Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0



La cucina burlesque 1

Posted on dicembre 12, 2011 by Maurice

Non ditemi che non l'avete mai fatto in cucina, da soli o in compagnia. E perché è uno dei luoghi più frequentati durante la giornata casalinga, e perché vi si possono reperire molti stimoli. Ovviamente parlo della cucina di casa, perché quella professionale è tutto un capitolo diverso.
Guardando la Benedetta ed i suoi menu mi vengono spesso dei pensieri perversi, da quando entra dalla porta e con malizia la telecamera inquadra le sue gambe, a quando si piega per comporre il piatto e la regia zooma sulla scollatura. Non parliamo poi se indossa un paio di jeans attillati. Siamo oltre la cucina? siamo già alla cucina sexy?
"In questo momento – spiega Piero Chiambretti – l’erotismo di una carota tagliata dalla Parodi probabilmente è superiore a Rocco Siffredi sotto la doccia. Quindi c’è probabilmente un desiderio da parte degli italiani di godere partendo dalla gola".
Il discorso è analogo se visto con occhi femminili. Dove lo chef è uomo, viene richiesta l'altrettanto bella presenza: giovane, piacente, ammiccante alla Jamie Oliver, oppure maturo e focoso alla Gordon Ramsay. Basta andare un po' indietro con il tempo allo spot di Borghese in vestaglia da camera (In cucina con Ale) ed abbiamo il massimo del connubio cucina e sesso.
Sarà il fascino della divisa, sarà quel che sarà, aspettando Vissani che il 22 gennaio parta su La7, mi viene una domanda che giro agli autori dei programmi della cucina in tv: a quando la cucina burlesque?

Quando uscirono i primi videoclip musicali pensai a come certe cantanti avrebbero potuto sfruttare il loro lato sexy per interpretare le loro canzoni. Non è passato molto tempo e ci siamo arrivati: da Lady Gaga a Madonna, ormai il sextape musicale è prassi.
Mi immagino allora la cucina di mezzanotte, con la Benedetta Parodi di turno in guepière ed autoreggenti che spiega la carbonara. Ci arriveremo?

In due sotto le lenzuola 6

Posted on agosto 04, 2011 by Maurice

Scriviamo di sesso? Facile a dirsi, più difficile farlo. L'idea è nata da un post di Giuliana, seguita da commenti come da copione, da nuovo post, e da elucubrazioni notturne se, come e perché farlo.
90Abbiamo scoperto l'acqua calda: lo stesso argomento, trattato da un uomo o da una donna, assume dei riflessi totalmente diversi. Giuliana parlava di biancheria intima, di una sua esperienza d'acquisto che si è trasformata in un'esperienza di vita. Se ne avessi parlato io, e gli argomenti non mi mancano, dicevo che sarei passato per il solito maschio sessuomane (avrei anche potuto aggiungere maschlista, maniaco, vecchio bavoso, pervertito, e tutta la liturgia con cui noi – maschietti anche non maliziosi – veniamo etichettati quando affrontiamo certi argomenti).
Mi sono chiesto allora: perché non parlare di "certe cose" dai due differenti punti di vista?
Già cominciamo  col girarci attorno. "Certi argomenti", "certe cose". Saremmo in grado di usare tranquillamenti le parole sesso, vagina, pene, orgasmo, masturbazione, e tutto il resto, con naturalezza, senza peli sulla lingua, ma anche senza offendere il comune senso del pudore e senza dover mettere il disclaim di accettazione preventiva prima di entrare nel blog?
Lo spazio c'è. Su Blogitalia ho fatto una piccola ricerca: su 138.934 blog quelli dedicati all'erotismo sono appena 3.124, al quart'ultimo posto come categoria. Dopo aver scorso tre pagine di siti ho dedotto che si tratta più che altro di blog porno, infarciti di immagini, webcam e webchat; nessuno che affronti la materia in modo serio, che non vuol dire serioso, perché sul sesso si può fare anche dell'ironia, soprattutto quando si leggono certe ricerche "scientifiche".
Si tratta di capire se c'è una buona ragione perché due persone perbene, sposate con prole, distanti qualche centinaio di chilometri  ed un paio di decine d'anni l'una dall'altra, in tutt'altre faccende affacendate nella vita quoatidiana, debbano impegnarsi in un'avventura che comunque porta via del tempo. La risposta è che di sesso di parla poco e male – qualcuno dice che si fa ancora meno, ma questo è un altro discorso – e quando se ne parla lo si fa citando l'amico/a che ha detto, come se fare l'amore fosse qualcosa di differente dal mangiare, il bere, il dormire o accomodarsi in bagno.
Come tutto il resto anche il sesso, nel corso di questi ultimi decenni ed anni, è cambiato. Nella legge e nel costume. Come? Questo è un bel modo da analizzarlo in un blog. Sono più liberi, felici, appagati i nostri figli o noi alla loro età? Se i problemi sono gli stessi, come li abbiamo affrontati noi e come li affrontano loro? Stiamo tornando ad una società di bacchettoni (quella dei nostri genitori, per capirci) o la rivoluzione sessuale degli anni '60 ha lascito qualche traccia? Fedeltà o libertà? Matrimonio o convivenza?
Gli argomenti ci sono, tantissimi e stimolanti. Per noi che ci piacerebbe trattarli e per i nostri lettori/lettrici a cui spetta il compito di commentarli, approvarli, confutarli, portare le loro esperienze.
"Sotto le lenzuola" potrebbe essere un bel titolo. Forse ci proviamo.

