Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0



Quanto conta la tv in politica? Molto, anzi niente 3

Posted on aprile 02, 2010 by Maurice

Grande o grandissimo merito del successo politico di Berlusconi è sempre stato imputato alle televisioni che possiede, alle reti cosiddette pubbliche ma occupate, ed ai giornali dichiaratamente proni. Lo scandalo di un partito-persona che possiede ed occupa gran parte dei mezzi di comunicazione è pari allo scandalo di un’opposizione che, quand’era al potere, avrebbe potuto risolvere il problema del conflitto di interessi e non l’ha fatto per sospetta non volontà.
Comunque sia, il voto di domenica e lunedì ha dimostrato che anche questo è un luogo comune.

tv

La Lega. Il partito di Bossi ha tre canali ufficiali di comunicazione di massa. Il quotidiano di partito La Padania di cui non si sa né la tiratura nè il numero di abbonamenti; poco male, perché qualche copia li venderà sicuramente, almeno per prendere i contributi dello Stato ladrone, ma che faccia opinione è molto discutibile. E’ il classico foglio di partito, per dimostrare che "anche noi ce l’abbiamo"
C’è un sito web collegato al giornale, ma non funziona, quindi è come se non esistesse.
Ma c’è anche una televisione, Tele Padania, (il sito è aggiornato al 10 gennaio!) che trasmette qualche ora al giorno su TeleCampione. Niente in tutto, quindi. Eppure ha piazzato due suoi uomini a presidenti di regioni di tutto rispetto. Ok, Zaia ha beneficiato di ogni trasmissione Rai sull’agricoltura con una o addirittura due interventi in un quarto d’ora, ma questo non basta a giustificare il suo successo elettorale.
Vendola, ma anche Emma Bonino che, anche se non ha vinto, è arrivata ad un soffio per sedere sulla poltrona di governatore. Entrambi non hanno certo sfruttato per ogni giorno di campagna elettorale cinque canali televisivi a diffusione nazionale né una schiera di quotidiani partigiani. La Bonino, poi, ha avuto contro anche i vescovi. Eppure.
L’astensionismo. Ha toccato il 35,81% (dati ufficiali del Viminale) a cui possiamo aggiungere 116.161 schede bianche o nulle, in netto calo rispetto alle precedenti tornate, segno che chi una volta esprimeva nella scheda il proprio disappunto, ora non si scomoda neppure per andare al seggio.
Eppure da tutti di tutte le parti c’è stato l’appello al voto: anche in questo caso tv e giornali non hanno inciso significativamente. Molto di più ha potuto il web, dove molti hanno fatto professione di astensionismo.

E’ il caso quindi di riflettere sulla presunta importanza della televisione come fattore determinante della scelta elettorale. Più importante, invece, sono i contenuti dell’informazione di massa. Non a caso Internet, almeno per un 30-40% (guarda caso: la stessa percentuale di astenuti) di italiani è la fonte principale di notizie, capace com’è di fornire tutto ed il contrario di tutto.
Per il resto non bastano due multe per divieto di sosta a Rai e Mediaset per avere un’informazione almeno corretta, se non imparziale. Si può fare propaganda elettorale anche silurando i giornalisti o i non allineati all’Isola dei famosi. Un giorno il governo di sinistra dovrà sciogliere questi nodi.

Il sol dell'avvenir 0

Posted on settembre 08, 2009 by Maurice

E’ solo una piccola soddisfazione personale vedere come le mie analisi collimano con quelle di politologici ben più famosi di questo chef sconosciuto (il mio post di ieri è andato in rete alle 24.01, quindi mi è stato impossibile copiare il compitino).
Ilvo Diamanti parla del nuovo partito-persona che tutto prende e tutto permea, cortecce cerebrali comprese. Ne consegue che un’opposizione dovrebbe trovare nuovi strumenti di lotta politica per risvegliare le coscienze e far aprire le palpebre ai "milioni di italiani lobotomizzati che lo votano a prescindere", come commentava ieri Marina.
1346560824_f45ca7925d_bMa un’opposizione in una "dittatura parlamentare" come la nostra (la definizione non è mia) quali strumenti ha a disposizione, quando le reti televisive ed i giornali sono per la quasi totalità in mano alla persona che con-duce il regime?

