Giovanni dalle bande furbe 4
E bravo Giovanni Rana, così simpatico, così mite, così perbene.
Giovanni nasce a Cologna Veneta nel 1937 da una famiglia di fornai. A 25 anni fonda un laboratorio a San Giovanni Lupatoto per la produzione di tortellini e pasta fresca, gestito insieme alla moglie Laura Murari e con un numero esiguo di dipendenti. Sei anni dopo la prima grande svolta: aquista una macchina che gli produce 10 kg di pasta fresca all'ora, rispetto ai 50-60 kg a settimana di prima. Per pubblicizzare il prodotto si affida ad una piccola agenzia di Verona che gli confeziona una serie di spot pubblicitari; vanno in onda su Mediaset ed è già successo.
La seconda grande svolta avviene quando Rana diventa testimonial di se stesso, con il suo faccione bonario a rassicurare i consumatori sulla bontà dei suoi tortellini, che in seguito saranno accompagnati da una vasta gamma. Gnocchi, Ravioli, Tagliatelle, Pappardelle, Sfogliagrezza, Sfogliavelo, Gnocchi Ripieni, Gioia Verde, Sughi Freschi, Colpo di Fiamma, Basi Pasta, Lasagne e Cannelloni pronti e le sue ultime novità Granfinezza, Paste Liscie Colorate e Frolla al Cioccolato.
Negli ultimi anni l'azienda si è espansa anche nel settore della ristorazione. 21 locali "Da Giovanni" in Italia, 4 in Svizzera, 3 prossime aperture, tutte con lo stesso denominatore comune: offrire al consumatore i prodotti Rana cotti ed impiattati, non più soltanto sottovuoto.
E' bene sapere che quest'ultima idea non proviene dalle menti eccelse di San Giovanni Lupatatoto, dov'è il quartier generale Rana, ma dalla povera ed insignificante ed ingenua intuizione dello chef che qui scrive.
Dieci anni fa, reduce a mani vuote dal mio viaggio negli Stati uniti, mi venne l'idea di farmi sponsorizzare da una ditta del settore per prendere due piccioni con una fava: aprire il mio ristorante in America a spese altrui, visto che a me anche allora mancava la materia prima per il mio grande progetto, i dollaroni.
Ne parlai con un mio amico avvocato, scelsi Rana invece che Barilla perché la trovavo un'azienda dinamica (sponsorizzava allora la squadra di calcio del Verona) ed in via di forte espansione. Presi appuntamento con il direttore commerciale per l'estero, andai in azienda, illustrai la mia idea e consegnai il mio business plan che doveva servire ai piani alti.
Un po' di tempo dopo risentii al telefono il direttore commerciale: "L'idea è molto buona" mi rispose, ma per realizzarla dovevo partire io, aprire il ristorante e – se fosse andato bene – Rana mi avrebbe seguito. Ero quindi punto e a capo, e lasciai perdere.
Non lasciò perdere invece Rana che si appropriò del mio progetto e cominciò a realizzarlo in Italia, quindi in Svizzera per arrivare nel tempo – statene certi – negli Stati Uniti.
Ogni volta che mi viene in mente questa vicenda vado in bagno, mi guardo allo specchio e mi dico: quanto sei fesso, Maurì.
















