre&raquo;.</p>
<p>Si pu&ograve; anche ribaltare il detto &quot;Dimmi cosa mangi e ti dir&ograve; chi sei&quot;. Spesso mi succede di indovinare quale sar&agrave; l&#8217;ordinazione solo dall&#8217;aspetto del cliente. In una coppia in uscita amorosa &#8211; soprattutto se &egrave; il primo incontro &#8211; lei tender&agrave; ad un &quot;antipastino&quot; e ad una &quot;verdurina&quot;, mentre lui si abbuffer&agrave; con il piatto pi&ugrave; abbondante o pi&ugrave; costoso. Il motivo &egrave; semplice: inconsciamente lei deve dimostrare di essere di morigerate abitudini, mentre lui deve gonfiare i muscoli addominali e psicologici del maschio.<br />
Le decisioni sui piatti rivela anche chi detiene il potere in una coppia o in un gruppo. Il leader &egrave; quello che ordina per primo o ordina per s&egrave; e per l&#8217;altro: non &egrave; inconsueto &#8211; soprattutto fra anziani &#8211; che sia la moglie a fare la comanda per entrambi, mentre il marito vecchierello non obietta alcunch&eacute;: la gerarchia familiare (o del gruppo) viene espressa anche a tavola.<br />
Insomma, una candid camera sui tavoli ci pu&ograve; dire molto sulle persone, su noi tutti, senza che ce ne rendiamo conto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/cosa-prendi-anchio-anzi-no/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Si fa presto a dire menu</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/si-fa-presto-a-dire-menu/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/si-fa-presto-a-dire-menu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 22:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[menu stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2594</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Ho un problema.<br />
Tutti i cuochi, anche chi non lavora in una localit&#224; turistica, si trovano nel corso dell&#8217;anno a dover gestire <strong><font color="#800000">gli alti e i bassi</font></strong>, la maggiore o la minore affluenza per tanti e svariati motivi.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Ho un problema.<br />
Tutti i cuochi, anche chi non lavora in una localit&agrave; turistica, si trovano nel corso dell&#8217;anno a dover gestire <strong><font color="#800000">gli alti e i bassi</font></strong>, la maggiore o la minore affluenza per tanti e svariati motivi. Penso alle citt&agrave; in cui esistono delle fiere, o alle sagre paesane, o anche ai capricci del tempo, o ai simposi di vario tipo, o a certe attivit&agrave; che richiamano storme di gente per un periodo determinato, come i mercatini di Natale o la raccolta dei prodotti agricoli.<br />
<a title="Menu 5 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4294990062/"><img width="270" height="270" align="left" alt="Menu 5" src="http://farm5.static.flickr.com/4030/4294990062_001f749c74.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>In tutti questi casi il ristorante ha un menu che lo chef deve tener pronto per uno o cento clienti.<br />
Succede, per&ograve;, che passata la bufera ci si trovi con il frigorifero e la dispensa ancora pieni di alimenti e piatti pronti, e che la roba cominci ad <strong><font color="#800000">andare a male</font></strong>. Ovviamente ai primi cenni di deterioramento si butta e si rimpiazza in quantit&agrave;, stavolta, modica, in previsione di un afflusso moderato di clienti.<br />
Se la lista del menu &egrave; breve &#8211; come sarebbe auspicabile in un ristorante di qualit&agrave;: meglio pochi piatti perfetti che tanti cos&igrave; cos&igrave; &#8211; il problema &egrave; circoscritto, ma se la lista comincia ad essere lunga, il costo della materia prima&nbsp; buttata nel cassonetto dell&#8217;organico e del tempo occorso per lavorarla comincia a diventare una voce <strong><font color="#800000">pesante in bilancio</font></strong>.</p>
<p>Il problema quindi &egrave;: come fare?<br />
Una cara collega ha risolto la questione proponendo un menu &quot;elastico&quot;, e lo fa tutto l&#8217;anno. Assolve l&#8217;obbligo di legge di esporre il menu con i prezzi indicando genericamente antipasti &euro; z, primi piatti &euro; x, secondi piatti &euro; x, dessert &euro; w, poi giorno per giorno il cameriere propone al tavolo il <strong><font color="#800000"><em>menu &agrave; la voix</em></font></strong>, dizione affascinante per indicare il menu a voce.<br />
Un <a href="http://www.laltro.fr/">ristorante parigino</a> di rango, dove ha lavorato mio figlio, ha trovato l&#8217;&eacute;scamotage di stampare al computer giorno per giorno il menu in un foglietto, senza tante pretese di teche in <strong><font color="#800000">pelle di coccodrillo</font></strong> o in satin di raso dipinto dal pittore da catalogo Bolaffi. E funziona.<br />
La mia soluzione, da qui a Natale, sar&agrave; quindi un mix tra le due idee: un menu generico con i prezzi da esporre per legge all&#8217;esterno, una <em>carte</em> che stamper&ograve; di giorno in giorno, in base alle diverse proposte e una lavagna esterna dove sono riportati i piatti del giorno. Mi sembra un&#8217;ottima soluzione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/si-fa-presto-a-dire-menu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
