Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0



Ciao, ciao, guidina /2 5

Posted on settembre 22, 2011 by Maurice

Ritorno sull'argomento del post precedente, incalzato dal blog di riferimento, perché non è vero che i ristoratori sono lettori muti (forse non ci va di mescolarci con chi ci detesta a prescindere, ma questo è un altro discorso).
Papero Giallo dà una sua visione di quella che potrebbe essere una Zagat all'amatriciana, idea non nuova su quel blog (caro Petrini, ti seguiamo, ti seguiamo, anche se non commentiamo; sarebbe bello sapere invece se avviene anche viceversa, ma questo è un altro discorso ancora).

Compresseur pour pneu MichelinVa tutto bene, basta provare e magari cambiare se qualcosa non va. Certo, che se mi metto io a recensire ristoranti, nessuno mi cala, esclusa qualche decina di lettori affezionati; se lo fa Petrini sicuramente ha successo perché… l'ha detto Petrini (e questo non è un altro discorso, ma il solito vecchio discorso).

Se crediamo nella "democrazia" del web, tutte le indicazioni per una guida 2.0 vanno bene. Come dicevo nell'altro post, anche noi cuochi e ristoratori dovremo fare i conti con la nuova democrazia partecipativa e prendere le nostre contromisure. Magari – come suggeriva Dario nei commenti – assoldare una claque nel caso le cose si mettessero male.
Non ci sarebbe da scandalizzarsi, visto che oggi potenti brand possono permettersi pagine di pubblicità a pagamento sulle guide che segnalano il ristorante collegato alla proprietà.

Va tutto bene quello che dice Bonilli, ad eccezione di una sola cosa: "Una piccola e ben munita redazione centrale controlla, smista, chiede, boccia, investiga".
Qui cade l'asino. Sono buono: non penso che il direttore pensi ad una forma di censura redazionale. Al limite gli passo per buona una censura sulle forme delle recensioni e dei commenti: se qualcuno dovesse recensirmi con le parole "fa schivo", "fanno un cibo di merda" o "in cucina c'è un testa di cazzo che si dà arie da cuoco", mi incazzerei come una belva ed attiverei l'avvocato contro chi l'ha scritto e chi l'ha pubblicato. In questo senso va bene un minimo di filtro.
Ma non vorrei che la "piccola e ben munita redazione centrale"  facesse passare solo le vacche bianche, lasciando fuori del recinto quelle nere. E' già successo sulle guide cartacee e nulla vieta di pensare che possa succedere sul 2.0.
Pensiamo, per esempio assurdo, che cominciassero a piovere cateratte di commenti negativi contro Bottura o Alajmo. Passebbero? Ho qualche dubbio. Ma staremo a vedere.

Grazie, Gordon 1

Posted on marzo 03, 2011 by Maurice

E' partita la prima di una serie di iniziative che sto mettendo a punto e che ci impegneranno da qui al prossimo autunno. Obiettivo: ridare nuovo impulso al ristorante per superare questa crisi interminabile, visto che dall'esterno – leggasi: governo – non arriva un minimo segnale di aiuti alla ripresa.
gordon-ramsay-8Ieri sera c'è in sala una serie di tavoli interessanti, ne approfitto per lanciare il nostro sondaggio interno. Giro tra i tavoli per affabulare un po' con i clienti, tutti simpatici, ai quali illustro l'iniziativa. Accettano volentieri ed ottengo molte schede che deposito nell'urna. In che consiste la mia idea?
E' raro che un cliente faccia degli appunti al titolare su qualcosa che non va: non lo fanno spesso sui piatti, figurarsi se dicono che la cameriera è antipatica o puzza. Così ho messo giù una griglia di domande che spaziano dall'ambiente al servizio e alla cucina, per concludersi con un giudizio complessivo, il tutto ovviamente in forma anonima. Una ventina di domande che mi serviranno per individuare alcuni punti critici.
Mi ha fatto piacere il commento che ha fatto un cliente: non c'è quasi nessuno che si metta in discussione. Per me, invece, è una formazione mentale.
Quando qualcosa non va, il primo pensiero è dove ho sbagliato. Per me è imperativo prima di tutto cercare le cause dentro di me o nel mio operato; solo dopo un accurato esame di coscienza passo a considerare le cause esterne. Il più delle volte dipende da queste, ma non è sempre detto.
Così è nata l'idea di allestire un sondaggio tra i clienti perché – come dicevano ai corsi di formazione – mai presumere, sempre chiedere. In mancanza di Mannheimer e di Piepoli (erano occupati su altri fronti) ho fatto tutto da solo. Non si tratta di una statistica scientifica, è ovvio, ma potrà darmi delle preziose indicazioni su dove intervenire. Il come sarà una conseguenza.
Ancora una volta devo ringraziare Gordon Ramsay e Real Time: ogni puntata è preziosa per un suggerimento, un'idea, un input per migliorarmi, e questo sondaggio è involontariamente figlio dello chef inglese.
Mi sono posto un traguardo: alle cento risposte chiuderò il sondaggio. Adesso vado a preparare gli strumenti per elaborare i dati. Non si sa mai che a gioco ultimato pubblichi i risultati.
 

