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novembre 25, 2009 by
Maurice
Di ritorno dalla Malpensa ed imbottigliato per un’ora tra Viale Certosa e viale Zara, cosa fai in macchina oltre a guardare gli stop di chi ti sta di fronte e la nebbia che non promette nulla di buono quando scenderà il buio? Ascolti la radio e tra le frequenze memorizzate capita Radio2 con Condor (per fortuna non c’è ancora in podcast, così risparmio ai miei lettori il supplizio).
Era un bel pezzo che non sentivo il buon Luca Sofri, da quando cioè faceva il suo pistolotto mattutino tratto dalla stampa estera. Gia allora aveva un po’ di puzzetta sotto il naso, però almeno qualcosa di interessante si apprendeva ogni tanto. Così come è da qualche anno che ho cancellato dal mio feed Matteo Bordone perché un autore che accetta i commenti, ma non si degna di rispondere una sola volta, è uno che se la smena per il puro gusto del rating, e a me questa gente mi sta proprio sugli zebedei.
Ieri, costretto dall’immobilità veicolare, mi sono sorbito il piuttosto che niente.
Argomento di apertura dell’ora di proloqui: il sesso delle lumache. Non scherzo, proprio il sesso delle lumache, di quelle che girano a sinistra e quelle che girano a destra, non in senso politico, ma anatomico.
Proseguendo poi nella trasmissione ho appreso che il presidente Obama ha lasciato il basket per il golf (sono rimasto sconvolto e non ho dormito tutta la notte a sapere che il Numer One è una "pippa" nello sport presidenziale), finché i nostri eroi hanno detto qualcosa di sinistra chiosando sul Grande Fratello e su Ballarò, bollando quest’ultimo e facendo un po’ di buon gossip sul primo in stile Alfonso Signorini. Il tutto attraverso un po’ di citazioni su "famosi" sconosciuti del mondo librario e canzonettistico.
Non sono di quelli che vorrebbero tutti i programmi modello Radio3 (sennò mi ascolto questa) o CNN con informazione 24/24. Tutt’altro.
Rispetto alla tv la radio lascia liberi di agire e di immaginare, divertendo, oppure di ascoltare della musica senza stare incollati ad un video. Ben vengano quindi Linus e Savino, Fabio Volo e Heidi, Dose e Presta, Lillo e Greg, Cirri e Solibello, ma anche Vaime.
Ma se proprio bisogna riempire dello spazio temporale con intellettualismi, datemi una recensione libraria o una segnalazione cinematografica, sempre meglio del sesso delle lumache. Del fancazzismo da milanesi fighette non ne sento proprio il bisogno.
Tags: Radio2Rai
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Mass media
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ottobre 10, 2009 by
Maurice
"Sentire discutere Monica Setta di economia mentre esprime giudizi di tale avventatezza da mettere i brividi a qualunque persona sensata, o perdersi negli arzigogoli mentali dell’ex chierichetta Bianchetti, o sopportare la vista di un clone mal riuscito di Sgarbi sono cose che dovrebbero far riflettere sulla natura del Servizio pubblico. La faziosità è disdicevole ma la stupidità di certi programmi lascia il segno".
Così scrive sul Corrierone Aldo Grasso, che stupido non è, e si chiede: "Ma Scajola, che ha chiesto «chiarimenti» sui programmi di approfondimento della Rai, avrà mai visto un po’ di Raidue?"
Anche Grasso sa le risposte, quindi le domande sono assolutamente retoriche.
Se la stragrande maggioranza degli italiani si forma un’idea politica soltanto guardando la televisione, "pubblica" e privata, è ovvio l’obiettivo di chi dirige (e di chi possiede o controlla) il mezzo n.1 di propaganda politica.
Come ha rilevato qualcuno, non è essenziale controllare i tg: è importante, ma non essenziale. Chi guarda il tg3 o il tg de La7 non guarderà mai il tg4, o se lo fa non è per avere la verità dei fatti, ma per sapere come la pensa "il nemico", e viceversa. Idem per il tg2, la velina della Lega e dell’ex Alleanza Nazionale. In un sistema "pubblico" lottizzato da sempre funziona così. Fossi il padrone del biscione farei altrettanto con i miei tg: un colpo al cerchio ed uno (leggero leggero) alla botte, per dimostrare la mia concezione liberale e democratica, ma così non è.
Essenziale, invece, è controllare il resto del palinsesto perché è attraverso l’intrattenimento che passano le idee, senza filtro mentale, direttamente dal produttore al consumatore: se l’ha detto la Bianchetti o Costanzo è vero, loro non fanno politica.
