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marzo 23, 2011 by
Maurice
Il popolo giapponese, nel recente disastro che l'ha colpito, ha dimostrato tutte le migliori caratteristiche del suo carattere – dignità, compostezza, ordine, disciplina – quelle doti che ne hanno reso famosi i piloti arei durante l'ultima guerra mondiale, i kamikaze, e il rito del harakiri (sarebbe più esatto dire seppuku) con cui i samurai si toglievano la vita.
Nonostante questo sembra, almeno per la nostra stampa, che in Giappone stia crollando il mondo – mi si passi la pessima iperbole – perché il governo ha proibito il latte e le verdure risultate contaminate dalle radiazioni atomiche della centrale di Fukushima. Sinceramente non capisco dove stia il problema.
Quando la nube di Cernobyl arrivò dalle nostre parti, non servì nessun ordine dall'alto per bloccare il consumo di ortaggi e la raccolta dei funghi nei nostri prati; bastò un po' di informazione per allertare l'opinione pubblica e far scattare il buon senso dei cittadini. Credo che in Giappone una buona campagna stampa, unita magari a qualche provvedimento e a dei controlli severi nei mercati e nei negozi, possa eliminare ogni pericolo di contaminazione alimentare sugli abitanti.
E' ovvio che questo comporterà un danno all'economia nazionale, ma un paese che è abituato a pagare cifre esorbitanti per importare tonni e balene può benissimo sopportare anche i costi per l'importazione (temporanea) di frutta, verdura e tutto quell'altro che serve. Dov'è il problema?
Il Giappone ha 76 mila km quadrati in più di superficie rispetto all'Italia, come dire che se saltasse in aria il reattore nucleare di Arcore (si fa per dire) anche le arance di Sicilia sarebbero contaminate. Possibile che tutta l'isola di Kyushu, la parte meridionale del paese, produca solo telefonini e schermi al plasma? Ci sarà pure un po' di agricoltura da mandare al nord.
Se queste argomentazioni non vi hanno ancora convinto sugli scenari da fame che riserva il nucleare – lungi da me il difenderlo – sappiate che fra oggi e domani è in arrivo da noi la nube radioattiva. Premunirsi con mascherine e scafandri.
Tags: alimentazioneGiapponeterremoto
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Attualità, Diete e salute
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marzo 17, 2011 by
Maurice
Non si può che condividere lo sdegno di Consumazione Obbligatoria: non ci sono giustificazioni per le parole pronunciate dalle associazioni di categoria fiorentine sui danni economici che il disastro giapponese produrrebbe all'economia del capoluogo toscano.
Non ci sono giustificazioni morali: di fronte ad una catastrofe del genere con 25 mila probabili persone morte – non vacche impazzite o polli infetti, ma persone, persone che erano vive come tutti noi! – nessuna considerazione conomica è pensabile aldilà della tragedia.
E' comunque significativo di quali siano i valori della società attuale: denaro, denaro ed ancora denaro, indipendentemente da quello che avviene appena fuori dal nostro orticello che definiamo sempre più globalizzato. Il ragionamento, intendiamoci, non è appannaggio esclusivo dei fiorentini ma di tutto il mondo: i sacri mercati finanziari hanno "penalizzato" – ma per che cosa? – la borsa giapponese con una ripetuta perdita a due cifre nei giorni immediatamente successivi al terremoto.
Ma accettiamo pure la squallida sfida pecuniaria dei "bottegai" fiorentini. Nel loro ragionamento vi è una macroscopica miopia di analisi socio-economica e di matematica. Il Giappone consta di oltre 127 milioni di abitanti; è probabile che sotto le macerie ed i detriti siano rimaste sepolte 25 mila persone, cioè lo 0,02 % della popolazione. In percentuale il danno che potrebbe subire l'economia toscana potrebbe essere di 49.212 euro, cioè una bazzeccola se distribuito su tutti i beneficiari. A meno che i turisti nipponici nella terra dell'Arno fossero tutti quelli scomparsi.
Conoscendo il carattere del popolo giapponese è invece probabile che da questa tragedia l'economia del Sol Levante ne esca ancor più rafforzata. Anche ammettendo che al momento ci sia qualche piccola ripercussione anche per noi, nel medio periodo è facile supporre un maggior impulso anche al turismo verso l'esterno. E soprattutto verso quei paesi che si sono dimostrati più sensibili al loro dramma.
Tags: Giapponeidiozieterremototurismo
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Attualità
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marzo 15, 2011 by
Maurice
Sappiamo tutti i benefici che lo iodio apporta al nostro organismo, soprattutto al nostro metabolismo controllato dalla tiroide, tanto che le autorità sanitarie nazionali e mondiali raccomandano l'uso del sale iodato in cucina.
Ricordo che da piccolino, per colpa di una infezione polmonare, mio padre mi portava in spiaggia alle cinque del mattino. Facevamo lunghe passeggiate solitarie sulla battigia, qualche bagno in mare (é da allora che ho imparato a nuotare), ma soprattutto lunghi e profondi respiri per inalare tutto lo iodio possibile, presente nell'aria in misura massiccia prima del sorgere del sole (o almeno così mi dicevano allora).
Non ho più avuto a che fare con lo iodio fino all'autunno del 1986, quando la nube radioattiva sprigionatasi a Cernobyl arrivò anche sulle nostre amate cime montane, contaminando tutto. Non è mai stato dimostrato, ma io ne sono stato sempre convinto: il mio amato Capo improvvisamente cominciò a manifestare sintomi inusuali che gli esami clinici portarono alla conclusione di una forma di ipertiroidismo.
Ripeto, nessun medico lo ha mai confermato, ma la relazione di causa ed effetto con la nuvola radioattiva per me è fuori discussione. Le patologie legate alla tiroide hanno una eziologia riconducibile ad una predisposizione genetica o a fattori ambientali dovuti alla carenza di iodio, ma il mio Capo non aveva nessun antenato affetto dal morbo di Basedow, né aveva avuto sintomi rilevanti prima di allora. Dopo la solita cura di Tapazole tutto è tornato nella normalità e non ci sono state più ricadute. Come volevasi dimostrare.
Tutto questo discorso per invitare i lettori di questo blog a rizzare le antenne.
Non sappiamo – e forse non ce lo diranno mai con esattezza – cosa sta succedendo in Giappone. Anche ieri nei dibattiti televisivi c'erano fior fiore di scienziati che sostenevano le rispettive tesi ideologiche sui reali pericoli (o meno) dei danni alle centrali nucleari provocati dal terremoto e dallo tsunami.
Se danni ci saranno, da noi non arriveranno domani o dopodomani, ci vuole tempo perché una nuvola incolore ed insapore faccia il giro del pianeta. Ma attenzione a sintomi nuovi: eliminate subito il sale iodato che non sempre fa bene. E rivolgetevi al medico: un esame del T3 e del T4 è semplice, indolore e preciso.
Tags: allarmeGiapponeradioattivitàsaluteterremoto
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Alimenti, Attualità
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gennaio 14, 2010 by
Maurice
Non restiamo indifferenti. Anche un piccolissimo (per noi) aiuto è importante per loro.
Il mio Capo ed io abbiamo deciso di devolvere, da qui a fine mese, una parte dell’incasso di ogni coperto a Medici Senza Frontiere per l’emergenza Haiti.
Ognuno si regoli secondo la propria sensibilità e possibilità.
Tags: aiutiHaititerremoto
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Attualità