Lo scandalo dei preti non sposati 4

Posted on aprile 15, 2010 by Maurice

Guai al mondo per gli scandali! Perché è necessario che avvengano gli scandali, ma guai a quell’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Dice Cristo, come riportato da Matteo (18,7). A mia memoria la Chiesa Cattolica ed il Papa in persona mai sono stati così sotto accusa come oggi per lo scandalo dei preti succubi della pedofilia.
San PietroIl versetto di Matteo mi è tornato in mente ripensando a quanto sosteneva il mio amato cappellano di gioventù, don Aldo, a proposito dei preti sposati. Perché, nel dibattito sulla pedofilia e sulla sessualità di chi ha fatto promessa di castità si è inserito anche il tema del matrimonio dei sacerdoti, come se "l’astinenza dalla carne" adulta possa di per sè portare all’orrendo peccato sui bambini.
Però è un bene che sia venuto fuori anche questo tema.
Don Aldo ricordava la parabola del signore che aveva preparato una cena sontuosa ma alla quale non si erano presentati gli invitati. Perciò mandò i servitori agli angoli delle strade per invitare alla mensa del signore gli storpi e gli zoppi. Esegesi della parabola: quando non ci saranno più persone disposte ad accettare la sacra ordinazione in cambio del voto di castità, anche la chiesa dovrà chiamare gli storpi e gli zoppi (sposati e divorziati) per coprire i vuoti.
Sarà così. La lentezza ai cambiamenti nella chiesa non ha pari neppure in natura, dove anche una sequoia arriva alla maturazione in un secolo, ma prima o dopo – spesso molto dopo – anche la chiesa ci arriva. Il celibato, oggi obbligo, si fa per dire, sarà una scelta, e non scandalizzerà nessuno se in canonica, oltre al parroco, ci sarà anche la moglie legittima. Molto meglio dell’amante clandestina (non nel senso leghista del termine) o del bambino vittima del deviato in tonaca.
Purtroppo la chiesa ha scambiato il mistero della fede con la copertura del segreto. Se è vero che non possiamo dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio, è altrettanto vero che tutto il resto non può essere un mistero. Oggi più che mai la chiesa ha bisogno di un papa Gorbachev, di una perestroika che dipani i tanti veli che la avvolgono, dalle collusioni col potere politico di turno alle partecipazioni ai loschi affari di certe congreghe che di comunione o di liberazione hanno ben poco.
Ben vengano dunque gli scandali, come quello sulla pedofilia. La Chiesa dei martiri ha bisogno di una quaresima se vuole risorgere ad una nuova Pasqua: se il messaggio evangelico trova il suo fondamento in Dio, Egli non permetterà alla sua Chiesa di evaporare per l’insipienza dei suoi uomini. In caso contrario aveva ragione Carletto, che è tutto oppio per i popoli.