Per conoscere la verità occorre qualche strumento per diffondere questa verità. In questo momento resta Repubblica (a cui va dato il merito di non essersi piegata alle minacce), Sky e forse La7. Messi insieme, quanto possono incidere? Poco o niente, perché né Bossi né Gasparri né Gianni Letta né i loro compari che li votano cambiarenno mai opinione leggendo o guardando una fonte indipendente o leggendo qualche blog per il momento ancora libero.
Le opposizioni, che si chiamino PD o Idv o Udc, in questa situazione sono chiamate a fare testimonianza, nulla di più: qualcuno griderà più forte, qualcuno un po’ meno, ma tutto lì.
Gli extraparlamentari di oggi, dopo aver contribuito alla caduta dell’ultimo governo democratico, si cullano ancora sull’utopia della rivoluzione nel XXI secolo. Almeno una volta c’era chi tirava qualche molotov o gambizzava qualche avversario, ora si sono seduti in riva al mare ad aspettare che sorga il sol dell’avvenir.
A me prende lo sconforto a pensare che chi crede ancora nella vera democrazia può solo sperare, a questo punto, nella natura mortale: Augusto Pinochet andò al potere a 62 anni e controllò il suo paese fino a 83 anni. Stalin diresse l’Unione Soviatica per 31 anni, Mussolini per 20 e Hitler durò solo 12 anni perché tutto il mondo gli si rivoltò contro. Diciamo che una dittatura dura mediamente un ventennio.
2008-2028. Forse, quando il Padreterno lo chiamerà a sè a 92 anni, potrei essere ancora vivo per stappare una bottiglia di Ferrari Brut.

 

Balle romane 0

Posted on luglio 15, 2009 by Maurice

Non raccontiamo balle, anche se l’Italia è abituata ad ascoltarle tanto da non farci più caso. Quando poi ci si mette la televisione, pare che chiunque va davanti ad una telecamera abbia il lasciapassare di spararle, grosse e ancor più grosse: la tv come un notaio controfirma la panzana.
Più correttamente diciamo che spetterebbe al conduttore della trasmissione smascherare le panzanate che vengono dette dagli ospiti, siano essi un netturbino o il Padreterno. Purtroppo, nelle tv tutte i conduttori sono quelli che sono: anche dal vertice dell’Aquila ci si aspettava qualche fuoco d’artificio – almeno dai giornalisti stranieri – ma tutti si sono allineati e coperti in deferente silenzio.

In quest’afa incipiente alla mattina ci sono due soli programmi vedibili nelle tv analogiche, come la mia vecchia carretta situata in un angolo della cucina: Omnibus Live Estate e, a seguire, Cominciamo Bene Estate (un giorno ci spiegheranno che significato ha l’allungamento stagionale dell’etichetta).
Orbene ieri mattina su La7 si cazzeggiava sul caldo e gli anziani. Le solite menate trite e ritrite che sappiamo a memoria, chè sono le solite ogni anno (evitare le ore più calde per uscire, bere tanto, e via discorrendo, con tanto di illustri ospiti che magari saranno anche pagati per dire le cose più ovvie), come sull’influenza tra tre mesi o sulle allergie a marzo. Due meloni così, ma questo passa il convento.
Dicevo che ieri mattina a parlare di caldo ed anziani c’era anche la dottoressa Sveva Belviso (in un primo momento l’avevo scambiata per una escort di palazzo Grazioli – la mi scusi), nata a Londra, laurea in psicologia clinica con il massimo dei voti  – leggo nel suo curriculum – specializzata in psicologia giuridica e psicodiagnostica, master alla Luiss in discipline parlamentari, assessore ai servizi funerari del Comune di Roma grazie alle 3700 preferenze ottenute nella lista di Alemanno.

La dottoressa masterizzata ad un certo punto afferma che (prima ovvia declamazione di campagna elettorale) che "quando siamo arrivati non abbiamo trovato nessuna lista" di persone anziane bisognose di attenzione in caso di gran caldo e di gran freddo. Ed aggiunge (seconda ovvia proclamazione di programma elettorale) che stanno lavorando per avere un quadro esatto della situazione che sarà pronta il prossimo anno.
Fin qui si potrebbe obiettare: la solita menata di propaganda della destra, solito fumo per imbambolare le casalinghe di Montesacro. Ma, ragionandoci su, mi sono sentito offeso come persona dotata di sufficiente materia grigia.
La masterizzata vorrebbe dirmi che il comune di Roma non ha un’anagrafe centralizzata dove un ragazzo di seconda media non può inserire una query per sapere, nel giro di una decina di secondi, quanti sono le persone nate prima del 1939? O che il Servizio Sanitario della provincia di Roma in pochi minuti non risece a fare un DVD con la lista dei ricoverati degli ultimi 2-3 anni con più di 75 anni?

Signora Belviso, d’accordo che avrà a che fare con un elettorato imbecille che l’ha votata, ma prendere per i fondelli anche gli altri italiani è troppo. Sia seria: se non volete fare una pippa, faccia la cortesia di non andare neppure in televisione a sparar cazzate, come dicono a Parigi. Fa più bella figura, gliel’assicuro.