Il più amato dagli italiani 5

Posted on settembre 17, 2010 by Maurice

Perché Obama ha vinto? Fra le altre cose perché è fascinoso, nell’aspetto, nell’eleganza, nel portamento, nel sorriso, nei discorsi. Volendo fare gli onesti – perché basta raccontare bugie per occupare il potere per 16 anni – occorre oltre a tutto il resto (idee, proposte serie e valide e condivise) anche l’aspetto.
MontezemoloProdi era troppo pacioccone, Fassino troppo denutrito, Ferrero troppo anonimo, Veltroni troppo bonaccione, Rutelli troppo chierichetto, D’Alema troppo 007, Vendola troppo frichettone, Turco e Bindi troppo poco charmant, Finocchiaro troppo donna, Bersani troppo impiegato del catasto.
Ora, secondo i sondaggi di Pagnoncelli, il più amato dagli italiani come futuro presidente del Consiglio è Luca Cordero di Montezemolo (53%), più di Gianfranco Fini (51%), di Emma Marcegaglia (49%), di Nichi Vendola (47%), di Mario Draghi (47%), di Pier Luigi Bersani (45%), di Pier Ferdinando Casini (41%) e infine di Silvio Berlusconi (41%).
I suoi punti deboli? Avere successo, aver dimostrato di valere, non essere tesserato a nessun partito. Questo soprattutto, ai tempi in cui bisogna essere contro sempre e comunque, non va giù.

Curatelo, è malato 1

Posted on settembre 13, 2010 by Maurice

Veronica Lario aveva detto più di un anno fa: “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene”. A vedere le immagini di Silvio Berlusconi alla festa dei giovani del Pdl ad Atreju sono tornate in mente le parole dell’ex first lady della politica italiana.
Cosa è successo al premier? Così gonfio in faccia, non grasso ma gonfio, con quegli occhietti piccoli che si perdono dietro le palpebre a fessura, il volto tirato quasi si sia sottoposto ad un lifting (dei peggiori), non l’avevamo mai visto. Sembrerebbe alcolizzato, o tiroideo, o affetto da malattie non lievi. O è l’effetto degli ultimi sondaggi. Seriamente, curatelo.

Berlusconi ad Atreju (Repubblica)

Gli specchi magici degli yesman berlusconiani 1

Posted on agosto 02, 2010 by Maurice

A leggere i primi sondaggi dopo la cacciata dal paradiso delle libertà e del fare e dell’amore, c’è l’impressione – e non è solo di oggi – che Berlusconi sia un farlocco, e si sia attorniato di yesman o incompetenti o che per prassi lo prendono per i fondelli. Intendiamoci: la colpa è solo sua se si affida, per esempio, ad un "consulente" legale come Ghedini che una ne pensa e tre ne sbaglia.
A poche ore dall’editto del Politburo di palazzo Grazioli il cavaliere ora ammette di aver fatto i calcoli sbagliati: "I finiani? Li credevo di meno". Ora starà leggendosi i numeri della fida Alessandra Ghisleri, la sua sondaggista preferita, che proclama che "Fini, da solo, può contare su una percentuale di voti che oscilla tra l’uno e il tre per cento dei voti. In alleanza col centosinistra varrebbe tra l’uno e il due per cento", mentre i più seri Crespi e Mannheimer lo danno tra il 7 e il 12%.
Peacock With Mirror BallE’ quello che succede quando il condottiero non vuole sentire ragioni: chiunque gli sta attorno si guarda bene dal contrariarlo, e gli fanno vedere quello che Lui vuol vedere. In questo Fini ha un’ulteriore colpa (o merito): aver spezzato lo specchio incantato del sovrano, riportandolo alla dura e cruda realtà del dissenso interno, del confronto politico, al dibattito parlamentare sui veri temi di interesse generale, alla centralità delle Camere dove si consumerà quello che molti definiscono già un Vietnam.
Su questo Berlusconi non ci sta, non essendoci nella sua mentalità uno spazio per il confronto con chi la pensa in maniera diversa. Tanto che, a mano a mano che passano le ore dalla cacciata dal paradiso artificiale, sempre più voci si levano in favore di elezioni anticipate (ma non aveva i numeri per governare altri tre anni?).
Ora, prevedere cosa succederà nel quadro politico è come giocare al superenalotto. Vediamo alcune cose certe.
Fra qualche giorno si va alle ferie parlamentari, quindi c’è il timeout dove ogni partito metterà a punto la strategia. Alla ripresa di settembre il governo non cadrà e la navigazione durerà finché Futuro e Libertà – il nuovo gruppo dei finiani – non metterà il bastone fra le ruote di qualche legge cara a Berlusconi (processo breve, ad esempio) ma non agli espulsi.
Nel frattempo si va alla conta anche in periferia con possibili ribaltoni qua e là, ma finché c’è Berlusconi il PdL tiene. Prima o poi, o per un voto di fiducia contrario o per una manifesta impossibilità di governare, il premier salirà al Colle a rimettere il mandato. Come da prassi costituzionale il Presidente conferirà uno o più mandati, ed è qui che c’è il grande punto interrogativo: riusciranno le opposizioni (includendo in questo caso anche Fini) a trovare un accordo minimo per un governo a tempo, come furono Dini ed Amato? Potrebbero, per esempio, trovare un’intesa sulla riforma della legge elettorale e poi andare al voto?
Al momento attuale pare di no. Di Pietro è per il voto anticipato, gli altri no. Casini vuole il proporzionale con le preferenze, al PD sta bene il maggioritario. Potrebbero trovare un accordo temporaneo sulle preferenze, in modo da scalfire il controllo di Berlusconi sui parlamentari, ma è tutto da vedere: in questo caso non servirebbe un nuovo governo, ma basterebbe un ddl di iniziativa parlamentare, votato da tutta l’opposizione, per cambiare la porcata calderoliana.
Sui tempi più lunghi l’azzardo è ancora maggiore ed entriamo nel campo dell’astrologia e delle speranze (o dei timori, a seconda del punto di vista). Meglio fermarsi qui.

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