E’ così che il cavaliere ha cambiato – questa sì che è una rivoluzione tutta sua – con Mediaset, decenni prima dei suoi show paranoici da premier, la mentalità ed il costume degli italiani.
Il giudizio su Rosy Bindi non è di ieri, ma era già nel messaggio latente di Drive In. La considerazione del ruolo femminile era già insito nella prima velina di Striscia (e mi allineo con questo con l’ex cugino Gad) di Antonio Ricci, ottimo fustigatore di tutti e quindi di nessuno.
E’ la falsa stupidità che permette di manovrare una platea come un predicatore in una sala piena di invasati, o come un talebano in un campo di addestramento di kamikaze. Tieni il popolo ignorante e lo governerai come meglio credi. Come dicevano i nostri vecchi signorotti: al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.
Tags: Rai
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Mass media, Politica e democrazia
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luglio 09, 2009 by
Maurice
Si è accesa la luce rossa fuori dello studio Italia: silenzio, siamo in mondovisione. Tutte le telecamere delle tv estere e nazionali sono puntate sull’Aquila, dove il Gruppo degli 8 (G non sta per grandi, come vorrebbero i nostri) si sono trovati per una scampagnata in vista di Pittsburg dove in autunno si ritroveranno per decidere (forse) qualcosa.
Già, perché il G8 si svolge in un "paese – come profetizzava Lucio Fero qualche giorno fa – dove l’appunto alla scenografia, la non lode della messa in scena diventa un atto destabilizzante, politicamente destabilizzante. Quindi la gran parte dei media italiani si sentiranno investiti di una responsabilità e di un mandato “istituzionale” a raccontare che tutto è risultato grande utile e bello della tre giorni abruzzese. Sarà un racconto di trionfi e perfezione ‘a prescindere’”.
Il trionfo non sarà a favore degli italiani, ma di un solo uomo che ha salvato il mondo da non si sa cosa, indipendentemente che ci sia una certa persona, di nome Franco Frattini, che dovrebbe rappresentare l’Italia all’estero, tessere le fila di una politica internazionale, ma che al momento pare sia deputato solo a fare da parafulmine alle saette della stampa degli altri paesi, che non devono colpire la preziosa aureola di san Silvio.
Ha ben da dire Sergio Romano che "questa è l’occasione in cui gli italiani hanno interesse a ricordare che nei grandi incontri internazionali il governo, al di là di polemiche e vicende personali, piaccia o no, rappresenta l’intero Paese. Se ne esce a testa alta è una vittoria per tutti, se ne esce male siamo tutti sconfitti".
Vittoria di chi? Vittoria su cosa? Siamo stati i campioni del mondo tre anni fa, ma già ieri siamo stati buttati fuori dal torneo sudafricano. A prescindere dalla scampagnata abruzzese, l’Italia cosa sta vincendo? o almeno cosa sta tentando di fare all’estero in questo periodo per migliorare la sua economia ed i suoi interessi (suoi nel senso di tutti noi, non di qualche industriale e basta)?
Siamo il paese di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, ma forse che la Divina Commedia o le Quattro Stagioni di Vivaldi ci aiutano a far quadrare i bilanci in rosso delle aziende, o a far respirare un’aria di tranquillità con tutte le camicie verdi e nere che ci sono in giro?
Tra i tavoli del mio Bistrot non c’è un cliente, dico uno, a cui importi qualcosa dei frizzi e lazzi che si stanno raccontando nella caserma dell’Aquila. Qui importa di più, molto di più, il tempo che non vuole decidersi a rimettersi al bello stabile: anche oggi piove, governo ladro.
Tags: La7Raitv
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Mass media, Politica e democrazia
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giugno 28, 2009 by
Maurice
Dopo l’entrata in vigore delle nuove regole per l’informazione, questo Bistrot è riuscito ad avere in anteprima il primo servizio di notizie economiche che sarà trasmesso dai tg unificati.
"Stamani il gran Capo del Governo, on. Silvio Berlusconi,
nelle ubertose campagne dell’Agro Pontino ha passato in rassegna le migliaia di trattori impegnati nella raccolta del grano. Ai solerti e muscolosi italici in canottiera linda il gran Capo del Governo, on. Silvio Berlusconi – che per l’occasione si riparava la preziosa fronte con un panama, dono del capo di governo sudamericano, l’amico Chavez – ha ricordato che "il loro indefesso sforzo è riconosciuto da tutto il popolo per il sostentamento delle madri italiane e dei figli di questa terra" per la costruzione di un’Italia prima fra i primi.