Silenzio, siamo in onda 0

Posted on luglio 09, 2009 by Maurice

Si è accesa la luce rossa fuori dello studio Italia: silenzio, siamo in mondovisione. Tutte le telecamere delle tv estere e nazionali sono puntate sull’Aquila, dove il Gruppo degli 8 (G non sta per grandi, come vorrebbero i nostri) si sono trovati per una scampagnata in vista di Pittsburg dove in autunno si ritroveranno per decidere (forse) qualcosa.
Già, perché il G8 si svolge in un "paese – come profetizzava Lucio Fero qualche giorno fa – dove l’appunto alla scenografia, la non lode della messa in scena diventa un atto destabilizzante, politicamente destabilizzante. Quindi la gran parte dei media italiani si sentiranno investiti di una responsabilità e di un mandato “istituzionale” a raccontare che tutto è risultato grande utile e bello della tre giorni abruzzese. Sarà un racconto di trionfi e perfezione ‘a prescindere’”.

Il trionfo non sarà a favore degli italiani, ma di un solo uomo che ha salvato il mondo da non si sa cosa, indipendentemente che ci sia una certa persona, di nome Franco Frattini, che dovrebbe rappresentare l’Italia all’estero, tessere le fila di una politica internazionale, ma che al momento pare sia deputato solo a fare da parafulmine alle saette della stampa degli altri paesi, che non devono colpire la preziosa aureola di san Silvio.

Ha ben da dire Sergio Romano che "questa è l’occasione in cui gli italiani hanno interesse a ricordare che nei grandi incontri internazionali il governo, al di là di polemiche e vicende personali, piaccia o no, rappresenta l’intero Paese. Se ne esce a testa alta è una vittoria per tutti, se ne esce male siamo tutti sconfitti".
Vittoria di chi? Vittoria su cosa? Siamo stati i campioni del mondo tre anni fa, ma già ieri siamo stati buttati fuori dal torneo sudafricano. A prescindere dalla scampagnata abruzzese, l’Italia cosa sta vincendo? o almeno cosa sta tentando di fare all’estero in questo periodo per migliorare la sua economia ed i suoi interessi (suoi nel senso di tutti noi, non di qualche industriale e basta)?
Siamo il paese di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, ma forse che la Divina Commedia o le Quattro Stagioni di Vivaldi ci aiutano a far quadrare i bilanci in rosso delle aziende, o a far respirare un’aria di tranquillità con tutte le camicie verdi e nere che ci sono in giro?

Tra i tavoli del mio Bistrot non c’è un cliente, dico uno, a cui importi qualcosa dei frizzi e lazzi che si stanno raccontando nella caserma dell’Aquila. Qui importa di più, molto di più, il tempo che non vuole decidersi a rimettersi al bello stabile: anche oggi piove, governo ladro.

Zzzz… zzzz 0

Posted on maggio 07, 2009 by Maurice

Aprile, primi giorni di bel sole, si può cominciare a lasciare le finestre aperte almeno nelle ore più calde. La stagione di mezzo tra l’inverno dello sci e l’estate delle ferie di massa. Vado a cambiare il menu. Avrei dovuto averlo già fatto, ma ho una pigrizia dentro che mi paralizza come un’iniezione spinale e piano piano si trasforma in anestesia generale.
Grazie alla compagna Veronica abbiamo avuto da distrarci per un paio di giorni, ma oggi siamo tornati alla sonnolenza di stagione (o epocale?).
I sondaggi di ieri danno l’imperatore sempre più saldo sul suo trono. Sai che novità.
Ma chi lo smuove questo paese amorale ed immorale? Se al prossimo G8 il nostro salirà sopra il tavolo dei grandi, aprirà la patta e piscerà in testa a tutti i presenti, nessuno avrà niente da ridire, anzi sarà la solita goliardata del premier italiano che, si sa, è esuberante. E su con l’indice di gradimento.
Anche i vescovi – che personificano il magistero della Chiesa e rappresentano la continuità con gli Apostoli – hanno una voce talmente flebile che si annulla nel frastuono delle televisioni padronali. Vabbè, dirà qualcuno, non possono mettersi ad urlare, visti gli interessi reciproci in ballo con il potere.

Chef, parla di cucina, lascia perdere la politica, l’economia, il costume, la società, è quello che sai fare.
Ok. Apro il feed e non c’è nemmeno la consueta recensione del ristorante o l’ultima apparizione pubblica di Bottura. Vado su qualche sito specializzato per trovare qualche spunto: parliamo del ritorno delle api e la soddisfazione di Zaia? Ma se parlo di Zaia il dente avvelenato mi dice di parlare delle quote latte mancate.
Oppure scriviamo di celiachia, di menopausa, della Condiretti, dei prodotti agricoli made in Italy? Scusate, ma il risotto agli asparagi tenta di tornarmi su.
Facciamo una bella cosa: chiudiamo il laptop e buonanotte a tutti.

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