Come i moschettieri 5
I miei figli mi dicono che sto diventando vecchio perché mi piace Extreme Makeover. Dicono che quando si diventa vecchi si diventa sentimentali. Se fosse per questo sono vecchio da molto tempo, perché mi commuovo a rivedere per la ventesima volta Message in the Bottle o a sentire l'Inno nazionale.
Però un po' hanno ragione.
Ho avuto la fortuna di avere tutta la famiglia riunita dopo molti anni per le festività appena passate.
Un giorno ci siamo trovati mio figlio ed io attorno ai fuochi della cucina, mentre in sala imperavano le donne di casa: moglie, figlia e quasi nuora. E' stato il giorno più importante di tutte le vacanze, come incasso ma anche per l'affiatamento dei e tra i reparti, la coordinazione, l'allegria, l'entusiasmo di tutti. In quel momento ho assaporato il sogno che vorrebbe ogni genitore: un'azienda dove lavorano le diverse generazioni, ognuno con il suo compito, come i moschettieri.
Ma è stato solo un sogno. La figliola ha già ripreso il suo tirocinio universitario, il figlio domani ripartirà per Parigi, con il suo carico di progetti per aprire il suo ristorante con la sua compagna in terra francese. A noi lasciano il magone. C'est la vie.
Se di vecchiaia vogliamo parlare, questa la possiamo misurare in altro modo.
Mio figlio mi ha portato un bel po' di idee e di ricette che ha sviluppato in questi anni. Lo invidio. Invidio il suo entusiasmo, quello che avevo anch'io fino a non molto tempo fa. Oggi, forse anche a causa della sberla che ho preso la notte di Natale, mi sento stanco. Dentro. Basta un attimo per non esserci più, per gettare al vento anni ed anni di lavoro e di progetti. E le prospettive del mondo esterno sono anguste, grigie.
Spero di tener duro fino a vederli realizzare i loro progetti, i loro sogni. In ogni caso qualcosina di me ci sarà comunque.



