"A bordo dell’ultimo modello d’auto – uscita dalle italiche officine – il gran Capo del Governo, on. Silvio Berlusconi, ha poi raggiunto i pescatori di Anzio sul bagnasciuga del litorale tirrenico. Qui ha voluto salire su un peschereccio della nazional flotta e, una volta al largo, ha gettato Egli stesso le reti nel sacro mare.
Solo dopo pochi minuti il gran Capo del Governo, on. Silvio Berlusconi, ha provveduto con le sue miracolose mani ad issare a bordo le reti, ricolme di ogni varietà di pesce che servirà a sfamare le famiglie italiane, applaudito da migliaia e migliaia di persone accorse sul molo.
"Il gran Capo del Governo, on. Silvio Berlusconi, si è quindi intrattenuto brevemente in un ristorante dove ha avuro parole di elogio con le maestranze del locale. "Il vostro lavoro – ha proclamato il gran Capo del Governo, on. Silvio Berlusconi – riempie d’onore e d’orgoglio le italiche genti impegnate in tutto il mondo per la salvaguardia della gloriosa cucina italiana", promettendo che in un prossimo gran Consiglio dei Ministri farà approvare un decreto che stabilisca l’obbligatorietà dell’uso del pomodoro San Marzano per la passata casalinga. Sarà anche liberalizzata la produzione della stessa passata in numero di 5 chili, per esclusivo uso familiare.
"Nel frattempo il Ministero dell’Economia ha reso pubblici i numerosi successi della grande manovrina d’estate: la premiata Ditta Fratelli Manente ha prodotto lo 0,5% in più di portachiavi in nichel, destinati all’esportazione, mentre le Tessiture Riunite di Prato e Biella hanno approvato un bilancio lusinghiero, ben al disopra dei dati provenienti dalla concorrenza senegalese".
Il notiziario economico termina con le previsioni del ministro per l’agricoltura, on. Zaia, previsioni condivise dal gran Capo del Governo, on. Silvio Berlusconi: "Anche quest’anno, grazie al forte impegno dei produttori padani, la razza frisona attesterà la produzione di latte sopra i livelli europei. I nostri rappresentanti a Bruxelles sono già allertati per tutelare la produzione nazionale contro i taroccamenti del latte provenienti dai paesi dell’Unione Sovietica".
Tags: crisipubblicitàRai
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Mass media
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giugno 19, 2009 by
Maurice
Non date pubblicità ai media disfattisti: così aveva ordinato il padrone di Mediaset (ed incidentalmente anche capo del governo) ai giovani industriali riuniti a S.Margherita Ligure.
Ad onor del vero non c’era bisogno dello spot pubblicitario, visto che mentre Rai-Sipra ha perso il 20,4% del gettito pubblicitario, Pubblitalia-Mediaset si è attestata su un migliore -10,53%.
Merito dei programmi migliori sul Biscione o di performances migliori sull’Auditel? Tutt’altro, perché Mediaset da gennaio ad aprile ha perso costantemente nei confronti della tv "pubblica" sia in numero di telespettatori sia in gradimento.
Non è neppure colpa della crisi che colpisce tutti indistintamente. E’ solo merito dei vendors pubblicitari che si ingraziano il Potere.
Papi ci ha insegnato la strada, perché non approfittarne? Seguiamo il suo esempio: non investiamo più in Mediaset. Che, tradotto per noi poveri sudditi, significa boicottiamo Rete4, Canale 5 e Italia 1, e tutti i prodotti pubblicizzati su queste reti.
Non si tratta di abolire dal mercato Mediaset (che oltre che impossibile è anche improponibile) ma di usare le regole del mercato.
La mia idea ha trovato subito l’entusiasmo di Fiordisale, ma l’idea è vecchia. Una lunga ricerca su FB (mi sono fermato a pagina 24) mi ha fatto scoprire che gruppi del genere – ma anche di segno opposto, per par condicio – ce ne sono già a dozzine.
Linko i più significativi:
Si tratta allora di raccogliere tutte le forze, fare un unico grande gruppo e creare consenso. Qualcuno ci sta?
Tutti insieme appassionatamente contro gli interessi di papi. (E dato che ci siamo, estendiamo il boicottaggio anche a TG1 e TG2).
Tags: pubblicitàRai
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Economia