Maschietti di tutto il mondo, unitevi! 1

Posted on marzo 18, 2010 by Maurice

Il sesso debole? Quello maschile, non c’è dubbio, checché ne dicano le nostre amate donne, brave solo a lamentarsi. Questo è quanto è emerso da una ricerca pubblicata sul Telegraph, promossa dal brand Dove ed effettuata su un campione di mille uomini inglesi ma, affermano, estensibile a tutto l’occidente.
2802733343_06628081fa_bL’85% dei mariti porta fuori le spazzature, l’80% porta la spesa, il 75% è responsabile di frigo e freezer che rifornisce settimanalmente. Ogni settimana i maschietti dedicano 13 ore ai lavori domestici e 6,9 alla cura dei figli. Tutto questo senza lamentarsi e – lo afferma il 60% degli intervistati – senza che il loro impegno venga riconosciuto dalla partner.
Il prototipo del maschio che "in casa non sparecchia" è in via di estinzione, afferma Paul Connell, brand manager di Dove: non a caso già in molte pubblicità l’uomo appare con il grembiulino, anche se il cliché è ancora quello della presa per i fondelli, l’altra faccia della medaglia della donna-oggetto.
In Italia "questo archetipo è un po’ più duro da combattere – scrive Emanuela Di Pasqua – ma i dati dell’indagine Istat del 2009 sono significativi, pur riguardando solo i giovani: un maschio su due si fa il letto, il 48, 3 per cento apparecchia e sparecchia e il 54,8 per cento riordina le proprie cose". E perché non sono venuti a casa mia a vedere quando stiro, faccio le lavatrici, cambio le prese o le guarnizioni del water, stendo il bucato, lavo i piatti o annaffio le piante.
Il maschio,però, non sta affatto bene: "ben più ragazzi – afferma il professor Matthias Franz – che non ragazze (60 su cento) interrompono gli studi. Le donne in media vivono 5 anni più a lungo. Sanno condurre una vita più sana, indulgono meno dei maschi ai malsani piaceri di fumo, alcol e droghe, sono colpite più raramente da infarto o altre malattie cardiovascolari. A scuola e nelle università sono più brave, si applicano con più concentrazione, e con idee più chiare su cosa vogliono fare da grande".
Non parliamo, poi, dei rapporti affettivi: il sociologo Gerhard Amendt osserva che "persino sul futuro della coppia non sono più loro, i tradizionali ‘capofamiglia’ da secoli, a decidere. Il più delle volte è la donna a scegliere il divorzio o la fine della relazione", così come sono loro – aggiungo io – a sceglierci come compagni di una sera o di una vita.
La situazione è talmente ribaltata che in Germania pensano ad un garante per le pari opportunità maschili, come è già successo nei paesi nordici. Da noi questo problema non si pone, almeno fino a quando le escort si trovano abbondanti (350 alla volta!) ed a buon mercato, per chi può pemettersele.

Sesso, sesso, ma quando? 1

Posted on marzo 13, 2010 by Maurice

Nun ce ne po’ fregà de mmeno, sembra la conclusione dello studio avviato dall’Università di Chicago e pubblicato sul British Medical Journal, che ha introdotto la misura “speranza di vita sessualmente attiva”, ripreso da Blitz Quotidiano.
1324139856_413eaa3eceSe l’uomo e la donna – pare – sono diversi, lo sono anche su sesso e sue applicazioni. Mentre l’uomo ce l’ha sempre lì (sulla fronte), alla donna sembra che non gliene importi più di tanto, dati alla mano. I maschietti "a 55 anni mediamente hanno ancora 15 anni di attività sessuale davanti a sé, mentre le coetanee meno di 11 anni". Non solo, perché "quando un uomo di 55 anni è in buona salute, può aggiungere altri 5-7 anni ai 15 che gli “spettano” di default, mentre lei al massimo ne aggiunge 3-6".
Facciamo due calcoli.
Un maschio ha un’"aspettativa" media di vita sessuale fino a 76 anni, mentre la sua compagna fino a 70 e le bene così. Domanda: che si fa – parlo da maschio – in quei 6 anni di differenza? Il problema è risolto se si sceglie una partner più giovane, sennò…
Tutto questo in linea teorica. Altri studi consolidati danno la "maturità" sessuale nella donna dopo i 40 anni e quindi il periodo del massimo godimento per un uomo sarebbe limitato a 30 anni, tutto questo prescindendo da astinenza ciclica e post parto, emicranee, Grande Fratello, giornate faticose, malattie infettive dei figli, colloqui di lavoro del giorno dopo, stasera no perché sono a metà del ciclo, urca non ho preso la pillola, è un momentaccio e non mi va, non è mica sabato oggi.
Strucca strucca, quanto rimane? e soprattutto cosa rimane?
Un altro studio rivela che nella metà dei casi la donna "finge" l’orgasmo, tanto l’uomo – normalmente rincoglionito, ma ancor più in quel momento – non se ne accorge. Male per le donne, che arrivano "(e qui la percentuale è addirittura una su cinque) a immaginare di fare sesso con un uomo diverso dal partner". Ma ditelo, buon dio, che fino a 76 anni non c’è problema e siamo sempre disponibili ad aiutare il prossimo.
Il rimescolamento delle carte però non avviene, così ci si gira dall’altra parte, e buonanotte ai suonatori.
"È sostanzialmente un problema di comunicazione – ha spiegato, infatti, un portavoce dell’azienda che ha finanziato il sondaggio in Inghilterra al londinese «Daily Mail» – e le donne dovrebbero sforzarsi di parlare di più con i loro uomini, per spiegare loro cosa davvero vogliono e, soprattutto, come raggiungerlo".
Provate a dirlo a vostra moglie (o a vostro marito): amore, mi piacerebbe tanto farlo con Belen (o col salumiere). Vedrete cosa succede, a qualsiasi età.

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